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Librandi
Lista completa dei prodotti presenti in enoteca
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L'azienda Librandi ha sede in Cirò Marina, cittadina della costa Ionica calabrese posta in prossimità di Punta Alice, promontorio sud del Golfo di Taranto. Quest'area é naturalmente vocata per la coltura della vite, per la naturale predisposizione del terreno e per la felice posizione geografica, a poca distanza dal mare e con le montagne della Sila alle spalle, situazione questa, che assicura un'ottima escursione termica tra il giorno e la notte. I Librandi coltivano la vite da quattro generazioni, dagli anni ’50 invece, inizia l’attività di imbottigliamento. La gestione dell’azienda, da sempre saldamente in mano alla famiglia, si avvale della collaborazione tecnica di Donato Lanati, professore di Enologia alle università di Torino e Firenze, e del suo studio Enosis Meraviglia.
Attraverso un lungo lavoro, svolto con paziente e tenace applicazione, Antonio e Nicodemo Librandi si sono impegnati per valorizzare una viticoltura, quella calabrese, antica e ricca di tradizioni, ma piuttosto refrattaria alle innovazioni, testimoniando con il loro esempio, come il futuro della viticoltura del luogo risieda nella capacità di sapere coniugare con equilibrio tradizione ed innovazione.
Le suggestive distese di viti che ricoprono, dal mare sino all'entroterra, i possedimenti dell'azienda Librandi, accolgono attualmente otto diversi vitigni. Tra questi il Gaglioppo, conosciuto anche come il " principe nero ", rappresenta la gloria delle terre cirotane. Uva autoctona, coltivata da millenni, con il suo grappolo a forma allungata dal colore intenso tra il blu ed il nero con luminosi riflessi rossicci, é la diretta discendente dell'uva con la quale veniva prodotto il Crimissa, uno dei vini più antichi d'Italia. L'azienda Librandi, rispettosa delle tradizioni vinicole del territorio, produce più vini realizzati esclusivamente con uve provenienti da questo vitigno: il Cirò rosso ( e la versione rosato ) e la riserva Duca Sanfelice, oltre che l’Asylia rosso, un Melissa Doc. Alla più remota antichità risalgono anche le origini del Greco bianco, altro vitigno tipicamente calabrese: furono difatti i coloni greci ad impiantare nel Sud dell'Italia queste uve dal colore grigio ambrato e dalla polpa succosa e sapida con le quali i Librandi realizzano oggi sia il Cirò bianco un vino asciutto e secco dal profumo delicato, che l’Asylia bianco, doc Melissa, caratterizzato da una suggestiva sapidità, riflesso immancabile dell’entroterra crotonese.
Alle espressioni vinicole del patrimonio viticolo classico i Librandi hanno affiancato da una ventina d'anni una produzione che, avviata con intenti sperimentali e di ricerca, ha invece subito offerto risultati sorprendenti. L'aristocratica finezza dei vini ottenuti da vitigni quali Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon ha particolarmente stimolato quello spirito innovativo che costituisce uno degli elementi distintivi della politica aziendale dei fratelli Librandi. E così, nell'agro di Strongoli prima, e in quelli di Rocca di Neto e Casabona poi, i ceppi di questi vitigni, messi a dimora nelle posizioni più adatte, si sono perfettamente ambientati e integrati con il terroir dell'entroterra cirotano e hanno regalato uve di grande pregio e carattere, che oggi contribuiscono ad accrescere il valore della produzione aziendale. Il Gravello esempio di armonizzazione tra varietà autoctone ed internazionali insieme al Terre Lontane e il bianco Critone, costituiscono la testimonianza più chiara e convincente della " filosofia " Librandi, secondo la quale "il futuro dell'enologia calabrese sta nel saper coniugare tradizione e innovazione". Ulteriore esempio di tale connubio, ma in chiave diversa, è rappresentato dal Magliocco, vitigno antico calabrese che trova un’originale interpretazione in chiave moderna nel Magno Megonio. Si tratta in questo caso di un vino estremamente importante, perchè nasce direttamente dalla tradizione, in quanto il Magliocco è vitigno presente in piccole percentuali in moltissimi tra i vigneti più antichi della regione. Soppiantato via via dal più “semplice” e produttivo Gaglioppo, veniva usato un tempo per completare i vini dell’area. L’aspetto innovativo del Magno Megonio si incontra allora nella vinificazione in purezza, per la prima volta, di questo nobile e antico vitigno. Ancora una volta, quindi, l’innovazione nella tradizione. |
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