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	<description>Parole intorno e dentro un bicchiere di vino</description>
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		<title>Alla scoperta del Sagrantino di Montefalco</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 18:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrantino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sagrantino di Montefalco, é diventato, soprattutto dopo il riconoscimento della Docg giunta nel 1992, uno dei più importanti vini italiani, ma ancora oggi questo vino conserva intatta una certa aura di mistero. Scropriamo la sua storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1008.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1009" title="vigneti sagrantino di montefalco" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/vigneti-sagrantino-di-montefalco.jpg" alt="vigneti sagrantino di montefalco" width="240" height="400" />Le colline di Montefalco definite la &#8220;ringhiera dell&#8217;Umbria&#8221; grazie alla sua particolare posizione panoramica, a sud della città di Perugia, nel cuore dell&#8217;Umbria, costituiscono la zona vitivinicola più ricca e varia di tutta la regione.</p>
<p>Solo l&#8217;Umbria, così fortemente radicata nelle sue tradizioni, con i suoi antichi borghi arroccati, con i suoi numerosi conventi e abbazie e con la sua indiscussa arte contadina poteva produrre questo meraviglioso vino dalle così marcate caratteristiche italiche. Eppure fino a qualche decennio fa, il vitigno <strong><a title="Scopri i vini nello scaffale Sagrantino Di Montefalco" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=98">Sagrantino </a></strong>era quasi totalmente dimenticato e la sua produzione era limitata solamente per un uso domestico presso poche famiglie del posto che lo producevano solamente nella versione dolce.</p>
<p>Fortunatamente nei primi anni settanta, l&#8217;imprenditore tessile Arnaldo Caprai, spinto dalla passione e dalla volontà di recuperare questa antica tradizione, acquistò la tenuta del Val di Maggio situata appunto nelle vicinanze del comune di Montefalco, pensando bene che tali zone potessero valorizzare al meglio questo antico vitigno le cui origini sembrano tutt’oggi essere avvolte nel mistero. Quest&#8217;uva è secondo alcuni un vitigno autoctono ricollegabile alla varietà anticamente denominata Itriola, di cui parla Plinio il Vecchio nella sua opera Naturalis Historiae &#8220;itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est”, mentre altri ritengono che provenga dalla Spagna, se non addirittura introdotto in Italia dai Saraceni. Ad ogni modo l’ipotesi più accreditata sembrerebbe essere quella secondo la quale l&#8217;uva sarebbe stata importata durante l&#8217;Alto Medioevo dai monaci bizantini provenienti dalla Grecia.</p>
<p>La tradizione racconta che furono i monaci francescani a diffondere l’abitudine di coltivare la vite nei giardini e negli orti dei monasteri. L&#8217;uva così prodotta, veniva probabilmente fatta appassire su dei graticci di legno, producendo un vino dolce e prelibato usato per ufficiare le cerimonie sacre, da cui appunto il nome Sagrantino.</p>
<p>Dunque un vino ricco di storia e rinomato da molti secoli, ma un aspetto importante va ancora sottolineato, che, in un certo senso, potrebbe anche non essere così evidente alla luce di quanto detto finora: il Sagrantino, nella versione secca ovvero la più conosciuta e diffusa attualmente, è in realtà una creazione abbastanza recente, che si può far risalire all&#8217;incirca a una trentina di anni or sono, quando venne &#8220;sperimentata&#8221; una vinificazione secca. Nel passato, infatti, <strong>il Sagrantino era tradizionalmente un vino dolce</strong>, erede evidentemente di quei vini da messa di cui si è detto. Era insomma un vino più simile al <strong><a title="Scopri i vini nello scaffale Sagrantino Passito" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=91">Sagrantino passito</a></strong>, vino prezioso ancor oggi prodotto. Dopo quel primo tentativo di vinificazione secca si è fortunatamente deciso di insistere e la Cooperativa Terre de&#8217; Trinci, all&#8217;epoca Enopolio, vinificò, circa trenta anni fa, la prima versione secca del Sagrantino.</p>
<p>Caratteristica ben definita del <strong><a href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=98">Sagrantino </a></strong>è la &#8220;forza&#8221;. Il colore, la sostanza e l’estrema potenza dei vini prodotti con questo vitigno sono proverbiali, il contenuto di sostanze coloranti ed estratti di questi liquidi è tale da far impallidire vitigni nazionali e internazionali. Anche il più profano degustatore non può che rimanere estasiato dai profumi intensi, persistenti che si manifestano non appena si avvicina il bicchiere al naso: frutti di bosco, riconoscibile la mora matura, la marasca ma con note intense di caffè e cacao. Al palato si viene poi inondati dai profumi percepiti all&#8217;olfatto che non tradiscono le aspettative. Sorseggiando delicatamente ed aerando piccole quantità del prodotto colpisce l&#8217;intensità e la persistenza degli aromi, caratterizzati da una forte personalità che li rende tutti facilmente distinguibili senza possibilità di confusione.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>abbinamenti a tavola </strong>è d&#8217;obbligo soffermarsi sulla vastità dei cibi offerti dalla cucina umbra che va dai formaggi intensi a pasta dura, alle carni saporite. Caratteristiche sono il maiale, cucinato come porchetta, ma ancor più i prodotti di cacciagione. Il matrimonio perfetto viene raggiunto con uccellame di carne decisamente rossa, dal gusto selvatico, come le starne, le beccacce e i beccacini, le pernici, i palombacci, i volatili acquatici tipo le folaghe. Avendo questi sentori marcatamente &#8220;selvatici&#8221; è necessitano l&#8217;accompagnamento di un vino di stoffa, con carattere molto sostenuto. Se poi il piatto è fatto precedere da una marinatura di media durata (magari utilizzando un Sagrantino giovane), da una successiva speziatura, e cottura nella stessa salsa marinata, aggiungendoci al termine un&#8217;infinitesima &#8220;grattata&#8221; di polvere di tartufo nero, l&#8217;accoppiata al palato risulta estasiante.</p>
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		<title>Nasce il Numero Verde 800 173659</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 16:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'enoteca]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce il nuovo numero verde 800 173659 che  sarà dedicato ai contatti e alle informazioni relative agli ordini.
Sarà un nuovo mondo per rendere la nostra enoteca online sempre più vicino alle esigenze dei nostri clienti.
Il numero verde  è attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17 ed è raggiungibile solo dalla rete fissa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1097.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Nasce il nuovo <strong><span style="color: #339966;">numero verde 800 173659 </span></strong>che  sarà dedicato ai contatti e alle informazioni relative agli ordini.</p>
<p>Sarà un nuovo mondo per rendere la nostra enoteca online sempre più vicino alle esigenze dei nostri clienti.</p>
<p>Il numero verde  è attivo nei giorni feriali, <strong>dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17 </strong>ed è raggiungibile solo dalla rete fissa</p>
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		<title>Inama : I signori del Soave</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 06:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Situata sul Monte Foscarino, famosa collina veneta dove nasce il Soave Classico, l'azienda Inama indirizza la sua produzione soltanto verso vini eccellenti. Vini dalla grandissima personalità, mai scontati, che non passano certo inosservati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1085.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>I vigneti del <strong><a title="Scaffale del Soave" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=254">Soave Classico</a></strong> sono divisi fra molti piccoli produttori di uva. L&#8217;Azienda Agricola <strong><a title="Scopri tutti i vini di Inama" href="http://www.everywine.biz/produttore/inama-20.php" target="_blank">Inama </a></strong>è però oggi la più grande proprietà indipendente del Soave Classico. La proprietà è di circa 30 ettari ed è stata pazientemente messa assieme a partire dagli anni 60 dal fondatore Giuseppe Inama. Si tratta di una serie di vigneti ubicati principalmente sulla parte superiore della collina più conosciuta e più rinomata di tutto il Soave Classico: il monte Foscarino. I terreni di origine vulcanica di questo vero e proprio &#8220;Cru collinare&#8221; donano ai vini della zona ed in particolare alla Garganega delle caratteristiche aromatiche assolutamente particolari, con tendenze minerali accanto alle classiche floreali. Vini dalla grandissima personalità, mai scontati, che non passano certo inosservati.</p>
<p><a title="Vedio il vieo della cantina Inama" href="http://www.youtube.com/watch?v=tf7hDt210to#!" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1088" title="Inama" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/inama_movie.jpg" alt="" width="640" height="390" /></a></p>
<p>In cantina l&#8217;impatto enologico è minimo e consiste nella rivisitazione di antiche tecniche come la breve macerazione delle uve pigiate e la lavorazione dei mosti in assenza di prodotti enologici depauperanti. Il risultato è il mantenimento dell&#8217;integrità aromatica assieme all&#8217;equilibrio naturale proveniente dalle uve.<br />
Caratteristica della lavorazione, è quella di aver eliminato completamente i coadiuvanti di vinificazione fisico-chimici e di far uso esclusivamente di agenti naturali biologici, al fine di ottenere vini che conservino appieno le loro caratteristiche varietali.</p>
<p>La comparsa dei primi vini di Stefano Inama rappresentò un punto di rottura nella visione e nell&#8217;intepretazione del Soave. Senza stravolgere la tipologia, egli ha sottolineato le notevoli potenzialità, forse non abbastanza considerate, di grande maturazione e spessore del vino, compatibili anche con un uso marcato del legno. Nel corso degli anni e delle vendemmie ha affinato il tiro, giungendo a un equilibrio nuovo e riscontrabile. Grande il <strong><a title="Acquista il Vigneto du Lot di Inama" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=614">Vigneto Du lot</a></strong>, frutto di un&#8217;interpretazione molto personale: questo Soave si dona al naso con intense note di fiori secchi e frutta gialla matura, mentre la vena minirale tradisce lo splendido terreno vulcanico su cui viene coltivata l&#8217;uva. In bocca si offre esplosivo negli aromi e suadente nello sviluppo gustativo. Compaiono alcune spezie e la frutta si fa ancora più matura e tesa. Buonissimo oggi e nei prossimi anni a venire.</p>
<p>Nonostane terra di bianchi, la passione per il &#8220;rosso&#8221; ha spinto Stefano Inama sui Colli Berici dove ha concentrato tutti i suoi ultimi anni di attività vinicola avviando sulle colline vicentine un progetto di riscoperta e valorizzazione di un vitigno autoctono praticamente scomparso: il Carmenere. L&#8217;origine dei Colli Berici è dovuta ad un antico &#8220;<strong> </strong>bradisismo&#8221;, un lento movimento tellurico di origine vulcanica dovuto alla pressione gassosa del sottosuolo che ha creato una serie di rigonfiamenti e di concavità del suolo dovute al parziale collassamento. E&#8217; un sito ideale per la coltivazione di uve rosse di qualità particolarmente elevata, in particolare dei vitigni di origine bordolese che raggiungono maturità, equilibrio e aromi di grande piacevolezza e territorialità. Stefano Inama ha deciso di chiamare il suo rosso Berico &#8220;<strong><a title="Acquista il Bradisismo di Inama" href="../../product_detail.php?id=410">Bradisismo</a></strong>&#8221; perché riflette il terroir unico dei Colli. Il vino è in realtà un blend di Cabernet Sauvignon 65%, Carmenère30% e Merlot 5%. Non è sicuramente un tipico blend bordolese di oggi, ma probabilmente lo era più di un secolo fa. Ha così creato uno stile che unisce potenza e freschezza aromatica, unico e fattibile solo in questo territorio.</p>
<p>In Inama ogni aspetto della cantina viene gestito con cura maniacale. Particolare attenzione viene posta anche nella ricerca dell&#8217;immagine dei vini. Le etichette ad esempio sono disegnate personalmente dall&#8217;architetto inglese Nicholas Wood che ha utilizzato per Inama dei caratteri tipografici esclusivi ricavati da un vecchio trattato politico inglese datato 1645.</p>
<p>Scopri tutti i <strong><a href="http://www.everywine.biz/produttore/inama-20.php" target="_blank">vini di Inama</a></strong></p>
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		<title>Cordero di Montezemolo : i grandi del barolo</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2012/02/barolo-cordero-di-montezemolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 06:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore delle Langhe, sulla cima di un colle dove uno storico cedro del Libano domina il famoso anfiteatro di vigneti di Monfalletto, troviamo l'azienda agricola dei Cordero di Montezemolo. L'attività della famiglia risale sino al 1937, quando dopo anni di ricerche, Paolo Cordero di Montezemolo, presentò il suo primo Barolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1065.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Vi sono luoghi in cui la meraviglia della natura e il gesto dell’uomo si manifestano in una irripetibile armonia, posti in cui la vitalità della terra è stata compresa e plasmata nel tempo per godere dell’essenza, della sua massima espressione. Sei secoli hanno visto avvicendarsi sedici generazioni di un’unica famiglia sulle terre che costituiscono la proprietà della Cascina Monfalletto a La Morra: i <a title="Scopri tutti i vini di Cordero di Montezemolo" href="http://www.everywine.biz/produttore/cordero-montezemolo-124.php"><strong>Cordero di Montezemolo</strong></a>. Oggi e in passato è stata una delle aziende piemontesi che si è più imposta sul mercato di cultura del vino per la sua estrema ricerca qualitativa e la sempre continua sperimentazione in vigna ed in cantina per produrre vini di alta qualità e di autentica tipicità vitigno &#8211; zona.</p>
<p><a title="Guarda il video della cantina" href="http://www.youtube.com/watch?v=FVpBC88rvTM" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1073" title="Guarda il Video " src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/movie-cantina-2.jpg" alt="" width="640" height="390" /></a></p>
<p><strong>Paolo Cordero di Montezemolo</strong> nacque il 24 gennaio 1920, sei giorni dopo la morte prematura di suo padre, tenente di vascello che portava il suo stesso nome. Allora erano tempi in cui la campagna valeva ben poco e si scappava in città per cercare un posto fisso&#8230;Sopravvivere era il problema&#8230; la Langa era vecchia, vetusta, obsoleta&#8230; case vecchie, vigne vecchie, tutto in abbandono. Non si parlava di qualità, ma di vini da taglio o da vendere sfusi all’estero. E tantomeno la qualità interessava al contadino: visto che vendeva a un tanto al litro il suo unico scopo era produrre di più. Una situazione insostenibile, spaventosa, una specie di limbo dal quale non si sapeva come uscire. Fu in questa atmosfera che Paolo Cordero di Montezemolo a partire dal 1938 credendo pervericamente nella vigna entrò ufficialmente nel mondo vitivinicolo. Rifece gli impianti, ia curò come un giardiniere, come un padre può accudire una figlia. Abbassò drasticamente le rese per ettaro portandole a solo 50/70 quintali per ettaro, quando la media era di 150 quintali. Un approccio il suo, per l&#8217;epoca certamente controcorrente, molti lo diedero come perdente, ma alla fine fu premiato. Quel successo che pubblicamente non aveva mai cercato, è nota la sua grande riservatezza, cui forse segretamente asprirava, un giornò busso alla sua porta: era il riconoscimento unanime della qualità del suo vino, di un lavoro fatto bene in vigna e in cantina, scrupoloso fino ad essere maniacale.</p>
<p>Oggi i vigneti dell&#8217;azienda Cordero di Montezemolo si distinguono per la produzione di uve dal carattere forte e deciso. Come <strong>tenuta Monfalletto</strong>, il colle simbolo di tutta l&#8217;azienda agricola, a 299 metri d&#8217;altezza, sul quale spicca un cedro del Libano piantato da Costanzo Falletti ed Eulalia Della Chiesa a ricordo delle loro nozze celebrate nel 1856 e quale simbolo del loro amore per la terra. Ci troviamo in una delle più belle e suggestive aree di produzione di tutto il Barolo, al visistatore infatti si apre un meraviglioso terrazzo naturale dove lo sguardo spazia su uno enorme anfiteatro di oltre 20 ettari di vigneto a corpo unico. La scenario è uno dei più suggestivi. Per avere un&#8217;idea di cosa stiamo descrivendo vi consigliamo di visitare il nuovo sito dell&#8217;azienda all&#8217;indirizzo <a href="http://www.corderodimontezemolo.com">www.corderodimontezemolo.com</a>.</p>
<p>L&#8217;altro vigneto è l&#8217;<strong><a title="Acquista il Barolo Vigna Enrico VI" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=802">Enrico VI</a></strong>, che Paolo Cordero di Montezemolo acquisto nel 1965 è situato invece a Castiglione Falletto. Ha un terreno estramamente ricco di ferro conferendo ai propri vini corpo, robustezza e una possibilità di conservazione eccezzionale. Sono vini dal sapore che ricordano le prugne ed hanno un persistente retrogusto, a differenza dei vini del Monfalleto che hanno caratteristiche totalmente differenti. Vini più morbidi, vellutati e profumati. Anche l&#8217;esposizione al sole, che le persone del luogo chiamano &#8220;sorì&#8221;, varia leggermente influendo sulla maturazione delle uve. Monfalletto, volto a sud e sud-est, riceve maggiormente i raggi del sole mattutino, mentre i vigneti Enrico VI, esposti a sud-ovest, sono soleggiati quasi tutto il giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci piace chiudere con uno stralcio dei tanti racconti di Paolo: &#8220;<em>E&#8217; mia opinone che vini eccezionali si possano ottenere soltanto da uve eccezzionali e queste ultime possono derivare soltanto da terreni di altissima qualità, fuori classe&#8230; Il gran vino, che molti chiamano opera d&#8217;arte, è tuttavia opera della natura, opera del sole, del clima, della composizione del terreno e così via</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scopri tutti i vini Di <a href="http://www.everywine.biz/produttore/cordero-montezemolo-124.php"><strong>Cordero di Montezemolo</strong></a> in vendita in enoteca</p>
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		<title>Silvio Jermann, il bianco nel Sangue</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 05:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Jermann]]></category>

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		<description><![CDATA[Silvio Jermann è un vero cult per gli appassionati. Già leggendo i nomi delle sue etichette più famose, si può immaginare quale fantasia e immaginazione pervada questo vignaiolo senz'altro più a suo agio con i vini di fantasia che con quelli classici monovarietali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1047.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Il confine con la Slovenia è poco distante. Affacciandosi dalla casa di famiglia degli Jermann, tutt&#8217;uno con l&#8217;azienda, si possono ammirare le splendide e più prestigiose colline del Collio, la nobile sottozona di Rosazzo dei Colli Orientali e le dolci colline d’oltre confine. In sostanza in un colpo d&#8217;occhio si riescono a vedere le vigne che producono il meglio del Friuli. Per un appassionato questa parte del Collio rappresenta un cult dei bianchi, una delle zone più elette della nostra penisola.</p>
<p>Precisamente siamo a Villanova di Farra, qui gli <a title="Scopri i vini di Jermann su Everywine" href="http://www.everywine.biz/produttore/jermann-229.php"><strong>Jermann </strong></a>si trasferirono nel lontano 1881 dall’Austria. Furono prima mezzadri e poi proprietari, finché verso l’inizio del secolo il vino divenne l’argomento principale del loro lavoro. Erano contadini duri, tutti d&#8217;un pezzo, di quelli che non vogliono sentir debolezze né cambiare una virgola nella tradizione. Il nonno di Silvio ereditò una vigna che seppur posizionata in una valle buia e scossa dalla bora, iniziò a coltivarla con amore e tenacia. In casa Jermann cominciò così un nuovo periodo di profondo cambiamento, passato anche attraverso gli scontri in cantina tra Silvio, profondamente innovatore e il padre Angelo, più prudente.</p>
<p><a title="La famiglia Jermann" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-foto-famiglia-big.jpg" rel="lightbox[1047]"><img class="size-full wp-image-1051 alignnone img-ph" title="La famiglia Jermann: clicca per ingrandire" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-foto-famiglia.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a title="La nuova cantina a Ruttars" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-cantina-big.jpg" rel="lightbox[1047]"><img class="size-full wp-image-1052 alignnone img-ph" title="La nuova cantina: clicca per ingrandire" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-cantina.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a title="Vigneti" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-vigneti-big.jpg" rel="lightbox[1047]"><img class="size-full wp-image-1053 alignnone img-ph" title="I vigneti : clicca per ingrandire" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann-vigneti.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a title="La cantina" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann_botti_big.jpg" rel="lightbox[1047]"><img class="alignnone img-ph size-full wp-image-1054" title="La cantina : clicca per ingrandire" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/jermann_botti.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a></p>
<p>Infatti Silvio, che nel ’68 studiava a Conegliano alla scuola “del” vino, ritornò con l’ansia giovanile di cambiare tutto, voleva produrre non più vini pesanti e grassi, ma profumati, armonici costruiti secondo logiche contemporanee. Inevitabilmente ci furono scontri durissimmi che portano ad un’immancabile rotturacon il padre. Così Silvio emigrò oltreoceano facendosi le ossa nelle cantine di mezzo mondo, studiando ed imparando tanto, ma da instancabile sognatore dopo alcuni anni ritornò alle sue terre d’origine iniziando a sperimentare sulle proprie vigne e sulla proria pelle.</p>
<p><strong>Ma Jermann non è solo fantasia, è anche concretezza, praticità e tecnologia. </strong>I vini di questa azienda mantengono ogni anno un alto livello qualitativo, segno di una scelta attentissima delle uve ed una cura certosina in cantina. E poi Jermann non è solo Silvio: oggi più che mai è lui stesso ad ammettere che la base del suo lavoro è nella vigna, dove il padre Angelo è il re incontrastato. Lì prende forma la filosofia della loro produzione fatta di rese bassissime &#8212; soli 20 quintali per ettaro per le uve pignolo del Pignacolusse &#8212; e pericolose vendemmie surmaturate. Scelte che continuano in cantina con <strong>lunghissime macerazioni </strong>a temperatura controllata per non perdere il minimo di anidride carbonica naturale disciolta nel vino o dall’uso esclusivo di lieviti selvaggi, assolutamente non selezionati che permette a ciascun vino di esprimere la propria personalità con maggior naturalezza ed efficacia.</p>
<p>E’ questa la filosofia di casa Jermann. <strong>Differenziazione spinta al limite tra i vini e personalizzazione oltre ogni modo per estrarre la tipicità da ogni sua etichetta</strong>. La stessa scelta dei legni è funzione del prodotto: dalle barrique di legno francese del Dreams ai fusti da 750 litri in rovere di Slavonia de <strong><a title="Acquista il Capo Martino di Jermann" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=568">Capo Martino</a></strong>, al legno francese da 250 e 500 litri del Pignacolusse. Ed è proprio con questo nuovo vino, presentato con l’annata ’97, a base di uve pignolo, un vitigno autoctono che si sta riscoprendo in Friuli, che oggi Silvio Jermann, da radicato bianchista, si pone un’altra sfida, ma questa volta nel campo dei rossi. Le sperimentazioni quindi continuano, e Silvio non ama delegare il suo lavoro a nessun enotecnico. Forse la forza dei Vinnaioli Jermann è proprio questa, avere ancora una vera gestione familiare dell&#8217;azienda, una gestione diretta e meticolosa. E con certezza possiamo affermare che questi vignaioli friulani continueranno a stupirci, Silvio ha tre maschi e il maggiore studia enologia alla facoltà di Udine. La quinta generazione Jermann è assicurata.</p>
<p><a title="Lista dei vini che si pososno acquistare di Sivio Jermann" href="http://www.everywine.biz/produttore/jermann-229.php"><strong>Scopri tutti i vini di Jermann su Everywine</strong></a></p>
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		<title>Luca d&#8217;Attoma : L&#8217;Armani del vino</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[winemaker]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca D'Attoma è una di quelle persone che nel mondo del vino non hanno bisogno di essere presentate. Oggi è uno degli enologi più quotati in campo nazionale. Il perchè lo si "assaggia" subito dalle sue opere. Scopriamo insieme]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1038.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/attoma.jpg" rel="lightbox[1038]"><img class="alignleft size-full wp-image-1042" title="Luca D'attoma" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/attoma.jpg" alt="" width="240" height="400" /></a>Luca D&#8217;Attoma è un giovane e già affermatissimo enologo originario della provincia di Pisa che ogni anno, mette nel suo carniere ogni genere di riconoscimenti assegnati dalle guide specializzate: grappoli, bicchieri e altri simboli del genere che, per chi ci crede, sono importantissimi.</p>
<p>Da molti viene definito l’Armani del vino: il grande sarto, colui che utilizza il tessuto migliore per confezionare l’abito di lusso.</p>
<p>Nato nel 1964 a Borgo san Lorenzo, dove non c’era neanche l’ombra di un filare, si trasferì a Conegliano per studiare agricoltura, che all’epoca era il suo pallino. Ma lì, all’Istituto enologico, ebbe la sua folgorazione e capì che il suo mondo era e doveva essere il vino. Dopo qualche prima esperienza in giro per la Penisola (Castello d’Albola, Terruzzi e Puthod, tanto per citare) tenta il gran salto e si dà alla libera professione iniziando a seguire molte aziende sparse per tutta l&#8217;Italia. Ne ricordiamo solo qualcuna: Le Macchiole (Bolgheri), per la quale realizza l&#8217;importante e famoso <a title="Acquista Il Paleo Rosso delle Macchiole" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=589"><strong>Paleo Rosso</strong></a> (Cabernet 90%, Sangiovese 10%,) e il Sauvignon Paleo Bianco. La Fattoria Poggiopiano (San Casciano, Firenze), per la quale realizza il Rosso di Sera, la Podere La Cappella di S.Donato in Poggio che produce il Corbezzolo un bellissimo Sangiovese e ci fermiamo qui perchè potremmo andare avanti ancora per molto.</p>
<p>Instancabile, cuorioso, sperimenta nuove tecniche di lavorazione, cambia il modo di fare i bianchi e i rossi, rivaluta zone vinicole dal futuro incerto e prodotti poco considerati. E&#8217; un pignolo suo lavoro e a proposito di sue piccole manie, ne ha una grande così: quando va in giro per degustare e assaggiare vini porta con sé una valigetta con i suoi bicchieri personali, rigorosamente della forma più adatta alla bisogna, ma soprattutto lavati nella maniera giusta. Piccolo vezzo che aveva anche <strong>Mario Schioppetto</strong>, un grande personaggio dell’enologia nazionale e non solo.</p>
<p>Quando gli chiedono che vini avrebbe voluto fare, lui non ha esitazione rispondendo che un vino è come fare un vestito, la difficoltà sta nel porsi il modello e trovare il modo per raggiungerlo. Se il &#8220;modello&#8221; lo ha pensato un altro enologo, è difficile poter valutare il suo lavoro e le difficoltà nel raggiunge il risultato. Creatore da sempre di grandi ha un vero fiuto per gli assemblaggi più arditi come il Savuto Superiore Vigna Mortilla dell&#8217;azienda di Giovan Battista Odoardi, in provincia di Cosenza, complesso uvaggio di gaglioppo, sangiovese, magliocco canino, malvasia, pecorino, nerello cappuccio e greco nero&#8230;. e vi sembra poco.<br />
In riguardo alle polemiche sull&#8217;utilizzo della barrique contro la botte grande va dritto come un treno:&#8221; Il legno è uno strumento, se mi serve una botte, per dire, da 328 litri per ottenere un certo risultato, io la uso e basta. Cosa fanno gli altri non mi interessa. Se ho in mente un certo vino, un modello, cerco di costruirlo a tavolino attraverso gli assemblaggi e le tecniche di vinificazione di cui dispongo. Insomma, immagino il vino, e poi penso a come realizzarlo senza nessun pregiudizio e preconcetto sugli strumenti che attuo per la sua realizzazione. Ad esempio, se decido di non far fare la fermentazione malolattica, so che per i primi due anni il vino sarà scontroso, ma poi si ammorbidirà e otterrò per il vino un certo carattere&#8230; avrò dato al vino la sua anima&#8221;</p>
<p>Tra gli ultimi obbiettivi raggiunti c&#8217;è stata La costituzione del <strong>Wine International Consulting</strong>, un pool di tecnici di tutto il mondo, anche dalla California, che lavorano assieme per confrontare i loro metodi di vinificazione. Ormai secondo D&#8217;attoma gli individualismi non valgono più, è finita l&#8217;epoca del giovane e bravo enologo. Le aziende oggi investono milioni di Euro e non ci si può permettere di sbagliare con un nuovo vino, andrebbero vanificati anni e anni di sperimentazioni e sacrifici, per non parlare dell&#8217;immagine persa sul mercato. In un settore creativo come questo l&#8217;individualismo ormai non basta più, perché non è possibile più gestire un impegno economico sempre più crescente. Ecco quindi il bisogno di unire le forza e l&#8217;esperienza di due, tre, dieci esperti per ottenere risultati più efficaci, più mirati, più concreti. Staremo a vedere se il tempo gli darà ragione.</p>
<p>Il sito di <a href="http://www.lucadattoma.com/">Luca D&#8217;attoma</a></p>
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		<title>IL RUM : IL RE DEL CARIBE</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2012/02/rum-re-del-caribe/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rhum]]></category>
		<category><![CDATA[Rum]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più diffuso, apprezzato, rispondente a criteri qualitativi ormai di assoluta eccellenza, il rum richiama alla mente una carrellata di immagini esotiche, evocative. Ma, come spesso accade, la realtà è tanto più ricca e articolata delle nostre aspettative correnti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/1015.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1019" title="rum" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/rum.jpg" alt="" width="240" height="400" />Sembra strano, ma fu grazie a <strong>Cristoforo Colombo </strong>la nascita del <a title="Scopri lo scaffale dei Rhum, Rum" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=304"><strong>rum</strong></a>, il distillato alcolico oggi forse più diffuso al mondo: nel lontano 1493, durante il suo secondo viaggio nelle Americhe, Colombo prese infatti delle barbatelle di canna da zucchero nelle Isole Canarie e le fece trapiantare nei Caraibi. L’area centro-americana dimostrò subito di avere il clima ideale per la coltivazione della canna, e la produzione di zucchero si diffuse presto in tutte le isole caraibiche.</p>
<p>A partire dalla metà del XVII secolo la canna da zucchero cominciò a essere usata anche per la produzione di un distillato locale. Dove esso sia nato è questione ancora dibattuta: c’è chi parla del Caribe come patria generica, c’è chi sostiene Barbados come culla originaria, c’è chi giura su Hispaniola. Come che sia, nelle colonie inglesi fu chiamato kill devil (cioè “ammazza diavolo”, per la sua tendenza a causare spiacevoli postumi dopo una sbornia, oppure per le sue accertate virtù anestetiche e medicinali), o anche rumbillion (nel gergo dei bucanieri, violenza e trambusto: col tempo la parola si ridusse alla sillaba iniziale rum, e divenne rhum in francese e ron in spagnolo).</p>
<p><strong>MA COME SI PRODUCE IL RUM? </strong><br />
Il rum nasce esclusivamente dalla <strong>fermentazione </strong>e dalla successiva <strong>distillazione </strong>del succo della<strong> canna da zucchero</strong>, della <strong>melassa </strong>o degli sciroppi derivati dalla lavorazione dello zucchero.</p>
<p>Si divide fondamentalmente in due grandi famiglie:</p>
<ul>
<li><strong>Rum agricolo ( Rhum Agricole )</strong></li>
<li><strong>Rum industriale o tradizionale (Rhum Industrielle) </strong></li>
</ul>
<p>Il primo viene prodotto esclusivamente a partire dalla pressatura della canna da zucchero, mentre il secondo deriva dalla distillazione della melassa, ovvero uno sciroppo derivato dalla lavorazione della canna da zucchero.</p>
<p><strong>I METODI DI PRODUZIONE</strong><br />
A seconda del metodo di produzione, il succo di canna o la melassa vengono sottoposti a fermentazione, utilizzando lieviti selezionati o naturali, per un periodo che varia da 24 ore per i rum chiari fino a diverse settimane per le versioni più complesse. Al termine di questo prima fase si ottiene un liquido dal grado alcolico mediamente compreso tra i 5 e i 6 gradi.</p>
<p>Il succo viene così portato ad ebollizione all&#8217;interno di una colonna cominciando il processo di distillazione. Per capire la distillazione bisogna precisare che esistono diversi tipi di alcol, alcuni più leggeri e dal sapore delicato e floreale, ed altri più pesanti dal sapore più deciso (cuoio, noci ecc). In pratica più pesante è l&#8217;alcol più il suo aroma è forte, fino a risultare sgradevole. Gli alcol più leggeri evaporano prima degli alcol più pesanti. Il processo di distillazione non fa altro che separare l&#8217;alcol dall&#8217;acqua e selezionare gli aromi che si desidera ottenere.</p>
<p>Esistono diverse varianti per la distillazione, dovute a diversi tipi di alambicchi che si sono sviluppati nei secoli. I principali tipi sono due gli alambicchi discontinui utilizzato per i Rum Agricole e gli alambicchi a colonna utilizzati per i rum industriali.</p>
<p>In ambedue i metodi entrano in gioco l&#8217;abilità, l&#8217;esperienza, il gesto esperto dei distillatori chiamati a dosare e miscelare i vari componenti grazie alla dosatura sottile dei diversi componenti. Artisti, gente che conserva un&#8217;arte, un sapere maturato in ore e ore passate immersi nel calore prodotto dai vari tipi di distillatori, capaci di ascoltare, capire e dominare la materia prima.</p>
<p><a title="I caraibi : clicca per ingrandire" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/mappa_big.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="size-full wp-image-1021 alignnone img-ph" title="Mappa Rum" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/mappa.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a title="Campi di canna da zucchero : clicca per ingrandire" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/canna_da_zucchero_big.jpg" rel="lightbox[1015]"><strong><img class="size-full wp-image-1022 alignnone img-ph" title="Campi  di canna  da zucchero" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/canna-da-zucchero.jpg" alt="" width="113" height="113" /></strong></a><a title="Lavorazione della canna da zucchero  : clicca per ingrandire" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/canna_da_zucchero_2_big.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="size-full wp-image-1023 alignnone img-ph" title="canna da zucchero " src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/canna-da-zucchero-2.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><strong><a title="Distillazione  : clicca per ingrandire" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/distillazione_big.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="size-full wp-image-1024 alignnone img-ph" title="distillazione" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/distillazione.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a title="Maturazione  : clicca per ingrandire" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/maturazione_big.jpg" rel="lightbox[1015]"><img class="size-full wp-image-1025 alignnone img-ph" title="maturazione" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2012/02/maturazione.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a>L’INVECCHIAMENTO E MISCELAZIONE</strong><br />
Nessun distillato è immediatamente pronto per essere imbottigliato o inviato alle cantine per l’invecchiamento, Le molecole odorose, dopo la distillazione, risultano ancora scomposte e necessitano di un periodo di quiete per potersi ricomporre in delle nuove catene aromatiche e sprigionare al naso, nel rum maturo, il meglio della loro potenza. Il rum dunque viene fatto riposare per un breve periodo al fine di ricomporre l’essenza che il passaggio in alambicco ha selezionato e frazionato. L’affinamento non rappresenta una sorta di invecchiamento quanto piuttosto un periodo di riposo necessario per garantire la maturità minimia indispensabile al rum. Successivamente, questo potrà essere passato in barili per un anno, imbottigliato come Carta Blanca o destinato a invecchiamenti più lunghi.</p>
<p>Così il distillato, ancora giovane, viene passato in botte dove penetra all&#8217;interno dei pori del legno, assumendone alcuni aromi, e rilasciando parte dell&#8217;alcol grazie alla respirazione della botte, che scambia i vapori del distillato con l&#8217;aria dell&#8217;esterno. Questo processo dà stabilità al distillato, eliminandone le parti più volatili e costruendo una bevanda dalla maggiore corposità, dall&#8217;aroma meglio definito. Durante il processo d&#8217;invecchiamento il distillato perde alcol, a volte fino al 10% ogni anno, obbligando il produttore a rabboccare le botti con altro distillato della stessa partita.</p>
<p>Inizialmente le doghe delle botti erano carbonizzate all’interno, allo scopo puramente pratico di facilitare l’assemblaggio del barile con i due cerchi di ferro, ma il legno bruciato o tostato ha in realtà un effetto ben preciso sul gusto del rum.</p>
<p>Difatti bruciando il legno delle botti, si trasformano e si fissano alcune sostanze, che, nel corso dell’invecchiamento, cedute al rum di in anno in anno, favoriscono il fiorire di aromi di vaniglia, cocco, buccia d’arancia, caramello e altri ancora. Inoltre il rum nel barile, a contato con lo strato carbonizzato, si depura di molti sgradevoli sentori. La maggior parte dei barili attualmente impiegati per l’invecchiamento del rum è di provenienza statunitense e ha già ospitato bourbon whiskey, mentre una piccola parte è ricostruita con doghe al cui contatto hanno riposato cognac e brandy.</p>
<p>Una volta terminato l&#8217;invecchiamento i rum contenuti in botti diverse non hanno ovviamente lo stesso aroma sia per la diversità dei legni e sia per le differenti tostature apportate. L&#8217;esigenza del produttore però è quello di creare un&#8217;etichetta che abbia un segno distintivo di riconoscimento in modo il contenuto delle bottiglie sia sempre identico e della stessa qualità. L&#8217;addetto alla miscelazione conosce perfettamente come creare il giusto rum, conosce perfettamente i vari &#8220;ingredienti&#8221; che ha a disposizione. Il suo lavoro è miscelare le diverse annate, diverse botti, diverse gradazioni, e rum dai diversi aromi per creare alla perfezione il rum che vuole ottenere</p>
<p>È consuetudine mescolare rum con diversi anni d&#8217;invecchiamento, ma ogni produttore ha le sue regole anche in funzione della legislazione del paese produttore. Così quando acquistiamo un rum con indicato un invecchiamento di 15 anni, questo non ha un significato ben preciso. Difatti per alcuni produttori la specifica “15 anni” sta ad indicare che nella miscela di rum utilizzati il più vecchio ha 15 anni e che possono esserci gli altri rum più giovani. Per altri produttori invece indica il rum più giovane. Per altri ancora la specifica di maturazione è la media degli anni d&#8217;invecchiamento dei rum utilizzati nella miscela.</p>
<p>Molti esperti del settore sono dell&#8217;idea che nell&#8217;indicazione degli anni d&#8217;invecchiamento le regole andrebbero standardizzate, a tutela dei consumatori. Tuttavia questo andrebbe forse contro gli interessi di molti paesi produttori.</p>
<p><strong>LE TIPOLOGIE DI RUM</strong><br />
I rum bianchi sono in genere in versione light (anche se ce ne sono alcuni più forti nelle isole francesi). Si presentano di solito di colore chiaro ed hanno un gusto molto delicato. Qualora subiscano un passaggio in legno vengono nuovamente filtrati con il carbone attivo al fine di rimuoverne il colore. I rum bianchi sono utilizzati soprattutto come miscelatori, in particolar modo con la frutta.</p>
<p>I <strong>rum dorati</strong>, noti anche come rum ambrati, sono generalmente di medio corpo. La maggior parte trascorrono diversi anni in legno e si presentano dal gusto morbido.</p>
<p>I <strong>rum scuri</strong> sono tradizionalmente di corpo pieno, ricchi, dominati dal caramello. I migliori sono prodotti principalmente con alambicchi discontinui e vengono invecchiati in botti di rovere per periodi più lunghi.</p>
<p>I <strong>rum speziati</strong> (<strong>spice</strong>) possono essere rum bianchi, dorati, o scuri. Subiscono un&#8217; infusione di spezie (es:pepe, anice) o frutta.</p>
<p>I <strong>rum Añejo</strong> ed i <strong>rum Age-dated</strong> sono rum invecchiati, di annate differenti, mescolati insieme per assicurare una continuità di sapore nelle marche di rum da un anno all&#8217;altro. L&#8217;età dichiarata in etichetta è costituita dal rum più giovane presente nel blend.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Leone De Castris e i vini nobili del Salento</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2011/06/leone-de-castris-e-i-vini-nobili-del-salento/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 23:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Leone De Castris]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Leone de Castris non è un nome e cognome come molti (compilatori di guide compresi ) pensano, bensì un doppio aristocratico cognome dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina.  E' l'anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/970.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><strong><a title="Pagina del produttore Leone De Castris" href="http://www.everywine.biz/produttore/leone-de-castris-66.php"><img class="alignleft size-full wp-image-974" title="Leone de castris" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/storia-leone-de-castris.jpg" alt="" width="240" height="400" />Leone de Castris</a> </strong>non è un nome e cognome come molti (<em>compilatori di guide compresi</em> ) pensano, bensì un <strong>doppio aristocratico cognome</strong> dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina.  E&#8217; l&#8217;anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine.</p>
<p>La cantina inizia l&#8217;imbottigliamento dei suoi prodotti nel 1925, in occasione del matrimonio tra Piero Francesco Leone e Anna Luisa Filippa de Castris, che unì le due più importanti famiglie di Salice Salentino, provincia di Lecce. Piero Francesco Leone, secondo di cinque figli, alla morte del padre, si dedicò all&#8217;amministrazione delle proprietà, costituite da fabbricati e terreni sui quali avviò un processo di trasformazione colturale, impiantando vigneti su terre prima coltivate a grano, e conducendoli parte in economia e parte attraverso un esercito di coloni del luogo. Piero, si trovò così a soli 20 anni ad amministrare un patrimonio terriero di oltre 2.000 ettari tra Salice, Guagnano, Campi, San Pancrazio e Sandonaci. Oltre a essere agricoltore divenne anche viticoltore, mostrando di possedere le qualità di agronomo, enologo ed esperto imprenditore. Nel corso degli anni venti, sviluppò la produzione di vino e nei primissimi anni del ventennio effettuò in Puglia il primo imbottigliamento, che a poco a poco perfezionò negli anni seguenti, dopo aver acquisito tutti i sistemi più aggiornati, avendo constatato direttamente l&#8217;applicazione dei nuovi processi tecnologici attraverso viaggi e contatti con le più rinomate case vinicole toscane, piemontesi e francesi.</p>
<p>Vennero rinnovati i vigneti assieme ad uno stabilimento moderno, attrezzato con torchi elettrici, che sostituirono quelli di vecchia generazione in legno e a vite. Furono costruiti lungo l&#8217;intero perimetro delle cantine vasche e fermentini in cemento armato. Piero inoltre iniziò a servirsi per primo della collaborazione di esperti enologi che lo portarono a far nascenere nel 1943 nacque il celebre vino rosato <strong><a title="Acquista il Five Roses di Leone De Castris" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Five Roses</a></strong>. Il prodotto più conosciuto dell&#8217; azienda ed il primo vino rosato ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia.</p>
<p>Questo vino ha preso il nome da una contrada nel feudo di Salice Salentino che si chiama &#8220;<strong>Cinque Rose</strong>&#8220;. Questa zona deve il suo nome al fatto che per intere generazioni ogni de Castris ha avuto cinque figli. Sul finire dell&#8217;ultima guerra il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Ma voleva un vino dal nome americano. Nacque così il &#8220;Five Roses&#8221;.</p>
<p>L&#8217;azienda è sempre interessata a sperimentare e provare a reimpiantare i <strong>vitigni autoctoni</strong>. La verdeca viene già prodotta ma in più si stanno studiando le possibilità offerte da vitigni come l&#8217;impigno, il sussumaniello e il francavilla, mentre stanno per essere impiantati anche vitigni alternativi come cabernet sauvignon e syrah per creare nuovi vini con uvaggi autoctoni e internazionali, dando comunque sempre maggiore importanza ai primi. Vengono inoltre prodotti spumante, acquavite e olio per un totale di 30mila bottiglie. Inoltre l&#8217;azienda gestisce un albergo, un ristorante e un agriturismo e alcuni appartamenti dove è possibile soggiornare. Infine stanno ristrutturando un palazzo del 1600 che sarà adibito a ufficio relazioni pubbliche inoltre con tutte le attrezzatture utilizzate storicamente dall&#8217;azienda, hanno pensato di adibire un&#8217;area a museo del vino.</p>
<p>E&#8217; sicuramente interessante farci una visita, hanno anche una sala attrezzata per degustazioni e i vini sono tanti e molto interessanti, perchè non approfittarne?</p>
<p>Ecco alcune etichette che suggeriamo. Per gli altri vini consultate la relativa pagina del <strong><a href="http://www.everywine.biz/produttore/leone-de-castris-66.php">produttore</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Ramitello Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/5ROSES01K.gif" border="0" alt="Di Majo Norante Ramitello" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Di Majo Norante, Ramitello" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Five Roses </a></h2>
<div><strong> Italia,  IGT  Salento </strong></div>
<p>Non è facile trovare un rosato così, c&#8217;è dentro un&#8217;energia ed una freschezza non comuni. Se poi si aggiunge che non è il classico rosé da bere entro l&#8217;anno, ma che con molta probabilità è solo all&#8217;inizio di una lunga evoluzione, non si può che farne scorta. Ora è buonissimo, poi sarà stupendo.<br />
<strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/LNCSLCSLNTN02R.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115"> Salice Salentino Riserva </a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Salice Salentino </strong></div>
<p>Difficile trovare difetti nei vini di questa azienda che sembra non sbagliare mai un colpo. Anche questa riserva è davvero ben fatta, è un vino al tempo stesso tradizionale e moderno, capace di soddisfare i palati più esigenti, ad un prezzo ottimo.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/LCLISA99R.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134"> Donna Lisa Riserva </a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Salice Salentino </strong></div>
<p>Difficile trovare difetti in questo vino che coniuga al tempo stesso tradizionale e moderno riuscendo a soddisfare i palati più esigenti.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<item>
		<title>Moscato di Samos Nectar</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2011/06/moscato-di-samos-nectar/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 00:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'isola greca di Samos é sempre stata contesa tra oriente ed occidente, e per lungo tempo é stata parte dell'impero ottomano. Ma la fortuna internazionale dei suoi vini dolci e aromatici dominati dall'uva Moscato é legata da una parte alla Chiesa Cattolica, che le aveva concesso il privilegio esclusivo di preparare il vino da Messa, e alla Francia, che dal 1890 instaurò un fiorente commercio verso la madrepatria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/979.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-980" title="isola samos" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/isola_samos.gif" alt="" width="275" height="277" />L&#8217;isola greca di <strong>Samos </strong>é sempre stata contesa tra oriente ed occidente, e per lungo tempo é stata parte dell&#8217;impero ottomano. Ma la fortuna internazionale dei suoi vini dolci e aromatici dominati dall&#8217;uva Moscato é legata da una parte alla Chiesa Cattolica, che le aveva concesso il privilegio esclusivo di preparare il vino da Messa, e alla Francia, che dal 1890 instaurò un fiorente commercio verso la madrepatria.</p>
<p>Tutto il vino veniva venduto ai mercanti francesi che fissavano arbitrariamente il prezzo di acquisto riducendo gli agricoltori locali alla fame, per cui nel 1933 ci fu una sommossa popolare. Il governo ellenico sotto una tale pressione fu costretto, nel 1934, ad emanare una legge che obbligava tutti i produttori di uva ad iscriversi ad una delle 26 cooperative agricole sorte nel frattempo, riunite a loro volta nell&#8217;<a href="http://www.samoswine.gr/" target="_blank">Unione Cooperative Vinicole</a>. I villaggi situati sul versante nord del Monte Ambelos a 1147 metri s.l.m., sono i più vocati alla viticoltura, che si svolge interamente su terrazze sostenute da muretti a secco costruiti dall&#8217;uomo nei secoli.  Oggi l&#8217;Unione Cooperative Vinicole di Samos é una delle più importanti e moderne di tutta la Grecia, e le 80.000 bottiglie di<strong> Moscato di Samos Nectar </strong>rappresentano senza dubbio il suo vino simbolo. Le uve vengono raccolte intorno alla metà di Settembre quando sono leggermente sovramature, poi i grappoli più sani vengono posti ad appassire su graticci fino a quando non raggiungono una concentrazione zuccherina di 500 g/l. Segue la pressatura e la fermentazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata di 22°C, a cui segue una lunga maturazione in fusti di rovere.</p>
<p><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantina_samos_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-988 img-ph" title="La magnifica cantina vista dall'esterno" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_1.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantina_samos_2_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-989 img-ph" title="La bottaia" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_2.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-990 img-ph" title="I vigneti arrampicati sui costoni dell'isola" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_3.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_2_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-991 img-ph" title="Vite allevata ad alberello" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_4.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_3_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-992 img-ph" title="I vigneti allevati vicino al mare" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_5.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a></p>
<p>Il colore è giallo dorato con note ambrate e ramate, al naso si apre prima con agrumi canditi dove si riconoscono il mandarino e l&#8217;arancia, poi il miele e la mandorla tostata, sentori di pasticceria da forno&#8230;la bocca replica morbida, composta e avvolgente. Pieno e molto lungo.</p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/UCVSSAMOSNCTR01D.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068"> Moscato di Samos Nectar </a></h2>
<div><strong>Grecia,  Dolce, A.O.C.  Samos </strong></div>
<p>Un grande Moscato in un concentrato di mediterraneità.  <strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Tanti anni di vini acquistati su Everywine</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 13:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi dirò, non ricordo neppure quando e come conobbi Angelo di Everwine, ma certo è che da quel giorno come Chef a domicilio del Veneto ed Executive Chef della Scuola di cucina maisazi, questa conoscenza ha portato innumerevoli frutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/960.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_964" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-964" title="mater matuta lazio igt rosso" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/mater-matuta-lazio-igt-rosso-2005.jpg" alt="" width="240" height="346" /><p class="wp-caption-text">Casale Del Giglio  - Mater Matuta</p></div>
<p>Vi dirò, non ricordo neppure quando e come conobbi Angelo di Everwine, ma certo è che da quel giorno come <strong><a href="http://www.frachef.it">Chef a domicilio del Veneto</a></strong> ed Executive Chef della <strong><span style="color: #6e4c44;">Scuola di cucina maisazi</span></strong>, questa conoscenza ha portato innumerevoli frutti.</p>
<p>Se dovessi parlarvi di tutti i vini comprati su Everywine, non saprei da dove iniziare e scriverei una montagna di pagine. Il Mater Matuta che vedete fotografato nella cucina della scuola, il Vigna La Miccia Marsala di De Bartoli, il Permartina Vallona, il Verdicchio di Matelica Riserva Cambrugiano&#8230; sono solo alcuni dei vini ai quali ci siamo affezionati, ma ce ne sono anche molti altri.</p>
<p>Va detto, però, che non sempre è stato il vino in sé il motivo del nostro sodalizio, ma la possibilità da parte mia, come cuoco, di dare indicazioni ad Angelo su una mia certa necessità e trovare un consiglio. Ciò che sempre mi serve, infatti, non è un preciso vino di un preciso produttore, ma un vino che ben interpreti una categoria. La capacità di Angelo di darmi sempre un prodotto rappresentavo di ciò che cerco, infatti, è uno dei principali motivi per cui da anni continuo a rifornirmi da Everywine, anche se ovviamente compro spesso vino un po&#8217; ovunque, soprattutto quando mi trovo in città ben fornite come Milano, le cui enoteche sono un vero spettacolo per gli appassionati come me.</p>
<p>Non solo passione, comunque, perché per me il vino è anche lavoro. A volte come ingrediente di un piatto, a volte come complemento indispensabile del pranzo.</p>
<p>Sono uno di quei cuochi, inoltre, che parte dal presupposto che solo mediante grandi materie prime si possa fare un grande piatto. Quando faccio il brasato, ad esempio, spendo di vino il doppio di quanto spendo per la carne. Molti lo trovano strano, ma poi ovviamente l&#8217;assaggio ne spiega il motivo in modo inequivocabile.</p>
<p>Ed ovviamente un consiglio, che non può mancare se si chiacchiera con uno come me, che di mestiere si occupa di cucina professionale. Mai cucinare con lo stesso vino che si berrà. Se contate di bere un Barolo, ad esempio, il risotto o il brasato saranno al Nebbiolo (il vitigno è lo stesso, il vino ovviamente no). Se volete bere un Brunello di Montalcino, cucinate col Rosso o con un Chianti o un Vin Nobile di Montepulciano.</p>
<p>Buona cucina e buona bevuta (responsabile) a tutti <img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Francesco de Francesco</em><br />
<em>Chef Executive Scuola di cucina maisazi</em><br />
<em>Cuoco a Domicilio</em></p>
<hr />
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		</item>
		<item>
		<title>Barolo Cannubi, Il cru di Langa datato 1752.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 06:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[barolo]]></category>
		<category><![CDATA[langhe]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa presto a dire Cannubi. Uno dei più famosi, significativi e storici cru non solo di Barolo, ma della Langa intera, che vanta una bottiglia datata 1752, anno in cui il Barolo non era ancora nato. Difatti Il Cru Cannubi ancora oggi non ha ancora trovato una precisa e certa definizione spazio-temporale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/923.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Si fa presto a dire <strong>Cannubi</strong>. Uno dei più famosi, significativi e storici cru non solo di <strong><a title="Lo scaffale del Barolo" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=115">Barolo</a></strong>, ma della Langa intera, che vanta una bottiglia datata 1752, anno in cui il Barolo non era ancora nato. Difatti Il Cru Cannubi ancora oggi non ha ancora trovato una precisa e certa definizione spazio-temporale.</p>
<p>Se infatti i più vecchi conoscitori del posto identificano questo nome con il territorio che va dalla proprietà Viganò alla ex Vigna di Canonica sopra il cimitero, molti altri, sopratutto chi ha nelle zone limitrofe vigne in proprietà o in affitto, tende a esterndere l&#8217;ampiezza arrivando a comprendere la zona denominata Monghisolfo e poi Chiamata Cannubi Boschis, resa celebre da Luciano Sandrone e l&#8217;altra zona Muscatel.</p>
<p>E&#8217; altrettanto vero, tuttavia, che da molti anni è invalsa tra la gente di Barolo un&#8217;interpretazione territoriale più ampia nel modo di dire &#8220;andare in Cannubi&#8221;.E&#8217; indubbio che ci troviamo di fronte a differenti interpretazioni, che con il passare del tempo si sono contrapposte imponendo ora l&#8217;una ora l&#8217;altra definizione.</p>
<p>Tutte le interpretazioni  però convogliano in un un&#8217;unica finale considerazione: l&#8217;assoluto pregio e qualità delle uve provenineti da queste zone dove si può riconoscere una sorta di<em> fil rouge,</em> di comune denominatore, di specifico carattere che lega le uve di queste tre declinazioni del grande Cannubi.</p>
<p><a rel="lightbox[cannubi]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/mappa-barolo-big.jpg"><img class="size-full wp-image-931 img-ph alignnone" title="mappa cannubi" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/mappa.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a rel="lightbox[cannubi]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/mappa-cannubi-big.jpg"><img class="size-full wp-image-933 img-ph alignnone" title="mappa cannubi dettaglio" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/mappa-cannubi.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a rel="lightbox[cannubi]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/vista-vigneto-big.jpg"><img class="size-full wp-image-934 img-ph alignnone" title="barolo cannubi vigna" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/barolo-cannudi-vigna.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a rel="lightbox[cannubi]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/uve-nebbiolo-big.jpg"><img class="size-full wp-image-935 img-ph alignnone" title="uve nebbiolo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/uve-nebbiolo-thumb.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a rel="lightbox[cannubi]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/vigneto-filari-barolo.jpg"><img class="size-full wp-image-936 img-ph alignnone" title="vigneti autunno barolo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/09/vigneti-autunno-barolo-thumb.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a></p>
<p>Ma cosa differenzia la collina Cannubi dagli altri cru di Barolo? Sostanzialmente è la <strong>commistione di più fattori a rendere ineguagliabile questo cru</strong>, di caratteristiche microclimatiche e geologiche che interagiscono per raggiungere una sorta di perfezione, di idilliaco connubio.</p>
<p>Partendo dall&#8217;altimetria che possiamo collocare intorno ai 250 metri l&#8217;altezza media dei vigneti con un&#8217;esposizione prevalente a est-sud est, e una ventosità generalmente scarsa. Il terreno risale all&#8217;era geologica del terziario ed è composto da marne mioceniche calcaree, con una percentuale sabbiosa media del 30-35% superiore a quella di altri importanti cru, limosa del 30-35% e argillosa del 30%. E&#8217; proporio la componente sabbiosa a caratterizzare Cannubi, conferendo al terreno la capacità di reagire in modo ideale alle annate piovose, garantendo un buon drenaggio come conferma Bruno Boschis :&#8221;<em>&#8230; quando piove è lì il miglior vino che si possa fare</em>&#8220;.</p>
<p>Inoltre qui il diradamento dei grappoli può non essere esasperato, permettendo di ottenere uve strepitose anche raggiungendo quantitavi intorno ai 55-60 q/ha. E com&#8217;è il vino dei Cannubi? <strong>Sicuramente  un vino &#8220;elegante&#8221;</strong>, <strong>che non gioca la carta della potenza</strong>, della spigolosità più esasperata, della rigidità. Un vino che ha nella suadenza dei profumi, che richiamano la violetta e, negli anni un settore speziato delicato, ma travolgente, e nella compostezza della struttura il suo impareggiabile valore.</p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=457"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Poderi Luigi Einaudi - Barolo Nei Cannubi" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PLEBRLCNNB04R.gif" border="0" alt="Poderi Luigi Einaudi - Barolo Nei Cannubi" width="64" height="69" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Poderi Luigi Einaudi - Barolo Nei Cannubi" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=457">Poderi Luigi Einaudi , Barolo Nei Cannubi</a></h2>
<div><strong> Italia,  DOCG  Barolo </strong></div>
<p>Un barolo di gran classe che esprime l&#8217;eleganza propria del territorio da cui nasce.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=457">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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		<item>
		<title>Flûte o non Flûte</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[Flute]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>

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		<description><![CDATA[L'angoscioso interrogativo se usare o no per gli spumanti e gli Champagne il bicchiere allungato chiamato Flûte tormenta negli ultimi anni gli appassionati esigenti. Anche la scelta dei bicchieri sottostà all'imperio delle mode, e forme un tempo amate sono oggi derelitte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/903.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-906" title="bicchieri calici flute" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/08/bicchieri-flute.jpg" alt="bicchieri calici flute" width="214" height="310" />L&#8217;angoscioso interrogativo se usare o no per gli <strong><a title="Lo scaffale del Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">spumanti </a></strong>e gli <strong><a title="Lo scaffale dello Champagne" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=269">Champagne </a></strong>il bicchiere allungato chiamato Flûte tormenta negli ultimi anni gli appassionati esigenti. Anche la scelta dei bicchieri sottostà all&#8217;imperio delle mode, e forme un tempo amate sono oggi derelitte.</p>
<p>Un tempo nell&#8217;immaginario comune il ricco esibiva il suo potere d&#8217;acquisto sorseggiando Champagne in ampie e scomode coppe di cristallo. E quello era il modo giusto di gustare le bollicine fino ad una ventina d&#8217;anni fa. Poi ci hanno opportunamene informati sulla dispersione di profumi che la coppa comportava, suggerendoci di adottare la flûte in questione, &#8220;<em>che non fa svanire gli aromi e permette di apprezzare il perlage in tutta la sua sottigliezza ed eleganza</em>&#8220;. Molto giusto senonché ecco un&#8217;altra scuola di pensiero.</p>
<p>La Flûte va ottimamente per gli spumanti e Champagne giovani e poco complessi, ma perde colpi quando si tratta di rispettare le nuances di un vino giunto a trionfale maturità.</p>
<p>Per queste etichette aristocratiche è molto più indicato un calice ampio, panciuto, quasi da vino rosso. In effetti questa posizione teorica è tanto condivisibile che noi andiamo anche un pò oltre: spumanti e Champagne essendo in genere ricchi di acidità, quindi piuttosto duri, è addirittura meglio usare come bicchiere standard il calice bianco importante, che ne ingentilisce il carattere e ne ammorbidisce di spigoli. Quanto al perlage sarà un pò meno netto e verticale. Ma pazienza non si può avere tutto dalla vita.</p>
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		</item>
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		<title>Zerbina. La vigna modello.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/09/zerbina-la-vigna-modello/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena fuori Faenza si trovano i vigneti della Zerbina, l'azienda che più di ogni altra ha tenuto alta la bandiera dei vini di Romagna negli ultimi anni. Stretti e compatti i filari delle viti avvolgono in cerchio il nucleo aziendale dando il senso d'unione solida tra vigna e l'uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/873.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_882" class="wp-caption alignleft" style="width: 395px"><img class="size-full wp-image-882" title="zerbina cristina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/08/zerbina-cristina.jpg" alt="Cristina Geminiani della Fattoria Zerbina" width="385" height="288" /><p class="wp-caption-text">Cristina Geminiani </p></div>
<p>Appena fuori Faenza si trovano i vigneti della <a title="Scopri i vini della Fattoria Zerbina" href="http://www.everywine.biz/produttore/fattoria-zerbina-141.php">Zerbina</a>, l&#8217;azienda che più di ogni altra ha tenuto alta la bandiera dei vini di Romagna negli ultimi anni. Stretti e compatti i filari delle viti avvolgono in cerchio il nucleo aziendale dando il senso d&#8217;unione solida tra vigna e l&#8217;uomo.</p>
<p>Che poi di uomo proprio non si tratta, poiché l&#8217;anima e il braccio dell&#8217;azienda faentina hanno il nome di<strong> Cristina Germiani</strong>, che nella proprietà di famiglia ha messo la propria esperienza enologica. Cristina si è laureata in Scienze Agrarie all’Università di Milano nel 1988 e  dieci anni più tardi ha ricevuto anche il titolo di enologo. Mentre muove i primi  passi in azienda con l’aiuto dell’enologo <strong>Vittorio Fiore</strong>, ha svolto dei corsi di specializzazione presso la prestigiosa Università di  Bordeaux.<br />
L’amore ed il rispetto per questa terra e dei suoi vini, l&#8217;hanno  portata a credere nel potenziale dei vini ereditati dal nonno e vederne anche  dei grandi margini migliorativi.</p>
<p>L&#8217;estrema dedizione alla sua terra si vede dai più piccoli particolari che la vigna assorbe: è un giardino di 33 ettari su 40 complessivi della proprietà, con taluni impianti che arrivano a sommare fino a 11mila piante in un solo ettaro. Il tutto è disposto su dolci pendii ondulati, felicemente esposti ai raggi solari. I vitigni prevalenti sono, in buona sostanza, solo tre: Sangiovese, Albana e Cabernet Sauvignon, ma è il primo di essi a dominare ampiamente il panorama viticolo della Zerbina. Sono presenti per la precisione a con piccole quote di Chardonnay, Sauvignon e Trebbiano, ma la rilevanza è minima.</p>
<p>Cristina ha una fiducia assoluta nell potenzialità del<strong> Sangiovese di Romagna </strong>e preferisce concentrare i suoi sforzi di ricerca sulle uve che rappresentano il territorio, come anche l&#8217;albana, cercando si usare con molta moderazione e cognizione di causa le soluzioni offerte dagli uvaggi internazionali (merlot, shiraz etc.. ), con l&#8217;unica eccezione costituita da cabernet che compone per un quarto l&#8217;uvaggio del <strong><a title="Il Marzieno della Fattoria Zerbina" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=414">Marzieno</a></strong>.</p>
<p>La testimonianza ulteriore dell&#8217;approfondimento sul Sangiovese è offerta dai recenti impianti con sistema ad alberello a palo singolo. In effetti l&#8217;alberello un tempo era diffuso nella zona e dopo aver verificato i buoni risultati ottenuti anni or sono in una particolare particella allevata ad alberello classico, Cristina ha proceduto a predisporlo, con grande meticolosità, sui filari ordinati, con 8.800 ceppi per ettaro.</p>
<p>Il carattere dei prodotti della Zerbina è di ferma e chiara  fragranza, integrità di pulizia e fresca bevibilità. I  livelli qualitativi solidamente raggiunti da più di quindici anni da questa azienda  sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Per il <strong>Sangiovese</strong>, che è alla base di tutti i rossi aziendali &#8211; primo fra  tutti il <strong><a title="Il Pietrmora della Fattoria Zerbina" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=415">Pietramora</a></strong>, è stato necessario un impegno di circa due anniper la messa a dimora della prima vigna ad alberello ad alta densità d’impianto (<em>scelta  più che all’avanguardia nell’Italia viticola di allora</em>) e nella sperimentazione  delle prime selezioni clonali affidabili di questo vitigno, sia romagnole che  toscane.</p>
<p>Altrettanto innovativo è stato l’approccio con l’<strong>Albana</strong>, un vitigno fino ad  allora conosciuto più per la sua generosità che per la sua finezza. E proprio  pensando alla finezza, Cristina Geminiani decise di tentare, con lo<strong><a title="L'Albana Scacco Matto della Fattoria Zerbina" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=620"> Scacco  Matto</a></strong>, la via della muffa nobile in pianta e della vendemmia scalare in <strong>stile  Sauternes.</strong> Una scelta coraggiosa, ma che rispetto al sangiovese ha richiesto  ancora più sacrifici e più dedizione per raggiungere i migliori risultati.  Infatti, anche se già le prime annate di Scacco Matto ottennero un notevole  successo, l&#8217;azienda  è dal 1992 che ha cominciato ad avere conoscenze e l’esperienzaappropiata per gestire al meglio lo sviluppo e la  selezione della muffa nobile, nonché il rischio e lo stress psicologico che  questo tipo di vendemmia porta con sé.</p>
<p>Parallelamente, e sulla scorta di quanto già da alcuni anni stava avvenendo  in Toscana, si è sviluppato infine il <strong>progetto Marzieno</strong>, un vino nato come  assemblaggio sangiovese/cabernet sauvignon che nelle ultime annate non ha  mancato di regalare alla&#8217;zienda un gran numero di riconoscimenti. Ultime annate che hanno  visto però anche una maggiore articolazione del taglio finale, con  l’introduzione di percentuali variabili di anno in anno di merlot e di syrah. Di  più lunga data, come del resto anche nei Sangiovese, è invece la presenza di  ancellotta, un vitigno tradizionale delle colline romagnole, spesso bistrattato, ma  sul quale l&#8217;azienda sta riponendo molte energie, tanto da considerarlo, con una certa  presunzione, il &#8220;petit verdot&#8221; italiano.</p>
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		<title>Si può raffreddare lo Champagne nel congelatore ?</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/09/si-puo-raffreddare-lo-champagne-nel-congelatore/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte volte ci viene posta questa emblematica domanda. Cerchiamo di chiarire al meglio questa delicata questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/891.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-895" title="ghiaccio champagne" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/08/ghiaccio-champagne.jpg" alt="Si può raffeddare lo Champagne nel congelatore ?" width="240" height="338" />Molte volte ci viene posta questa emblematica domanda:&#8221; Si può raffeddare lo Champagne nel congelatore ?&#8221;</p>
<p>Cerchiamo di chiarire al meglio questa delicata questione. In molti libri dededicati allo Champagne, il raffreddamento nel congelatore viene bandito come un processo &#8220;scioccante e brutale&#8221;, che toglie carattere a questo nobile vino.</p>
<p>Tuttavia questa posizione non è affatto dimostrabile da un punto di vista scientifico. In realtà è possibile mettere lo Champagne nel freezer per una mezz&#8217;ora senza alcun problema, in modo che raggiunga rapidamente la temperatura ottimale per essere bevuto, ossia tra i 6 e gli 8 gradi. Il vino in questo caso non subisce alterazioni perchè il freddo penetra lentamente attraversa la spessa bottiglia di vetro.</p>
<p>Il pericolo è invece di dimenticarselo e di lasciarlo in parte congelare: dopo 3-5 ore la bottiglia potrebbe addirittura scoppiare per l&#8217;aumento di volume dovuto al congelamento . Il ricorso al freezer non è tuttavia l&#8217;unico sistema per ottenere un raffreddamento rapido. In caso di necessità è di gran lunga preferibile mettere lo Champagne nel ghiaccio secondo il metodo classcio, ovvero riponendo la bottiglia in un secchiello pieno di cubetti, sui quali si spoarge una manciata di sale e si versa dell&#8217;acqua. Dopo venti minuti è pronto per essere degustato.</p>
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		<title>Di Majo Norante : il solitario molisano.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 11:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[molise]]></category>

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		<description><![CDATA[In quella sorta di deserto enologico per il vino di qualità che pè il Molise. Di Majo Norante rappresenta una solitaria quanto positiva eccezione. Una realtà che grazie alla passione e agli investimenti voluti dal giovane alessio deciso a valorizzare gli antichi vitigni, sta dando ottimi risultati.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/853.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-865" title="vigneti-majo-norante" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/08/vigneti-majo-norante.png" alt="" width="385" height="288" />Fare veramente un buon vino ad un prezzo ragionevole. Un concetto che Alessio di Majo ha imparato dal padre e che continua a mettere in pratica tutt&#8217;oggi sulle dolci colline di Campomarino che scendono verso il mare Adriatico, a pochi chilometri da Termoli e dalla Puglia. Siamo in Molise, a due passi dal mare.</p>
<p>&#8220;Io sono un capatosta&#8221;. Questa è forse migliore (auto-)definizione di Alessio Di Majo. &#8221; la <strong><a title="Consulta la scheda del Produttore Di Majo Norante" href="http://www.everywine.biz/produttore/di-majo-norante-127.php">Di Majo Norante</a></strong> è stata fondata da mio padre Luigi sulle terre dei Marchesi Norante di Santa Cristina verso la metà degli anni 60. I primi vini furono imbottigliati nel 1970, con le etichette ciclostilate perchè costavano meno&#8230;&#8221; Così Alessio, 49 anni, ricorda la nascita dell&#8217;azienda &#8211; &#8220;mi sono interessato alla vigna fin da quando avevo 15 anni; una volta presa la matutità mi sono iscritto ad Economia e Commercio ma ben presto la passione ha preso il sopravvento e ho deciso di abbandonare lgli studi per dedicarmi completamente all&#8217;azienda&#8221;.</p>
<p>Siamo in zona Ramitello a Campomarino, vicino Termoli, a neanche tre chilometri dal mare, dove Alessio Di Majo ha trasformnato una vecchia masseria in una splendida casa-cantina-ufficio e dove vive con la moglie Edita e i propri figli.</p>
<p>Dal 1970 ad oggi la Di Majo Norante di strada ne ha fatto molta e tutta in salita, in una sorte di deserto ambientale per il vino di qualità come si dimostra ancora oggi il Molise. Il suo <strong><a title="Vedi la scheda del Ramitello di Di Majo Norante" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=814">Ramitello </a></strong>è stato un vino storico per tutta l&#8217;enologia molisana, un esempio purtroppo ancora molto poco seguito:&#8221;la maggior parte dei contadini possiede piccole proprietà, non più di 1-2 ettari, e con le cooperative che spingono verso una produzione di vino da tavola non hanno scelta che quella di puntare sulla quantità con un risultato purtroppo ancora drammatico.&#8221;</p>
<p>Vigneti a tendone, rendimenti di 200 quintali per ettaro e più, e un futuro che non promette nulla di buono se non si cambiano subito mentalità ed obbiettivi a lunga scadenza.</p>
<p>Il lavoro di Alessio Di Majo è in questo senso un solitario lavoro di fondo, con uno sforzo continuo nel creare e ricreare costantemente anche i semplici presupposti necessari alla produzione del vino di qualità. L&#8217;azienda conta oltre 80 ettari vitati per una produzione complessiva di 800.000 bottiglie in una decina di tipologie  diverse ed in continua crescita qualitatitiva. Data la varietà di uve presenti la vendemmia è molto lunga, quasi due msei, e si conclude spesso agli inizi di novembre.</p>
<p>Il suo maestro è stato Giorgio Crai, cui è legato da un rapporto quasi da fratello minore. Dal &#8217;98 l&#8217;azienda viene seguita da Riccardo Cotarella, &#8220;due dei più grandi enologi italiani&#8221;, ma il cambio non ha fatto che confermare quanto mai chiare le  linee direttrici del suo lavoro:  &#8221; per me è fondamentale la ricerca della qualità e della tipicità, mantenendo però il primo piano il rapporto qualità-prezzo. Non ho nulla contro i vitigni d&#8217;importazione, ma credo che fermamente che i vitigni italiani siano più adatti alle nostre condizioni pedoclimatiche e che la strada giusta sia quella di migliorare i vitigni autoctoni attraverso uno studio serio dei cloni e della loro adattabilità al terreno calcareo-argilloso di queste zone molisane&#8221; .</p>
<p>La grande passione e queste convinzioni lo spingono a ricerche e sperimentazioni continue: selezioni clonanli e massali, che hanno portato all&#8217;identificazione in vigna tre differenti cloni di Aglianico. La coltivazione biologica, senza alcun tipo di trattamento chimico. Ad esempio per combattere la tignola viene utilizzato il <em>Bacillus Turingensis</em> mescolato con latte e zucchero, che uccide solo il parassita provocandogli una congestione e lascia prosperare tutti gli altri insetti utili, primo fa tutti i moltisismi ragni che popolano le vigne aziendali.</p>
<p>Ma ricerca e innovazioni non si limitano alla vigna. In questi ultimi anni Alessio ha fatto degli ingentissimi investimenti in cantina: nuove tecniche di selezione delle uve, nuove vasche termoregolate per poter vinificare separatamente le differenti uve di ogni vigneto con sistemi di rimotaggio studiati  apposta per permettergli di produrre vini con una lunga macerazione.</p>
<p>I risultati della passione e degli investimenti sono quelli che Alessio Di Majo definisce &#8220;nuovi vini d&#8217;antichi vitigni&#8221;. Dei vini che sono il frutto della vinificazione in purezza di una serie di vitigni tradizionalmente presenti sul territorio molisano che trovano un&#8217;espressione franca e armonica.</p>
<p>Alessio è un appassionato di barca a vela e, quando parla di vendemmia, il confronto nasce spontaneo, &#8221; Ogni annata ci lasciamo trasportare nei limiti del tollerabile dalla stagione, non eseguiamo nessun intervento correttivo, non vogliamo fare nessuna forzatura, la natura forgia i nostri vini anno per anno e noi la assecondiamo perchè sia madre dei nostri vini. E&#8217; come quando ti trovi in mezzo al mare ti prendi croce e delizia di quello ti può arrivare dall&#8217;acqua e dal vento, e ringrazi Dio per averti dato una barca solida per poter affrontare il lungo viaggio&#8221;.</p>
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<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=814"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Ramitello Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MJNRMTLL01R.gif" border="0" alt="Di Majo Norante Ramitello" /></a></td>
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<h2><a title="Di Majo Norante, Ramitello" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=814">Di Majo Norante, Ramitello</a></h2>
<div><strong>Italia, DOC  Biferno</strong></div>
<p>Un vino assolutamente da acquistare, pronto e godibilissimo fin da subito. Tanto di cappello, alla cantina molisana di Di Majo Norante che, supportato da &#8220;mastro&#8221; Cotarella, il più famoso tra gli enologi in Italia, si posiziona tra i migliori produttori del Sud Italia.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=814">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
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<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=645"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MJNCONTADO01R.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="85" /></a></td>
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<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=645">Di Majo Norante , Contado</a></h2>
<div><strong>Italia, DOC  Aglianico del Molise </strong></div>
<p>Ecco un Aglianico dal taglio moderno che privileggia il frutto, la piacevolezza e l&#8217;incredibilmente beva. Troppo! Tanto che la bottiglia termina in fretta, troppo in fretta.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=645">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
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<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=647"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Etichetta vino Di Majo Norante , Don Luigi" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MJDONLUIGI00R.gif" border="0" alt="Di Majo Norante  Don Luigi" width="64" height="79" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Prova il Don Luigi Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=647">Di Majo Norante , Don Luigi </a></h2>
<div><strong>Italia, DOC    Montepulciano del Molise e </strong></div>
<p>Un vino che si distacca decisamente dagli altri prodotti molisani per la sua qualità ineccepibile. Ottenuto da un taglio di Montepulciano e Aglianico il Don Luigi offre un naso fatto di frutta nera e di nobili speziature e una bocca dolce e vellutata.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=647">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
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		<item>
		<title>Un vino &#8220;spumeggiante&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 16:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>

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		<description><![CDATA[Che differenza c&#8217;è tra lo Champagne e uno spumante Metodo Classico ? E che cos&#8217;è la doppia fermentazione ? Spumanti e Champagne non vengano fermentati una sola volta come i vini fermi, bensì due. L&#8217;anidride carbonica rimane, per così dire, come ricordo di quest&#8217;ultima fermentazione, che si verifica aggiungendo lievito e zucchero in un recipiente dal quale il gas non può fuoriuscire. Il metodo più famoso è quello dello Champagne, ovvero il Metodo Champenois, che prevede una seconda fermentazione in bottiglia. Successivamente la bottiglia, collocata a testa in giù, viene sottoposta al remuage (la periodica rotazione e inclinazione nella puprite, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/840.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-846" title="champagne spumante cremant" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/08/champagne-spumante-cremant.jpg" alt="I segreti dello champagne" width="280" height="387" />Che differenza c&#8217;è tra lo Champagne e uno spumante Metodo Classico ? E che cos&#8217;è la doppia fermentazione ?</p>
<p>Spumanti e <a title="Lo scaffale dello Champagne" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=269">Champagne </a>non vengano fermentati una sola volta come i vini fermi, bensì due. L&#8217;anidride carbonica rimane, per così dire, come ricordo di quest&#8217;ultima fermentazione, che si verifica aggiungendo lievito e zucchero in un recipiente dal quale il gas non può fuoriuscire. Il metodo più famoso è quello dello Champagne, ovvero il <em>Metodo Champenois,</em> che prevede una seconda fermentazione in bottiglia.</p>
<p>Successivamente la bottiglia, collocata a testa in giù, viene sottoposta al <em>remuage </em>(la periodica rotazione e inclinazione nella <em>puprite</em>, una rastrelliera ) fino a quando il sedimento del lievito non raggiunge il collo. La fase conclusiva del processo è detta dégorgement, cioè sboccatura: il collo viene raffreddato bruscamente, si toglie il tappo in modo da lasciar fuoriuscire il livieto ghiacciato.</p>
<p>In passato sulle bottiglie veniva spesso riportat l&#8217;indicazione <em>Metodo Champenois,</em> anche se in realtà non provenivano dalla regione Champagne. Tuttavia nel 1994 l&#8217;Unione Europea ha vietato l&#8217;uso di questa dicitura. Attualmente sono ammesse le seguenti denominazioni :  <em>Metodo Classico</em>, <em>procedimento Classic</em>o, <em>Méthode classique</em>, <em>Méthode traditionelle</em> e <a title="Lo scaffale dei Crémant" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=269"><em>Crémant</em></a>. Anche per lo spumante tedesco e il Cava Spagnolo si utilizza il processo tradizionale.</p>
<p>La maggior parte degli spumanti non viene fermentata in bottiglia, ma in grandi recipienti a pressione. Si tratta del Metodo Charmat, dal nome del francese che l&#8217;ha inventato.</p>
<p>Infine esiste il<em> metodo travaso</em>. In questo caso lo spumante rimane in bottiglia sessata giorni, poi vine travasato nel recipiente a pressione dal quale si estrae il lievito.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo Sforzato : prodigio di Valtellina.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 06:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo in provincia di Sondrio, ed è qui che sulla sponda destra del fiume Adda si produce lo Sforzato frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca. Non è chiaro il periodo storico in cui il Nebbiolo venne introdotto nella Valle. Le prime notizie certe in merito alla sua diffusione risalgono comunque solamente ai primi del XVI secolo. Oggi sicuramente il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio, in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua peculiarità &#8220;locale&#8221;, tant&#8217;è che la Chiavennasca è ormai praticamente considerata una sottovarietà di Nebbiolo, e questo è certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/785.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-790" title="appassimento del vino sforzato" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/04/appassimento-sforzato-valtellina.jpg" alt="appassimento dello sfursat" width="280" height="437" />Siamo in provincia di Sondrio, ed è qui che sulla sponda destra del fiume Adda si produce lo <strong><a title="Scaffale dello Sforzato e del Valtellina Superiore" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=102">Sforzato </a></strong>frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca.</p>
<p>Non è chiaro il periodo storico in cui il <strong>Nebbiolo </strong>venne introdotto nella Valle. Le prime notizie certe in merito alla sua diffusione risalgono comunque solamente ai primi del XVI secolo. Oggi sicuramente il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio, in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua peculiarità &#8220;locale&#8221;, tant&#8217;è che la  Chiavennasca è ormai praticamente considerata una sottovarietà di Nebbiolo, e questo è certo uno dei fattori che contribuisce a caratterizzare un grande vino come lo Sforzato. Sull&#8217;origine del nome <strong>&#8220;Chiavennasca&#8221;</strong>, esistono almeno due versioni diverse: secondo alcuni, deriverebbe da <em>&#8220;ciù venasca&#8221;</em>, cioè [vitigno] con più vena, ossia più vigoroso; secondo altri, significherebbe invece <em>&#8220;ciù vinasca&#8221;</em>, ovvero che dà più vino.</p>
<p>La <strong>tecnica di produzione</strong>, ovvero la &#8220;forzatura&#8221; (<em>da cui il nome del vino</em>) è simile a quella utilizzata in Valpolicella per <a title="Scaffale dell'Amarone" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=175">l’Amarone</a> e prevede che le uve migliori, sottoposte ad un‘attentissima cernita preliminare, vengano  portate ad uno stato di maturazione avanzata ( o surmaturazione ). Una volta eseguita la vendemmia  le uve selezionate vengono posizionate su dei graticci di canne, in locali asciutti e ben aerati denominati fruttai, e lì lasciate a “maturare” anche per oltre 90 giorni, eliminando via via con il passare del tempo gli acini che si rompono e che quindi tendono a marcire.  In questo lungo lasso di tempo ha luogo il fenomeno dell&#8217;appassimento e l&#8217;uva perde intorno al 40% del proprio peso: da 2 Kg. di uva fresca si ottengono 1,2 Kg. di uva appassita necessaria per la nascita di una singola bottiglia di vino.</p>
<p>In questa fase accadono importanti trasformazioni. Il grappolo, sebbene tranciato dalla pianta, continua la sua vita perdendo acqua con il conseguente aumento del tenore degli zuccheri che a sua volta determina la nascita di essenze aromatiche che non esistevano nell&#8217;uva fresca e che, volta eseguita la pigiatura e la vinificazione, caratterizzeranno i vini con un impronta ben precisa.</p>
<p>Oggi, lo Sforzato, è un vino che rappresenta quanto di più singolare un territorio possa esprimere: dalla specificità delle uve nebbiolo alla singolare pratica dell&#8217;appassimento. Il tutto, per ottenere un vino importante ma al tempo stesso gustabile in diverse occasioni, un prodotto personale ma capace di confrontarsi con il meglio dell&#8217;enologia internazionale, complesso e contemporaneamente elegante, armonico e soprattutto piacevole da bere. Ideale se affiancato a piatti a base di carni rosse, si abbina magnificamente con formaggi stagionati, in particolare con il Bitto.</p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Sforzato di Valtellina Plozza" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PLZVINCAFFRZ03R.gif" border="0" alt="Plozza Sforzato di Valtellina" width="64" height="116" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Sforzato di Valtellina  " onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Plozza, Vin da Cà Sfursat</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Sforzato di Valtellina </strong></div>
<p>Sforzato elegante con profumi intensi di prugna e terra bagnata. Al gusto è avvolgente, con tenace continuità e gradevole pienezza.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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		</item>
		<item>
		<title>Vigna Asinone : storia di un vino.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/04/montepulciano-asinone-storia-di-un-vino/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Poliziano]]></category>
		<category><![CDATA[Vino Nobile di Montepulciano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.everywine.biz/bacheca/?p=695</guid>
		<description><![CDATA[L’anno di prima uscita del Nobile di Montepulciano “Vigna Asinone Riserva” è il 1983 (2.400 bottiglie), dopo che le uve della vigna dell’Asinone erano state imbottigliate per la prima volta come Nobile nel 1982. Con questo nome escono le annate ’83-’85-’88-‘90 ottenute da Prugnolo Gentile con piccole aggiunte di Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo, maturate in legno grande e “fuori disciplinare”, almeno per le regole d’allora, che consentivano ancora l’uso di uve a bacca bianca. Le annate 1993 e 1995 portano in etichetta il nome di Nobile di Montepulciano “Vigna Asinone”, ma soprattutto segnano il passaggio definitivo del vino all’affinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/695.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>L’anno di prima uscita del <a title="Lo scaffale del Vino Nobile di Montepulciano" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=174">Nobile di Montepulciano</a> “Vigna Asinone Riserva” è il 1983 (2.400 bottiglie), dopo che le uve della vigna dell’Asinone erano state imbottigliate per la prima volta come Nobile nel 1982.</p>
<p>Con questo nome escono le annate ’83-’85-’88-‘90 ottenute da Prugnolo Gentile con piccole aggiunte di Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo, maturate in legno grande e “fuori disciplinare”, almeno per le regole d’allora, che consentivano ancora l’uso di uve a bacca bianca.</p>
<p>Le annate 1993 e 1995 portano in etichetta il nome di Nobile di Montepulciano “<a title="Scheda dettagliata del vino Asinone Poliziano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=240">Vigna Asinone</a>”,<strong> ma soprattutto segnano il passaggio definitivo del vino all’affinamento in barriques e tonneaux.</strong></p>
<p>Il vigneto Asinone si trova in zona &#8220;Pietrose&#8221;, sul versante ovest della strada che scende da Montepulciano verso Torrita di Siena, e dista circa 8 km dal centro aziendale. Il toponimo &#8220;Asinone&#8221; deriva dalla caratteristica forma a schiena d&#8217;asino del vigneto che sorge ad un’altitudine dai 380 ai 400 m s.l.m. ed è esposto completamente ad ovest. Caratterizzato da un terreno molto declive è tendenzialmente magro e di scarsa dotazione idrica. I primi impianti &#8211; <em>circa 7 ettari con suna densità di circa 3.300 ceppi ad ettaro</em> &#8211; risalgono al 1961 e risentono dell’impostazione tradizionale “chiantigiana”, caratterizzata dalla coesistenza di vitigni a bacca rossa, alternati sugli stessi filari, con Trebbiano e Malvasia.<br />
Ma quest’ultimi, già a partire dal 1963, sono completamente reinnestati con Prugnolo Gentile, Canaiolo e Colorino. Tale operazione, abbastanza insolita per l’epoca, <strong>trasformava l’Asinone nel primo vigneto specializzato della zona</strong>.</p>
<p>A connotare ulteriormente l’Asinone come un unicum, è la particolare popolazione di Prugnolo Gentile (Sangiovese), ottenuta nell’anno 1961 da marze prelevate originariamente da Valloccaia (antica azienda di Montepulciano della Famiglia Gamberucci).<br />
Il Prugnolo Gentile tuttora presente nel vigneto Asinone è figlio di quella prima selezione massale e possiede caratteristiche peculiari quali il grappolo piccolo, compatto e la buccia solida dal colore violetto. A quel materiale autoctono originario si è poi aggiunto quello che, a partire dal 1983, è stato ulteriormente individuato e selezionato e che oggi rappresenta la nostra selezione aziendale di Prugnolo Gentile.</p>
<p><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-702 img-ph" title="Vigneto Asinone " src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-2.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-703 img-ph" title="Veduta dall'alto del vigneto Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-2-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-pianta-vigna.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-704 img-ph" title="Pianta del vigneto Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-pianta-vigna-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uva.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-705 img-ph" title="Le particolari uve dell'Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uva-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uve.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-706  img-ph" title="Vendemmia all'Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uve-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a></p>
<p><strong>LA VENDEMMIA</strong><br />
Dopo un mirato diradamento per raggiungere una produttività di circa 1 kg a ceppo la raccolta delle uve del vigneto Asinone è effettuata rigorosamente a mano e, a seconda della qualità delle annate, può avvenire anche in due-tre passate  al fine di raccogliere solo i grappoli veramente maturi e solo gli acini di un grappolo con determinate caratteristiche.</p>
<p>La scelta dell’epoca della vendemmia, che solitamente cade in un range temporale posto tra la seconda metà di settembre e la fine di ottobre, è orientata da un&#8217;attenta quanto scrupolosa analisi delle uve (dosaggio degli zuccheri, dell’acidità totale, del pH e dei Polifenoli). Ma per cogliere il periodo giusto della raccolta non bastano i soli dati di laboratorio. Soltanto un accurato e puntuale assaggio delle uve permette di individuare al meglio la maturità tecnologica delle uve (<em>cioè il momento in cui il frutto ha raggiunto il maggior pregio nella concentrazione di contenuti caratterizzanti</em>). Si tratta di una valutazione legata all’esperienza ed alla sensibilità dello staff tecnico, una valutazione che costituisce la più affascinante premessa della personalità dei vini. Una vera e propria conciliazione tra il rigore scientifico del controllo qualità e la capacità sensoriale dell’uomo, con l’obbiettivo di esaltare il terroir inteso come sintesi tra natura geologica dei terreni, clima, vitigno e intervento umano.</p>
<p>Le uve del Vigneto Asinone subiscono un’ulteriore selezione al momento del loro arrivo in cantina, passando su appositi nastri di selezione prima di passare alla diraspatrice. Le uve, semplicemente diraspate, per “gravità”, e quindi senza l’ausilio di pompe, cadono nelle vasche di fermentazione &#8211; tini  “aperti” di piccole dimensioni (80 hl), realizzati in acciaio inox e dotati di controllo computerizzato della temperatura &#8211; dove vengono vinificate separatamente.</p>
<p>La tecnica estrattiva adottata per ottenere il Vino Nobile Asinone è la <strong>follatura</strong>, che viene abbinata a mirati delestage e a qualche rimontaggio, a seconda delle caratteristiche dell’annata. La temperatura di fermentazione viene mantenuta intorno ad un massimo di 30°C e la durata e la conduzione della macerazione è medio-lunga, comprese tra i 18 ed i 25 giorni. Dopo di che, il Vino Nobile Asinone viene messo parte in barriques e parte in tonneaux di Rovere francese, dove effettua anche la fermentazione malolattica. Il periodo di permanenza in legno del Vino Nobile Asinone è di circa 18 mesi, a cui segue un periodo di affinamento in bottiglia non inferiore ai 12 mesi prima dell’immissione sul mercato. ﻿</p>
<p>Il risultato finale è un Vino Nobile di Montepulciano che mantiene chiara la vocazione al sangiovese della sua  zona, pur ben comprendendo come gli sforzi debbano essere moltiplicati  per avere un vino di alta levatura utilizzando al minimo vitigni  &#8220;migliorativi&#8221; come cabernet e merlot.</p>
<p>Il quadro olfattivo è di straordinaria intensità e finezza, marcata da aromi di visciola, ciliegia nera, mirtillo che si fondono a profumi di mammola, rosa, note boisé, spezie scure e grafite.  Bocca compatta e superba, impreziosita da tannini di elevata fattura, grande presenza di estratto, freschezza e sapide calibrate.</p>
<p><a title="Compra L'Asinone Poliziano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=240"><strong>Acquista il  Vigna Asinone Poliziano, Vino Nobile di Montepulciano</strong></a></p>
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		<title>Uova strapazzate agli asparagi.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 18:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente con l&#8217;inizio della bella stagione arrivano sulle nostre tavole  gli asparagi. L&#8217;asparago è  una pianta erbacea perenne provvista di un parte sotterranea dalla quale ogni anno spuntano i germogli chiamati turioni, che costituiscono la parte commestibile.  La raccolta degli asparagi va fatta non appena affiorano dal terreno.  Se invece li acquistate controllate sempre i germogli che devono essere freschi e di una buona consistenza, sodi ed integri, privi di ammaccature. Inoltre fate sempre attenzione se il gambo risulta essere legnoso e verificate ogni volta che gli asparagi che compongono il mazzetto siano della stessa lunghezza. La conservazione fa fatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/822.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Finalmente con l&#8217;inizio della bella stagione arrivano sulle nostre tavole  gli <strong>asparagi</strong>.</p>
<p>L&#8217;asparago è  una pianta erbacea perenne provvista di un parte sotterranea dalla quale ogni anno spuntano i germogli chiamati turioni, che costituiscono la parte commestibile.  La raccolta degli asparagi va fatta non appena affiorano dal terreno.  Se invece li acquistate controllate sempre i germogli che devono essere freschi e di una buona consistenza, sodi ed integri, privi di ammaccature.</p>
<p>Inoltre fate sempre attenzione se il gambo risulta essere legnoso e verificate ogni volta che gli asparagi che compongono il mazzetto siano della stessa lunghezza.</p>
<p>La <strong>conservazione </strong>fa fatta sempre in in frigo, nel cassetto della verdura possibilmenti avvolti in un panno umido in modo che possano durare per 3/4 giorni.  In alternativa potete immergere i gambi nell&#8217;acqua fredda e conservarli per 24 ore, fuori dal frigorifero.</p>
<p>Le punte degli asparagi, sono sicuramente  la parte                      migliore. Del gambo va eleminata la parte finale che è sempre abbastanza   fibrosa, poi                      con un pelatate o                      <em>mandolina</em>, si procede in questo modo:  poggiate gli                      asparagi su una superfice conica ( ad esempio una ciotola rovesciata ), mai su di un tagliere perchè potrebbero spezzarsi.  Sbucciate l&#8217;asparago procedendo sempre dalla punta verso il gambo.</p>
<p>Vi segnaliamo una video-ricetta da poter preparare molto velocemente.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0FwgZDZBHhs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/0FwgZDZBHhs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Muller Thurgau Toblino" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/TBLMLLTHRG07B.gif" border="0" alt="Muller Thurgau Toblino" width="64" height="38" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Muller Thurgau Toblino" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333">Toblino , Muller Thurgau</a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Trentino Muller Thurgau</strong></div>
<p>Frutto delle coraggiose fatiche di una viticoltura di montagna, spese  tra i filari della media-alta collina della Valle di Cavedine e di  &#8220;montagna&#8221; del Bleggio, questo Müller Thurgau nasce su una antica via  romana, tra lastre calcaree e riporti pedologici di origine glaciale.  Qui, il clima fresco e la particolarissima esposizione al sole dei  vigneti, esaltano il suo originale aroma e la sua ottima freschezza.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834"><img class="alignleft size-full wp-image-3488" style="border: 0pt none;" title="Sauvignon Palladium" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/KMMPLLDSVGN04B.gif" border="0" alt="Martini Sauvignon Palladium" width="64" height="130" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Martini Sauvignon Palladium" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834">K. Martini &amp; Sohn, Sauvignon Palladium</a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Alto Adige &#8211; Sauvignon</strong></div>
<p>Da Martini &amp; Sohn ancora un esempio di eleganza ed attinenza alle  caratteristiche tipiche del vitigno e del territorio. Un Sauvignon  intenso e misurato, con un rapporto qualità/prezzo da vero campione</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<item>
		<title>Dalle terrazze eroiche valtellinesi torna il cine-vino.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono trascorsi già quattro anni dalle atmosfere soft del californiano «Sideways» e 5 dalla denuncia di «Mondovino» che il vino torna nuovamente protagonista del piccolo e grande schermo con il film documentario «Rupi del vino», un inno poetico alla cultura della vite sulle Alpi  del maestro Ermanno Olmi. Il film completamente girato in Valtellina  incanterà a chi ama la montagna con atmosfere  idilliache  aperte dalla sorpresa di un pianoforte trsaportato  su un pascolo alpino con un elicottero, oppure con brani di prosa che ci guidano attraverso il variare delle stagioni, alla scoperta dell’opera millenaria di chi dissoda i ripidi pendii [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/802.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Sono trascorsi già quattro anni dalle atmosfere soft del californiano «Sideways» e 5 dalla denuncia di «Mondovino» che il vino torna nuovamente protagonista del piccolo e grande schermo con il film documentario «<strong>Rupi del vino</strong>», un inno poetico alla cultura della vite  sulle Alpi  del maestro Ermanno Olmi.</p>
<p><strong> </strong>Il film completamente girato in Valtellina  incanterà a chi  ama la montagna con  atmosfere  idilliache  aperte dalla sorpresa di un  pianoforte trsaportato  su un pascolo alpino con un elicottero, oppure con  brani di prosa che ci guidano attraverso il variare delle stagioni, alla scoperta  dell’opera millenaria di chi dissoda i ripidi pendii creando vigne  terrazzate di rara bellezza e <a title="Scaffale dei vini Valtellina e Sforzato" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=102">vini dai suadenti incanti</a>.</p>
<p><strong> </strong> Così, ricordando che «<em>i  cantinieri valtellinesi dei secoli andati venivano puniti con la  sospensione dall’ufficio per anni 10</em>» se trovati ad allungare il vino con l&#8217;acqua, o  che le terre strappate alla dura roccia «<em>metro dopo metro, costituiscono con i suoi </em><em>2.500 chilometri </em><em> la più grande area terrazzata d’Europa</em>», Olmi ci porta per  mano di borgo in borgo, fra triangoli e trapezi coperti di pampini,  nelle lande di quella che ancora oggi viene detta «<a title="Valtellina tra inferno e paradiso" href="http://www.everywine.biz/bacheca/2009/08/valtellina-tra-inferno-e-paradiso/">viticoltura eroica</a>».</p>
<p>50 minuti di pura elegia del vino di montagna, tra racconti di vigneron che si  tramandano il mestiere di generazione in generazione e immagini di  picchi e ripe alternate a uomini e donne  piegati sotto il peso delle gerle cariche del prezioso frutto.</p>
<p>Il film, girato su iniziativa  della Banca Popolare di Sondrio e prodotto dall’omonima Provincia, è un viaggio  fantastico, fresco, immediato, che val la pena di essere visto e vissuto con tutti i sensi. Per entrare in  contatto con natura più vera, più pura.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Tp0QGMvVYF0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/Tp0QGMvVYF0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>La Colomba pasquale.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/03/la-colomba-pasquale/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 09:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.everywine.biz/bacheca/?p=725</guid>
		<description><![CDATA[Con Pasqua alle porte, non possiamo non pensare alla colomba pasquale, dolce tradizionale ma sempre gustoso. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, quando Greci, Egizi e poi Romani per le cerimonie sacre veniva preparato un pane a forma di colomba. Il rito aveva una connotazione  magica, ma successivamente i Cristiani acquisirono questa tradizione attribuendo alla colomba il simbolo della Pace in riferimento all&#8217;epesodio biblico con Noé. Bisogna però arrivare ai primi decenni del 1900 quando Dino Villani, direttore commerciale della Motta, già celebre per i suoi panettoni , pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/725.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-739" title="colomba di pasqua" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/colomba-di-pasqua1.jpg" alt="" width="280" height="267" />Con Pasqua alle porte, non possiamo non pensare alla <strong>colomba  pasquale</strong>, dolce tradizionale ma sempre gustoso.</p>
<p>Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, quando Greci, Egizi e poi Romani per le cerimonie sacre veniva preparato un pane a forma di colomba. Il rito aveva una connotazione  magica, ma successivamente i Cristiani acquisirono questa tradizione attribuendo alla colomba il simbolo della Pace in riferimento all&#8217;epesodio biblico con Noé.</p>
<p>Bisogna però arrivare ai primi decenni del 1900 quando Dino Villani, direttore commerciale della Motta, già celebre per i suoi panettoni , pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i  panettoni natalizi usando la stessa pasta e dando al dolce la forma di  una colomba. Da allora la colomba pasquale volò sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i nostri confini. L&#8217;impasto originale, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d&#8217;arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle, ha assunto forme e varianti di ogni tipo, per la delizia di grandi e di piccini.</p>
<p><strong>COLOMBA PASQUALE TRADIZIONALE</strong></p>
<hr size="1" />
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top"><strong>Per l&#8217;impasto</strong><br />
Farina &#8220;00&#8243; 200 gr<br />
Farina Magnitoba 300 gr<br />
Latte 100 gr<br />
Zucchero 160 gr<br />
Lievito di birra 25 gr<br />
Burro 250 gr<br />
Canditi ed uvetta 75gr<br />
Uova 3 intere e 3 tuorli<br />
Vanillina</td>
<td width="50%" valign="top"><strong>Per la glassa</strong><br />
Farina di mandorle 100 gr<br />
MOnadorle intere 50gr<br />
Uova 3 albumi<br />
Zucchero in granella 50 gr<br />
Zucchero 100gr</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il procedimento è abbastanza lungo ed articolato, ma non impossibile da replicare anche a casa. L’importanza è avere pazienza e permettere ai vari impasti d riposare adeguatamente. Considerando i lunghi tempi di lievitazione vi suggeriamo di incominciare la preparazione il pomeriggio in modo tale da terminare l’ultimo impasto la sera ed avere tutta la notte a disposizione per la lievitazione, la mattina successiva sarà così possibile riprendete l’impasto lavorandolo nuovamente a cui dovranno seguire altre 6 ore di ulteriore lievitazione.</p>
<p><img title="ball_1" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_1.gif" alt="ball_1" width="16" height="16" /> Ma partiamo con la preparazione che richiede ben 3 lievitazioni. Innanzitutto  sciogliete il lievito di birra in una tazzina di latte tiepido aggiungendo 100 gr di farina e formate un panetto che farete riposare per i successivi 30 minuti coperto con un panno. Un trucco è quello di accendere il forno per 5 minuti, spegnerlo infilandoci dentro la colomba a lievitare.</p>
<p><img title="ball_2" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_2.gif" alt="ball_2" width="16" height="16" /> Cominciate la lavorazione del secondo impasto con altri 100 gr di farina e il rimanente latte sino a raggiungere un impasto morbido che lascerete riposare per una mezz’oretta al caldo. Eventualmente è possibile aggiungere all’impasto dell’acqua calda al fine di raggiungere la giusta morbidezza.</p>
<p><img title="ball_3" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_3.gif" alt="ball_3" width="16" height="16" /> Per il terzo impasto unite assieme 150 grammi di farina Manitoba, 60 grammi di zucchero ed aggiungete lentamente gli 80gr di burro cercando di ottenere per quanto possibile una pasta uniforme ed elastica che dovrà riposare per circa 2 ore.</p>
<p><img title="ball_4" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_4.gif" alt="ball_4" width="16" height="16" /> Una volta lievitato unite tutti gli ingredienti rimanenti : 150gr di farina Manitoba, 170gr di burro. Aggiungete sale quanto basta, 60 grammi di zucchero, la vanillina, il miele, gli agrumi ed infine le uova cominciando sempre dai tuorli. Impastate per bene sin quando la notate che la pasta è bella liscia e non s&#8217;attacca nelle mani. Aggiungete canditi ed uvetta e  lasciate nuovamente riposare al caldo per circa 8 ore.</p>
<p><img title="ball_5" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_5.gif" alt="ball_5" width="16" height="16" /> Terminato questo periodo di riposo lavorate per l’ultima volta la pasta cercando di farle perdere il gonfiore acquisto e riponetela nello stampo a forma di colomba. Lascatelo quindi riposare nuovamente altre 6 ore.</p>
<p>Nel frattempo potete preparare la glassa sa utilizzare poco prima dell’infornata finale.</p>
<p><img title="ball_6" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_6.gif" alt="ball_6" width="16" height="16" /> Tritate le mandorle sino ad ottenere una farina che unirete assieme allo zucchero a velo e all’albume delle ultime 3 uova. Lavorate il composto con una frusta dal basso verso l&#8217;alto per evitare che si smonti sino ad ottenere una glassa mediamente densa.<br />
Distribuite la glassa sopra la colomba e guarnite con abbondante zucchero a granella e le mandorle intere rimaste. Cuocete in forno preriscaldato a 200 C° per 15 minuti, Poi abbassete la temperatura a 180 C° e fate cuocere ancora per 35-40 minuti</p>
<p><img title="ball_7" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_7.gif" alt="ball_7" width="16" height="16" /> Infornate il tutto a 200°C per i primi 10 minuti e poi portatelo a 180°C per i successivi altri 30 minuti circa avendo premura di coprire la teglia con carta da forno per non far  bruciare la parte superiore.</p>
<p><strong>Cosa abbinare?</strong><br />
L’assoluta preponderanza del dolce data dallo zucchero e dai grassi presenti non lascia spazio a dubbi: vanno abbinati vini dolci. Lasciate assolutamente perdere abbinamenti con spumanti brut o demi-sec. Noi preferiamo consigliare un semplice, ma gustoso <a title="Scaffale in enoteca dello Moscato d'Asti" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=237"><strong>Moscato d&#8217;Asti </strong></a>o nella sua versione <strong><a title="Scaffale in enoteca dello Spumante Asti" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=358">spumante</a></strong></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="La Morandina Moscato d'Asti" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MORANMOSC03D.gif" border="0" alt="Moscato d'Asti" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="La Morandina, Moscato d'Asti" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436">La Morandina, Moscato d&#8217;Asti </a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Moscato d&#8217;Asti </strong></div>
<p>Paolo e Giulio Morando sono gli artefici di questo splendido Moscato d&#8217;Asti, dall&#8217;effervescenza gentile, aroma pieno e attraente, gusto equilibrato.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Vignaioli di Santo Stefano  Moscato d'Asti" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/IVGMSCTAST07D.gif" border="0" alt="Moscato d'Asti Vignaioli di Santo Stefano " width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Vignaioli di Santo Stefano, Moscato d'Asti" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323">La Morandina, Moscato d&#8217;Asti </a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Moscato d&#8217;Asti </strong></div>
<p>Ecco un ottimo Moscato d&#8217;Asti. Eccellente per dessert e fine pasto.  Consigliato.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Asti Spumante  Mondoro" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MNDASTIS.gif" border="0" alt="Asti Spumante" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Asti Spumante  Mondoro" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440">Mondoro, Asti Spumante</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Asti Spumante </strong></div>
<p>Racchiuso in una elegante e ricercata bottiglia dal design unico ed eslusivo, questo Asti spumante è divenuto un simbolo di stile e gusto impeccabile.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<item>
		<title>Balciana Sartarelli : la quinta essenza del Verdicchio.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 17:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;azienda Sartarelli di Poggio San Marcello è una delle piccole-grandi protagoniste dello straordinario recupero di credibilità internazionale compiuto dal Verdicchio jesino in questi anni. La famiglia Chiacchierini, che si avvale della consulenza enologica di Alberto Mazzoni, dedica le sue energie esclusivamente e totalmente al Verdicchio. Piccola, come si diceva, nelle dimensioni aziendali, pressoché familiare la conduzione dell&#8217;azienda, ma grande nei suoi vini. Il più famoso e legendario è il Balciana figlio dell&#8217;omonimo vigneto situato a circa 300 metri slm in una posizione assai particolare che conferisce a questo vino espressioni sorprendenti ed uniche. Nel periodo delle vendemmie, infatti, si ripetono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/631.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_644" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-644" title="balciana" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/vigneti-contrada-balciana.jpg" alt="Saratarelli Balciana vigneti" width="280" height="437" /><p class="wp-caption-text">I vigneti i contrada Balciana dell&#39;omonimo Verdicchio</p></div>
<p>L&#8217;azienda Sartarelli di Poggio San Marcello è una delle piccole-grandi protagoniste dello straordinario recupero di credibilità internazionale compiuto dal <a title="Lo scaffale del Verdicchio dei Castelli di Jesi" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=132">Verdicchio </a>jesino in questi anni. La famiglia Chiacchierini, che si avvale della consulenza enologica di Alberto Mazzoni, dedica le sue energie esclusivamente e totalmente al Verdicchio. Piccola, come si diceva, nelle dimensioni aziendali, pressoché familiare la conduzione dell&#8217;azienda, ma grande nei suoi vini.</p>
<p>Il più famoso e legendario è il <a title="Verdicchio Balciana dell'azienda Sartarelli" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Balciana </a>figlio dell&#8217;omonimo vigneto situato a circa 300 metri slm in una <strong>posizione assai particolare</strong> che conferisce a questo vino espressioni sorprendenti ed uniche. Nel periodo delle vendemmie, infatti, si ripetono assai regolarmente delle <strong>brume mattutine</strong> che all&#8217;epoca fecero ben pensare l&#8217;agronomo\enologo Giancarlo Soverchia sulla buona possibilità dello sviluppo della botritys cinerea sugli acini di Verdicchio. Una vera sfida nel provare a vinificare queste uve attaccate dalla muffa nobile per trarne un vino secco.</p>
<p>Nella Contrada Balciana si iniziarono a diminuire le rese arrivando a circa 70 qli/ha e anche meno con vendemmie tardive e più fasi di raccolta per porre la massima attenzione nella selezione dei chicchi. Il resto è storia. Ormai da diverse vendemmie, il Balciana è divenuto uno dei simboli della rinnovata «volontà di potenza» della denominazione.</p>
<p>Vino di grande spessore, che vi darà belle sensazioni e di cui non ci si stancherà tanto facilmente. Dal colore giallo quasi oro e di densità spinta, al naso presenta profumi intensi di buona qualità e vivacità, all&#8217;inizio fruttati come banana e mela, in un crescendo di odori via via più complessi e profondi.Un tripudio di profumi di ginestra, albicocca e miele che galleggiano su di una nota smaltata di sottofondo. Notevole potenza alcolica, non bruciante ma gradevolmente morbida, con stoffa elegante e finale tipicamente amarognolo.</p>
<p><!-- ###############################  SCHEDA VINO--></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412"><img class="alignleft size-full wp-image-632" style="border: 0pt none;" title="Verdicchio Sartarelli Balciana" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/SALTBALCIAN01B.gif" alt="Verdicchio Balciana" width="64" height="44" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Verdicchio dei Castelli di Jesi, Balciana Sartarelli" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Sartarelli, Balciana </a></h2>
<p>La consueta versione intrigante e di personalità. Affinato  esclusivamente in acciaio, mostra complessità aromatica capace di  coniugare sensazioni tropicali, aromi floreali di ginestra e delicate  sensazioni mielate. Al palato è avvolgente e gustoso, rotondo negli  aromi e morbido nella struttura, che una maggiore freschezza avrebbe  reso ancora più brillante.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<hr />
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		<item>
		<title>Contadi Castaldi, il Satén per antonomasia.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Saten]]></category>

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		<description><![CDATA[Contadi Castaldi nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa, imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà quella del Gruppo Moretti: “la qualità come punto di partenza e di arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio franciacortino”. La scelta della sede – la Fornace Biasca di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800 – è risultata congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei Franciacorta: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/649.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="size-full wp-image-654 alignleft" title="Una delle massime espressione della contadi castaldi : il saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/saten-franciacorta-contadi-castaldi.jpg" alt="saten franciacorta contadi castaldi" width="280" height="437" /></p>
<p><strong><a title="I Franciacorta di Contadi Castaldi" href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php">Contadi  Castaldi</a></strong> nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa,  imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra  Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova  cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo  rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà  quella del Gruppo Moretti: “<strong>la qualità come punto di partenza e di  arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio  franciacortino</strong>”.</p>
<p>La scelta della sede –<em> la  Fornace Biasca  di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800</em> – è risultata  congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei  <strong><a title="Scaffale in enoteca dello spumante Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">Franciacorta</a></strong>: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, mantengono  la temperatura a un livello ottimale.</p>
<p>Contadi Castaldi, a  differenza di altre aziende della Franciacorta, ha la caratteristica  essenziale di non possedere molto terreno di proprietà, ma ha puntato  piuttosto verso una gestione di carattere associativa. Questo ha  permesso la nascita di una forte classe di piccoli viticoltori<strong> estremamente specializzati </strong>nella gestione dei vigneti a cui Contadi  Castaldi fornisce il necessario supporto tecnico e scientifico grazie ad  una propria rete di consulenti e riunioni periodiche. Ad esempio nel  lontano 1997  l&#8217;azienda realizzò un vigneto sperimentale dove vennero  messe a dimora oltre 15 varietà di viti con l’obiettivo di dimostrare ai  vari conferitori l’impostazione e la gestione di un moderno vigneto “a  spalliera”, nonché il comportamento dei diversi vitigni ammessi dai  disciplinari e di altri che potrebbero dare , in prospettiva  futura,  risultati interessanti.</p>
<p>La filosofia di<a href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php"> Contadi Castaldi </a>è quella di partire dal vigneto, effettuando un  lavoro esasperato al limite del maniacale in campagna per poter  destinare le migliori uve  prima alla trasformazione enologica.</p>
<p>Questa  parte del ciclo trova la massima sintesi nel<strong> lavoro di zonazione</strong> effettuata da Contadi Castaldi al fine di individuare e selezionare i <strong>migliori   cru</strong> per le singole cuvée prodotte.  Difatti per realizzare le singole cuvée è necessario conoscere e  saper interpretare la materia prima espressione di ogni unità  pedoclimatica, di ogni singola particella di vigneto al fine di riconoscerne le potenzialità e prevederne il percorso  evolutivo.<br />
Così il progetto diventa concretezza: selezionando l’uva nei 130 ettari  gestiti dall’azienda, distribuiti in quei 19 comuni, compresi tra le  colline che attorniano il Lago d’Iseo e la pianura bresciana,  autorizzati a produrre Franciacorta.</p>
<p>Produrre una cuvée quindi non significa solo assemblare  vini base per produrre un vino apprezzabile al palato; vuol dire dare  vita ad un prodotto che sia espressione di un territorio per comunicare  un gusto caratteristico e caratterizzante, sinonimo di una personalità  unica, quella di un marchio e di uno stile, riconoscibile in tutti i  vini dell’azienda e tra quelli delle altre aziende.  Realizzare una cuvée è come costruire e  realizzare un progetto che alla fine risulti palpabile, per lo meno al  palato.</p>
<p><strong>Oggi Contadi Castaldi è sinonimo di Ricerca e  Modernità</strong>. In cantina nulla è lasciato al caso: la pressatura è  soffice, diversa per ogni tipologia di uva, per non rovinare il lavoro  fatto in vigna. Anche l’utilizzo di lieviti selezionati, oltre a ridurre  eventuali alterazioni o “rimaneggiamenti” in cantina partecipano alla  realizzazione di un determinato “gusto”. E poi il remuage,  prevalentemente meccanico, con giropallette, una volta concepito come  mezzo per ridurre al minimo i tempi, oggi è realizzato utilizzando  programmi adatti all’ottenimento della qualità.</p>
<p><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/sala-pupitre-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-660 img-ph" title="Sala delle pupitre" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/pupite-thumb.jpg" alt="Sala pupite" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-669 img-ph" title="veduta aerea" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea-thumb.jpg" alt="veduta aerea" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-675 img-ph" title="Contadi Castaldi Franciacorta Soul - Saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-680  img-ph" title="Ingresso azienda" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a class="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi.jpg" rel="lightbox[649]"><img class="alignnone size-full wp-image-684 img-ph" title="contadi castaldi" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a></p>
<p>In Contadi  Castaldi convivono però tecnologie moderne e tradizione; nei luoghi  prima adibiti alla cottura dei mattoni, oggi si trovano pupitre per il  remuage manuale della durata classica di 18 giorni con il quale si  produce ancora qualche migliaia di bottiglie. Percorrere questi cunicoli  è davvero suggestivo!</p>
<p>Contadi Castaldi si è distinta per aver  creato e affinato negli anni il concetto di <a title="Contadi Castaldi  Franciacorta Saten Brut" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=700"><strong>Satén </strong></a>quale  fusione di due ideali tipicamente francesi: “cremant” e “blanc de  blancs”.<strong>Satén quale ponte tra la più classica produzione  spumantistica italiana e la quella francese dello Champagne</strong>.</p>
<p>Un  concetto di morbidezza al palato intesa nel senso meno didattico del  termine, quindi non zuccheri alcoli e polialcoli ma cremosità al palato ,  avvolgenza e assenza di spigolosità date dal perlage finissimo.</p>
<p>E’ così che a Contadi Castaldi un’idea prende  forma e la materia diventa piacere, per il palato, e forse ricordo per  la memoria.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="660" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="660" height="525" src="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Seminario Veronelli Degustazione del 19.06.2009</p>
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		<title>Fattoria San Lorenzo : Il Verdicchio secondo natura.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>

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		<description><![CDATA[Natalino Crognaletti della Fattoria San Lorenzo è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi. I suoi vini sono sempre il frutto di quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata. La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come lo faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/619.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-623" title="lavorazioni in fattoria San Lorenzo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/lavorazioni-in-fattoria-san-lorenzo.jpg" alt="Fattoria San Lorenzo e le lavorazioni in cantina" width="280" height="437" />Natalino Crognaletti della <a title="Fattoria San Lorezo e i suoi Verdicchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria San Lorenzo </a>è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e  “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi.</p>
<p>I suoi vini sono sempre il frutto di  quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata.</p>
<p>La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come  lo faceva il nonno Enrico,  tutte le operazioni di  campagna vengono effettuate, osservando la natura, le stelle e i ritmi della natura. Ecco quindi spiegato il motivo del continuo alternarsi delle  peculiarità dei vini da un anno all’altro.</p>
<p>L’assaggio dei suoi <a title="Lo scaffale del Verdicchio dei Castelli di Jesi" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=132">Verdicchi </a>è sempre appagante  fin dal primo attacco fresco e  squillante.  Sorsi che tengono il palato con fermezza, ampia quanto serve,  e ricco di sfumature. Sono vini sinceri fino al termine, conservando dentro la loro anima un pezzetto delle terre marchigiane.</p>
<p>Scopri i vini di <a title="Scopri i vini che puoi acquistare presso l'enoteca everywine" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria  San Lorenzo </a>che puoi acquistare presso la nostra enoteca.</p>
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		<title>99 colombe per far ripartire l&#8217;Aquila.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi un anno dal terremoto dell&#8217;Aquila, un gruppo di blogger vuole far conoscere i prodotti di un&#8217;azienda storica dell&#8217;aquilano, attiva dal 1835, Sorelle Nurzia. Vi lasciamo immaginare le difficoltà che un&#8217;azienda abruzzese può incontrare oggi in un territorio tutt’ora disastrato. L&#8217;intento non è di promuovere una vendita una tantum, ma di far conoscere l&#8217;azienda e i suoi prodotti, molto apprezzati in una circoscritta area, anche fuori dal suo ambito tradizionale.  A tale scopo è nato l blog 99 Colombe affinché  l&#8217;Aquila , la vita e le persone possano finalmente tornare a volare. Vi invitamo anche a leggere la bellissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/609.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-610" title="sorelle nurzia" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/sorelle-nurzia.jpg" alt="Sorelle Nurzia" width="280" height="540" />A quasi un anno  dal terremoto dell&#8217;Aquila, un gruppo di blogger vuole far conoscere i prodotti di  un&#8217;azienda storica dell&#8217;aquilano, attiva dal 1835, <a href="http://www.sorellenurzia.it">Sorelle Nurzia</a>. Vi  lasciamo immaginare le difficoltà che un&#8217;azienda abruzzese può  incontrare oggi in un territorio tutt’ora disastrato.</p>
<p>L&#8217;intento non è di  promuovere una vendita una tantum, ma di far conoscere l&#8217;azienda e i  suoi prodotti, molto apprezzati in una circoscritta area, anche fuori  dal suo ambito tradizionale.  A tale scopo è nato l <a href="http://99colombe.blogspot.com/">blog 99 Colombe </a>affinché  l&#8217;Aquila , la vita e le persone possano finalmente tornare a volare.</p>
<p>Vi invitamo  anche a leggere la bellissima e motivata lettera che la Dr.ssa Mara  Marinangeli che ha scritto.</p>
<p><em>Cari amici ,</em></p>
<p><em>scrivo  da L&#8217;Aquila  e precisamente da dentro una  casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora  lavorativa dopo il terremoto. Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo  di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo  di proporre il marchio  Sorelle Nurzia che è l&#8217;azienda per la quale  lavoro&#8230;&#8230;non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6  aprile 2009  se non che  invento ogni giorno la mia vita e quella di chi  accanto a me ha deciso di non fermarsi  e di far prevalere l&#8217;ottimismo  innanzitutto.</em></p>
<p><em>Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto  bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il  bicchiere mezzo pieno e  l&#8217;entusiasmo nel vivere la mia vita e nel  cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti . Se si  vuole vedere il nero qui ce n&#8217;è da ogni dove. Basta attraversare la  strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese  fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di  arrivare a Pompei&#8230;più o meno i viaggi della tragedia ormai li  dirottano tutti qui.  Vai dentro  un paese raso a suolo , ti accori,  ti  giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le  persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la  normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all&#8217;appello due  generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.</em></p>
<p><em>Questo  è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che  circonda L&#8217;Aquila. La mia città senza più il suo cuore  pulsante, i  suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99  fontane&#8230;.senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due  bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita  familiare.  Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il  passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare  il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi. Tra queste persone ci  sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall&#8217;11 maggio,  appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo  perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile. Il  terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel  sonno. Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto  riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito  che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l&#8217;energia per non spegnerci  dentro  tanto dolore da cui eravamo circondati. La vita nelle tendopoli  è stata un&#8217;esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi  con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si  pregava prima di mangiare, la scuola dei  bambini conquistata con grande  fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati  senza una guida  o un punto di riferimento di un&#8217;insegnante. Fare la  fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi. A  ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici.  Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti  sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un  minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o  le Misericordie che gestivano  i campi  a fare i rifornimenti ed  agevolarli negli scarichi dei prodotti . Chiudono le tendopoli e arriva  il  Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che  ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni. Ma  il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è  arrivato lo stop fisiologico nel quale l&#8217;azienda ha avuto un calo di  commesse. Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono  fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che  fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati,  negli  alimentari o nei centri commerciali.  Non ho paura ma mi rendo conto che  senza L&#8217;Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori  questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa.  Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone  tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del  mondo del cibo.  Ho 41 anni ed ho  sempre lavorato nel marketing,   guidata da studi accademici  che mi facevano camminare quasi su un  territorio tracciato da altri. Dopo il 6 aprile mi sento  un&#8217;esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva  luoghi e  mosse come se fossi la prima  a scendere su un&#8217;isola deserta. Ripartire ,  o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico  dove non hai più neanche  un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso  modo affascinante. Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a  chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente  capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di  niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un  paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i  pezzi di un puzzle.</em></p>
<p><em>Noi abbiamo deciso di rimanere non senza  vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra  ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un pò  d&#8217;acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando  di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di  cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed  orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi&#8230;.</em></p>
<p><em>Nuova  vita&#8230;nuovi modi di lavorare e produrre. Lavorare sulla  destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero ,   uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale  torroni uguale  Natale ma  piuttosto Sorelle Nurzia &#8230;&#8230;tentazioni tutto l&#8217;anno.</em></p>
<p><em>Ho letto ,  non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici ,  situazioni negative  che cambiano la vita,  di contro ci sono nuove  risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori . Forse  è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle  Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con  patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il  nostro cioccolato del torrone  e ovetti confettati, praline di ogni  tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da  forno.</em></p>
<p><em>Vi invito quindi a visitare il nostro sito  <a href="http://www.sorellenurzia.it">www.sorellenurzia.it</a>,  anzi , mi piacerebbe invitarvi  in fabbrica qui  da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell&#8217;Aquila produttivo e  pieno di vita!!!</em></p>
<p><em>Se poi siete interessati a qualche prodotto o  alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di  darvi ogni consiglio o chiarimento.</em></p>
<p><em>Vi abbraccio </em> <em></em></p>
<p><em>Mara</em></p>
<p><em>PS:  ti prego di tagliare modificare togliere limare insomma accorciare se  serve.   Sono stata un pochino prolissa ma sinceramente io sono così, mi  piace comunicare e visitando il vostro mondo che tu mi hai presentato  perchè mi era un tantino sconosciuto ho avuto quasi un incontro con  tanti amici.</em></p>
<p><em>(Dr.ssa Mara Marinangeli Resp. Progetti  Speciali <a href="http://www.sorellenurzia.it">Sorelle  Nurzia </a>L’Aquila mara.sorellenurzia@gmail.com)</em></p>
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		<title>Casetto dei Mandorli : vino da 3 generazioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a Predappio, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria Casetto dei Mandorli della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/601.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-606" title="casetto dei mandorli Nicolucci" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/casetto-dei-mandorli-nicolucci.jpg" alt="casetto dei mandorli Nicolucci" width="280" height="437" />Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a <a title="Mappa di Predappio" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=predappio&amp;sll=44.106333,11.981657&amp;sspn=0.14249,0.328217&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Predappio+Forl%C3%AC-Cesena,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.109436,11.981149&amp;spn=0.01781,0.041027&amp;t=h&amp;z=15" target="_blank">Predappio</a>, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="http://www.everywine.biz/produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto dei Mandorli</a></strong> della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna.</p>
<p>Inizialmente la proprietà dell’azienda contava appena 5 ettari di vecchie vigne, ma poco distante alle vigne di famiglia c’era un vigneto che faceva gola a Giuseppe Nicolucci. Era la famosa “<a title="Sangiovese di Romagna - Vigna del Generale Predappio di Predappio" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1062">Vigna del Generale</a>” di proprietà del generale sardo Bua Siriana, valoroso combattente della prima guerra mondiale. A Predappio quella vigna, sin dalla metà del secolo scorso era già un mito. Infatti le sue uve erano quelle che al mercato del paese determinano il prezzo di tutte le uve di Sangiovese, risultando sempre le più pagate.</p>
<p>Quello del “Generale” era considerato da tutti il vino più prestigioso della zona e la famiglia Nicolucci di certo non voleva farsi sfuggire un così bell’appezzamento di vigna. Per anni il Generale Bua Siriana rimase in parola con Giuseppe che spingeva per aggiungere quel vigneto alla sua proprietà. Nel 1960 finalmente i 2,5 ettari della vigna vengono acquistati dalla famiglia Nicolucci che in seguito comprerà nel corso degli anni altri terreni circostanti per portare la proprietà agli attuali 15 ettari. Le vigne dei Nicolucci sono collocati ad un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare con esposizione a sud, in zone ben arieggiate e con una composizione di crete mature (argilla matura) che permette un buon drenaggio dei terreni.</p>
<p>Passano gli anni e al padre Giuseppe si affianca in azienda il figlio Alessandro che nel frattempo si è laureato in Agraria a Cesena e specializzato in Enologia a Conegliano Veneto. Da subito Alessandro introduce innovazioni in vigna procedendo al gradualmente rinnovamento di tutti i vecchi vigneti selezionando personalmente le marze migliori da cloni di sangiovese già presenti nel vigneto. I nuovi vigneti, tutti a cordone speronato, vengono impiantati con maggior densità per ottenere una minor resa per pianta e più qualità in vigna.</p>
<p>Alla Fattoria Casetto  dei Mandorli la raccolta è tutta manuale. Le fermentazioni vengono fatte separatamente, vigna per vigna, con tempi più brevi rispetto al passato, pratiche di “delastage” più frequenti, che consentono una parziale eliminazione dei vinaccioli, portatori di tannini verdi, maggior estrazione e stabilizzazione del colore, più travasi, il tutto per ottenere vini meno aggressivi, più rotondi, eleganti ma sempre espressivi del territorio.</p>
<p>L’affinamento in legno è in gran parte in botti o tonneau, poche le barrique di Allier, tutte collocate nelle vecchie cantine d’epoca medievale adiacenti all’antica rocca.</p>
<p>Fattoria Casetto dei Mandorli è la tipica azienda vitivinicola dove la cultura famigliare si concretizza nell&#8217;amore per la terra ed uno dei suoi frutti migliori: il vino.</p>
<p>Scopri tutti vini della Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="../../produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto   dei Mandorli</a></strong></p>
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		<title>Sulle vie del Rosso Conero</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 06:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso Conero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Cónero una tipicità impossibile altrove. Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/566.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-570" title="il rosso conero delle marche" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/il-rosso-conero-delle-marche.jpg" alt="il rosso conero delle marche" width="280" height="420" />Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno <strong>Montepulciano </strong>di esprimere nel <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> una tipicità impossibile altrove.</p>
<p>Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la sua posizione centrale con un clima ancora mediterraneo a ridosso delle correnti favorevoli che provengono dai Balcani. Una sorta di zona franca in cui più che la tecnica conta ancora molto il terroir. Sulle colline affacciate sul mare o sulle marne calcaree, sulle piattaforme argillose o sui terreni sabbiosi, vive un clone del vitigno rosso Montepulciano, dalle caratteristiche differenti dai cloni della stessa famiglia che crescono in Umbria ed Abruzzo. Un vitigno che più di ogni altro luogo in Italia riproduce fedelmente le peculiarità della sua terra madre. Concepito in condizioni ambientali uniche, e pertanto diverso nei profumi e nel gusto a secondo degli influssi che ha subito in vigna: aggrappato a scoscesi costoni, disteso su morbide colline o esposto alle brezze che giungono dalla costa. Tutte situazioni che conferiscono a questo vino un dono sempre differente, sempre unico che restitusce al degustatore il terroir del Rosso Conero.</p>
<p>Oggi il Rosso Conero allevato nei soli 190 ettari alle spalle di Ancona è un grande vino, per lo meno in tutte le versioni di punta delle molte aziende come la <a title="Pagina dell'azienda Umani Ronchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/umani-ronchi-224.php">Umani Ronchi</a>, <a title="Pagina dell'azienda Moroder" href="http://www.everywine.biz/produttore/moroder-54.php">Moroder </a>, le <a title="Pagina dell'azienda Fattoria Le Terrazze" href="http://www.everywine.biz/produttore/terrazze-140.php">Fattorie Le Terrazze</a> o<a title="Pagina dell'azienda Silvano Strologo" href="http://www.everywine.biz/produttore/strologo-198.php"> Silvano Strologo</a> che si prodigano nella sua rivalutazione: concentrazione, profumi intensamente pieni e fruttati, inconfondibile complessità e longevità sono segni ormai facilmente riscontrabili. E già si parla della famigerata Docg che potrebbe sancire molti anni di duro lavoro. I punti per questo passaggio sono molti, ma non tutti insormontabili. Ad esempio l&#8217;abbassamento della resa di uve per ettaro da 140 quintali a 80 è un valore già soddisfatto da quasi tutti i vini di punta di molte aziende della zona. Si parla anche di una struttura di denominazioni d&#8217;origine a cascata sull&#8217;esempio del Montepulciano o del Brunello di Montalcino. La discussione continua sull&#8217;introduzione di altri vitigni nella Doc o su argomenti più tecnici come la modifica di alcuni parametri chimici del vino. Su una cosa comunque sembrano essere tutti d&#8217;accordo: se sarà Docg si chiamerà semplicemente Conero.</p>
<p>Le caratteristiche del Rosso Conero suggeriscono stimolanti matrimoni d&#8217;amore con svariate preparazioni della cucina marchigiana. Generoso come le genti del monte, caldo e rosso come i tramonti che si spengono sul mare, questo vino è un autentico dono della natura. Lo gusterete con le carni d&#8217;agnello, di manzo e di pollo, con i &#8220;gnocchi&#8221;, i &#8220;vincisgrassi&#8221; &#8211; lasagne marchigiane &#8211; e i tortellini. E&#8217; estremamente interessante notare come qui la tradizione dia luogo ad una singolare eccezione: in qualsiasi regione d&#8217;Italia, i piatti di pesce vengono accompagnati da vino bianco, gli abitanti del Conero al contrario ,soprattutto pescatori sono abituati da millenni ad accompagnare le loro pietanze saporite e speziate come il Brodetto o il Guazzetto con il vino rosso delle loro colline.</p>
<p>Scopri i <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> presenti in enoteca.</p>
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		<title>101 vini da bere almeno una volta nella vita spendendo molto poco</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿Un viaggio il vigneto Italia alla scoperta della miniera inesauribile di sensazioni e gusti che il nostro bel paese ci regala. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia 101 etichette da scegliere, nessuna delle quali supera i 10 euro ( attenziopne i prezzi riposrati  sono quelli sorgente in cantina ed iva eslusa ndr ) con poche e rare eccezioni da segnalare per l’incredibile valore del rapporto qualità e prezzo. Centouno indirizzi per scoprire le nuove sentinelle del gusto e dell’ambiente, spesso fuori dai riflettori mediatici. Una miniera di informazioni e una piacevole lettura ricca di sorprese e novità per chi pensa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/558.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>﻿<img class="alignleft size-full wp-image-559" title="101 vini da bere spendendo poco - Luciano Pignataro" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/101-vini.jpg" alt="101 vini da bere spendendo poco - Luciano Pignataro" width="200" height="378" />Un viaggio il vigneto Italia alla scoperta della miniera inesauribile di sensazioni e gusti che il nostro bel paese ci regala. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia 101 etichette da scegliere, nessuna delle quali supera i 10 euro ( <em>attenziopne i prezzi riposrati  sono quelli sorgente in cantina ed iva eslusa ndr </em>) con poche e rare eccezioni da segnalare per l’incredibile valore del rapporto qualità e prezzo.</p>
<p>Centouno indirizzi per scoprire le nuove sentinelle del gusto e dell’ambiente,  spesso fuori dai riflettori mediatici. Una miniera di informazioni e una  piacevole lettura ricca di sorprese e novità per chi pensa di sapere già tutto  sul vino.</p>
<p>&#8220;Questo &#8211; sottolinea l&#8217;autore Lucinao Pignataro &#8211; è il primo libro italiano nella piccola storia  dell&#8217;editoria enologica in cui Nord, Centro e Sud con Isole sono equamente  distribuiti nelle presenze. Una scelta certo non facile, ma il segnale forte di  come, nel rispetto delle tradizioni e dei successi, sia venuto il momento di  guardare l&#8217;Italia senza letture pre-costituite, è il momento davvero di cambiare  pagina rispetto a rituali liturgici un po&#8217; stanchi e ripetitivi. Poi il lettore,  anzi, il consumatore, sceglierà&#8221;.</p>
<p><a title="Link ad IBS per acquistare il libro" href="http://www.ibs.it/code/9788854116214/pignataro-luciano/centouno-vini-bere.html">101 VINI DA BERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA SPENDENDO MOLTO POCO</a><br />
Pignataro Luciano<br />
Newton Compton<br />
Prezzo di copertina 14,90 Euro<br />
<strong></strong></p>
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		<title>Lo spumante è morto !</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/02/non-chiamateli-piu-spumanti/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una notizia che aspettavamo da tempo :  Lo spumante è morto !! O meglio la parola spumante &#8220;è morta, non esiste più. Perché è banalizzante. Non si può fare di tutta un&#8217;erba un fascio, con dentro il dolce Asti, il fresco Prosecco e il più complesso Franciacorta.  Meglio parlare di denominazioni, che valorizzano le specifiche metodologie di produzione, le aziende vitivinicole, le aree a vocazione spumantistica.&#8221; A dirlo è  il presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta Maurizio Zanella. Perché continuare a generare ulteriore confusione sulle nostre bollicine ognuna dotata di piena dignità e personalità, che il consumatore deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/545.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-554" title="franciacorta asti prosecco" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/franciacorta-asti-prosecco.jpg" alt="franciacorta asti prosecco" width="280" height="340" />Ecco una notizia che aspettavamo da tempo :  <strong>Lo spumante è morto</strong> !!</p>
<p>O meglio la <strong>parola spumante</strong> &#8220;è morta, non esiste più. Perché è banalizzante. Non si può fare di tutta un&#8217;erba un fascio, con dentro il dolce <a title="Scaffale in enoteca dell'Asti spumante" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=358">Asti</a>, il fresco <a title="Scaffale in enoteca del Prosecco" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=355">Prosecco </a>e il più complesso <a title="Scaffale in enoteca del Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">Franciacorta</a>.  Meglio <strong>parlare di denominazioni, che valorizzano le specifiche metodologie di produzione</strong>, le aziende vitivinicole, le aree a vocazione spumantistica.&#8221; A dirlo è  il presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta Maurizio Zanella.</p>
<p>Perché continuare a generare ulteriore confusione sulle nostre bollicine ognuna dotata di piena dignità e personalità, che il consumatore deve abituarsi a chiamare con il proprio nome, ovvero Franciacorta , Trento, Oltrepò Pavese, Asti e Prosecco.</p>
<p>E&#8217; un piccolo passo verso una sana valorizzazione dei nostri prodotti, al fine di esaltare e raccontare una storia ed una tradizione dietro ogni specifica denominazione. Noi ci crediamo e per quanto possibile porteremo avanti questa nuova filosofia.  Chapeau !!!</p>
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		<title>Benvenuto Brunello : edizione 2010</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/02/benvenuto-brunello-edizione-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello di Montalcino]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuto Brunello a Montalcino Fortezza 19, 20, 21 e 22 febbraio 2010 A partire dal 19 febbraio prossimo, alla Fortezza di Montalcino, sarà protagonista l’annata 2005 del Brunello che verrà presentata ufficialmente alla stampa e agli operatori, nel corso del consueto appuntamento “Benvenuto Brunello” che ormai dal 1993 si tiene nel comune toscano. In attesa dell’evento, una quattro giorni che porterà nella città di uno dei vini simbolo del made in Italy circa 200 giornalisti italiani e stranieri e oltre tremila professionisti del settore. Il venerdì e sabato sono riservati ai giornalisti invitati ufficialmente dal consorzio mentre  la domenica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/535.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-539" title="consorzio del Brunello di Montalcino" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/consorzio-del-brunello-di-montalcino.jpg" alt="consorzio del Brunello di Montalcino" width="200" height="137" />Benvenuto Brunello</strong> a Montalcino Fortezza 19, 20, 21 e 22 febbraio 2010</p>
<p>A partire dal 19 febbraio prossimo, alla Fortezza di Montalcino, sarà protagonista l’annata 2005 del Brunello che verrà presentata ufficialmente alla stampa e agli operatori, nel corso del consueto appuntamento “<a title="Consorzio Brunello di Montalcino" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank">Benvenuto Brunello</a>” che ormai dal 1993 si tiene nel comune toscano. In attesa dell’evento, una quattro giorni che porterà nella città di uno dei vini simbolo del made in Italy circa 200 giornalisti italiani e stranieri e oltre tremila professionisti del settore.</p>
<p><strong>Il venerdì e sabato sono riservati ai giornalisti invitati ufficialmente dal consorzio mentre  la domenica e il lunedi sono dedicati  per operatori e appassionati.</strong></p>
<p>Ecco alcuni consigli d&#8217;uso :</p>
<ul>
<li>è tassativamente vietato l&#8217;ingresso ai minori di 16anni se non accompagnati da un maggiorenne</li>
<li>è consigliabile arrivare di primia mattina onde evitare lunghe code e attese dovute al fatto che una volta piena la struttura finchè non esce qualcuno nessuno entra, oltretutto troverete i produttori freschi e l&#8217;atmosfera ideale per fare un bel giro di degustazione</li>
<li>è estremamente difficile che nei giorni dell&#8217;eveneto potrete visitare le aziende della zona in quanto quasi tutte impegnate nella manifestazione. In caso programmate una sosta sino al martedi quando le aziende rientrate a casa saremo liete di ospitarvi</li>
<li>per chi volesse dormire a Montalcino a parte i vari agriturismi, che però per una notte sola spesso non sono disponibili, possiamo inveceb consigliarvi l&#8217;<a title="Hotel Al Brunello a Montalcino" href="http://www.hotelalbrunello.it/" target="_blank">hotel Al Brunello</a> che si trova a soli 15 minuti da Montalcino</li>
<li>dato il grande affliusso di gente alla manifestazione rendon quasi introvabili i parcheggi. Cercate quelli con un servizio di navetta</li>
</ul>
<p>Allora buon divertimento e buone degustazioni di <a title="Scaffale in enoteca del Brunello di Montalcino" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=118" target="_self">Brunello </a>e <a title="Scaffale in enoteca del Rosso di Montalcino" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=203" target="_self">Rosso di Montalcino</a></p>
<p>In attesa di degustare le nuove annate 2005 che saranno in commercio tra vari mesi  ecco un breve <em>excursus<strong> </strong></em><strong>sull&#8217;annata 2004 </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MaSS7Mn5oAo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/MaSS7Mn5oAo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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