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	<title>EVERYWINE.BIZ BLOG</title>
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	<description>Parole intorno e dentro un bicchiere di vino</description>
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		<title>Lo Sforzato : prodigio di Valtellina.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 06:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Siamo in provincia di Sondrio, ed è qui che sulla sponda destra del fiume Adda si produce lo Sforzato frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca.
Non è chiaro il periodo storico in cui il Nebbiolo venne introdotto nella Valle. Le prime notizie certe in merito alla sua diffusione risalgono comunque solamente ai primi del XVI secolo. Oggi sicuramente il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio, in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua peculiarità &#8220;locale&#8221;, tant&#8217;è che la  Chiavennasca è ormai praticamente considerata una sottovarietà di Nebbiolo, e questo è certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/785.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-790" title="appassimento del vino sforzato" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/04/appassimento-sforzato-valtellina.jpg" alt="appassimento dello sfursat" width="280" height="437" />Siamo in provincia di Sondrio, ed è qui che sulla sponda destra del fiume Adda si produce lo <strong><a title="Scaffale dello Sforzato e del Valtellina Superiore" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=102">Sforzato </a></strong>frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca.</p>
<p>Non è chiaro il periodo storico in cui il <strong>Nebbiolo </strong>venne introdotto nella Valle. Le prime notizie certe in merito alla sua diffusione risalgono comunque solamente ai primi del XVI secolo. Oggi sicuramente il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio, in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua peculiarità &#8220;locale&#8221;, tant&#8217;è che la  Chiavennasca è ormai praticamente considerata una sottovarietà di Nebbiolo, e questo è certo uno dei fattori che contribuisce a caratterizzare un grande vino come lo Sforzato. Sull&#8217;origine del nome <strong>&#8220;Chiavennasca&#8221;</strong>, esistono almeno due versioni diverse: secondo alcuni, deriverebbe da <em>&#8220;ciù venasca&#8221;</em>, cioè [vitigno] con più vena, ossia più vigoroso; secondo altri, significherebbe invece <em>&#8220;ciù vinasca&#8221;</em>, ovvero che dà più vino.</p>
<p>La <strong>tecnica di produzione</strong>, ovvero la &#8220;forzatura&#8221; (<em>da cui il nome del vino</em>) è simile a quella utilizzata in Valpolicella per <a title="Scaffale dell'Amarone" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=175">l’Amarone</a> e prevede che le uve migliori, sottoposte ad un‘attentissima cernita preliminare, vengano  portate ad uno stato di maturazione avanzata ( o surmaturazione ). Una volta eseguita la vendemmia  le uve selezionate vengono posizionate su dei graticci di canne, in locali asciutti e ben aerati denominati fruttai, e lì lasciate a “maturare” anche per oltre 90 giorni, eliminando via via con il passare del tempo gli acini che si rompono e che quindi tendono a marcire.  In questo lungo lasso di tempo ha luogo il fenomeno dell&#8217;appassimento e l&#8217;uva perde intorno al 40% del proprio peso: da 2 Kg. di uva fresca si ottengono 1,2 Kg. di uva appassita necessaria per la nascita di una singola bottiglia di vino.</p>
<p>In questa fase accadono importanti trasformazioni. Il grappolo, sebbene tranciato dalla pianta, continua la sua vita perdendo acqua con il conseguente aumento del tenore degli zuccheri che a sua volta determina la nascita di essenze aromatiche che non esistevano nell&#8217;uva fresca e che, volta eseguita la pigiatura e la vinificazione, caratterizzeranno i vini con un impronta ben precisa.</p>
<p>Oggi, lo Sforzato, è un vino che rappresenta quanto di più singolare un territorio possa esprimere: dalla specificità delle uve nebbiolo alla singolare pratica dell&#8217;appassimento. Il tutto, per ottenere un vino importante ma al tempo stesso gustabile in diverse occasioni, un prodotto personale ma capace di confrontarsi con il meglio dell&#8217;enologia internazionale, complesso e contemporaneamente elegante, armonico e soprattutto piacevole da bere. Ideale se affiancato a piatti a base di carni rosse, si abbina magnificamente con formaggi stagionati, in particolare con il Bitto.</p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Sforzato di Valtellina Plozza" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PLZVINCAFFRZ03R.gif" border="0" alt="Plozza Sforzato di Valtellina" width="64" height="116" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Sforzato di Valtellina  " onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Plozza, Vin da Cà Sfursat</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Sforzato di Valtellina </strong></div>
<p>Sforzato elegante con profumi intensi di prugna e terra bagnata. Al gusto è avvolgente, con tenace continuità e gradevole pienezza.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Vigna Asinone : storia di un vino.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/04/montepulciano-asinone-storia-di-un-vino/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Poliziano]]></category>
		<category><![CDATA[Vino Nobile di Montepulciano]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’anno di prima uscita del Nobile di Montepulciano “Vigna Asinone Riserva” è il 1983 (2.400 bottiglie), dopo che le uve della vigna dell’Asinone erano state imbottigliate per la prima volta come Nobile nel 1982.
Con questo nome escono le annate ’83-’85-’88-‘90 ottenute da Prugnolo Gentile con piccole aggiunte di Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo, maturate in legno grande e “fuori disciplinare”, almeno per le regole d’allora, che consentivano ancora l’uso di uve a bacca bianca.
Le annate 1993 e 1995 portano in etichetta il nome di Nobile di Montepulciano “Vigna Asinone”, ma soprattutto segnano il passaggio definitivo del vino all’affinamento in barriques [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/695.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>L’anno di prima uscita del <a title="Lo scaffale del Vino Nobile di Montepulciano" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=174">Nobile di Montepulciano</a> “Vigna Asinone Riserva” è il 1983 (2.400 bottiglie), dopo che le uve della vigna dell’Asinone erano state imbottigliate per la prima volta come Nobile nel 1982.</p>
<p>Con questo nome escono le annate ’83-’85-’88-‘90 ottenute da Prugnolo Gentile con piccole aggiunte di Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo, maturate in legno grande e “fuori disciplinare”, almeno per le regole d’allora, che consentivano ancora l’uso di uve a bacca bianca.</p>
<p>Le annate 1993 e 1995 portano in etichetta il nome di Nobile di Montepulciano “<a title="Scheda dettagliata del vino Asinone Poliziano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=240">Vigna Asinone</a>”,<strong> ma soprattutto segnano il passaggio definitivo del vino all’affinamento in barriques e tonneaux.</strong></p>
<p>Il vigneto Asinone si trova in zona &#8220;Pietrose&#8221;, sul versante ovest della strada che scende da Montepulciano verso Torrita di Siena, e dista circa 8 km dal centro aziendale. Il toponimo &#8220;Asinone&#8221; deriva dalla caratteristica forma a schiena d&#8217;asino del vigneto che sorge ad un’altitudine dai 380 ai 400 m s.l.m. ed è esposto completamente ad ovest. Caratterizzato da un terreno molto declive è tendenzialmente magro e di scarsa dotazione idrica. I primi impianti &#8211; <em>circa 7 ettari con suna densità di circa 3.300 ceppi ad ettaro</em> &#8211; risalgono al 1961 e risentono dell’impostazione tradizionale “chiantigiana”, caratterizzata dalla coesistenza di vitigni a bacca rossa, alternati sugli stessi filari, con Trebbiano e Malvasia.<br />
Ma quest’ultimi, già a partire dal 1963, sono completamente reinnestati con Prugnolo Gentile, Canaiolo e Colorino. Tale operazione, abbastanza insolita per l’epoca, <strong>trasformava l’Asinone nel primo vigneto specializzato della zona</strong>.</p>
<p>A connotare ulteriormente l’Asinone come un unicum, è la particolare popolazione di Prugnolo Gentile (Sangiovese), ottenuta nell’anno 1961 da marze prelevate originariamente da Valloccaia (antica azienda di Montepulciano della Famiglia Gamberucci).<br />
Il Prugnolo Gentile tuttora presente nel vigneto Asinone è figlio di quella prima selezione massale e possiede caratteristiche peculiari quali il grappolo piccolo, compatto e la buccia solida dal colore violetto. A quel materiale autoctono originario si è poi aggiunto quello che, a partire dal 1983, è stato ulteriormente individuato e selezionato e che oggi rappresenta la nostra selezione aziendale di Prugnolo Gentile.</p>
<p><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-702 img-ph" title="Vigneto Asinone " src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-2.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-703 img-ph" title="Veduta dall'alto del vigneto Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-vigneto-2-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-pianta-vigna.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-704 img-ph" title="Pianta del vigneto Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-pianta-vigna-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uva.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-705 img-ph" title="Le particolari uve dell'Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uva-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uve.jpg" rel="lightbox[695]"><img class="alignnone size-full wp-image-706  img-ph" title="Vendemmia all'Asinone" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/asinone-uve-thumb.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a></p>
<p><strong>LA VENDEMMIA</strong><br />
Dopo un mirato diradamento per raggiungere una produttività di circa 1 kg a ceppo la raccolta delle uve del vigneto Asinone è effettuata rigorosamente a mano e, a seconda della qualità delle annate, può avvenire anche in due-tre passate  al fine di raccogliere solo i grappoli veramente maturi e solo gli acini di un grappolo con determinate caratteristiche.</p>
<p>La scelta dell’epoca della vendemmia, che solitamente cade in un range temporale posto tra la seconda metà di settembre e la fine di ottobre, è orientata da un&#8217;attenta quanto scrupolosa analisi delle uve (dosaggio degli zuccheri, dell’acidità totale, del pH e dei Polifenoli). Ma per cogliere il periodo giusto della raccolta non bastano i soli dati di laboratorio. Soltanto un accurato e puntuale assaggio delle uve permette di individuare al meglio la maturità tecnologica delle uve (<em>cioè il momento in cui il frutto ha raggiunto il maggior pregio nella concentrazione di contenuti caratterizzanti</em>). Si tratta di una valutazione legata all’esperienza ed alla sensibilità dello staff tecnico, una valutazione che costituisce la più affascinante premessa della personalità dei vini. Una vera e propria conciliazione tra il rigore scientifico del controllo qualità e la capacità sensoriale dell’uomo, con l’obbiettivo di esaltare il terroir inteso come sintesi tra natura geologica dei terreni, clima, vitigno e intervento umano.</p>
<p>Le uve del Vigneto Asinone subiscono un’ulteriore selezione al momento del loro arrivo in cantina, passando su appositi nastri di selezione prima di passare alla diraspatrice. Le uve, semplicemente diraspate, per “gravità”, e quindi senza l’ausilio di pompe, cadono nelle vasche di fermentazione &#8211; tini  “aperti” di piccole dimensioni (80 hl), realizzati in acciaio inox e dotati di controllo computerizzato della temperatura &#8211; dove vengono vinificate separatamente.</p>
<p>La tecnica estrattiva adottata per ottenere il Vino Nobile Asinone è la <strong>follatura</strong>, che viene abbinata a mirati delestage e a qualche rimontaggio, a seconda delle caratteristiche dell’annata. La temperatura di fermentazione viene mantenuta intorno ad un massimo di 30°C e la durata e la conduzione della macerazione è medio-lunga, comprese tra i 18 ed i 25 giorni. Dopo di che, il Vino Nobile Asinone viene messo parte in barriques e parte in tonneaux di Rovere francese, dove effettua anche la fermentazione malolattica. Il periodo di permanenza in legno del Vino Nobile Asinone è di circa 18 mesi, a cui segue un periodo di affinamento in bottiglia non inferiore ai 12 mesi prima dell’immissione sul mercato. ﻿</p>
<p>Il risultato finale è un Vino Nobile di Montepulciano che mantiene chiara la vocazione al sangiovese della sua  zona, pur ben comprendendo come gli sforzi debbano essere moltiplicati  per avere un vino di alta levatura utilizzando al minimo vitigni  &#8220;migliorativi&#8221; come cabernet e merlot.</p>
<p>Il quadro olfattivo è di straordinaria intensità e finezza, marcata da aromi di visciola, ciliegia nera, mirtillo che si fondono a profumi di mammola, rosa, note boisé, spezie scure e grafite.  Bocca compatta e superba, impreziosita da tannini di elevata fattura, grande presenza di estratto, freschezza e sapide calibrate.</p>
<p><a title="Compra L'Asinone Poliziano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=240"><strong>Acquista il  Vigna Asinone Poliziano, Vino Nobile di Montepulciano</strong></a></p>
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		<title>Uova strapazzate agli asparagi.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/04/uova-strapazzate-agli-asparagi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 18:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Finalmente con l&#8217;inizio della bella stagione arrivano sulle nostre tavole  gli asparagi.
L&#8217;asparago è  una pianta erbacea perenne provvista di un parte sotterranea dalla quale ogni anno spuntano i germogli chiamati turioni, che costituiscono la parte commestibile.  La raccolta degli asparagi va fatta non appena affiorano dal terreno.  Se invece li acquistate controllate sempre i germogli che devono essere freschi e di una buona consistenza, sodi ed integri, privi di ammaccature.
Inoltre fate sempre attenzione se il gambo risulta essere legnoso e verificate ogni volta che gli asparagi che compongono il mazzetto siano della stessa lunghezza.
La conservazione fa fatta sempre in in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/822.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Finalmente con l&#8217;inizio della bella stagione arrivano sulle nostre tavole  gli <strong>asparagi</strong>.</p>
<p>L&#8217;asparago è  una pianta erbacea perenne provvista di un parte sotterranea dalla quale ogni anno spuntano i germogli chiamati turioni, che costituiscono la parte commestibile.  La raccolta degli asparagi va fatta non appena affiorano dal terreno.  Se invece li acquistate controllate sempre i germogli che devono essere freschi e di una buona consistenza, sodi ed integri, privi di ammaccature.</p>
<p>Inoltre fate sempre attenzione se il gambo risulta essere legnoso e verificate ogni volta che gli asparagi che compongono il mazzetto siano della stessa lunghezza.</p>
<p>La <strong>conservazione </strong>fa fatta sempre in in frigo, nel cassetto della verdura possibilmenti avvolti in un panno umido in modo che possano durare per 3/4 giorni.  In alternativa potete immergere i gambi nell&#8217;acqua fredda e conservarli per 24 ore, fuori dal frigorifero.</p>
<p>Le punte degli asparagi, sono sicuramente  la parte                      migliore. Del gambo va eleminata la parte finale che è sempre abbastanza   fibrosa, poi                      con un pelatate o                      <em>mandolina</em>, si procede in questo modo:  poggiate gli                      asparagi su una superfice conica ( ad esempio una ciotola rovesciata ), mai su di un tagliere perchè potrebbero spezzarsi.  Sbucciate l&#8217;asparago procedendo sempre dalla punta verso il gambo.</p>
<p>Vi segnaliamo una video-ricetta da poter preparare molto velocemente.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0FwgZDZBHhs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/0FwgZDZBHhs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Muller Thurgau Toblino" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/TBLMLLTHRG07B.gif" border="0" alt="Muller Thurgau Toblino" width="64" height="38" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Muller Thurgau Toblino" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333">Toblino , Muller Thurgau</a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Trentino Muller Thurgau</strong></div>
<p>Frutto delle coraggiose fatiche di una viticoltura di montagna, spese  tra i filari della media-alta collina della Valle di Cavedine e di  &#8220;montagna&#8221; del Bleggio, questo Müller Thurgau nasce su una antica via  romana, tra lastre calcaree e riporti pedologici di origine glaciale.  Qui, il clima fresco e la particolarissima esposizione al sole dei  vigneti, esaltano il suo originale aroma e la sua ottima freschezza.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1333">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834"><img class="alignleft size-full wp-image-3488" style="border: 0pt none;" title="Sauvignon Palladium" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/KMMPLLDSVGN04B.gif" border="0" alt="Martini Sauvignon Palladium" width="64" height="130" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Martini Sauvignon Palladium" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834">K. Martini &amp; Sohn, Sauvignon Palladium</a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Alto Adige &#8211; Sauvignon</strong></div>
<p>Da Martini &amp; Sohn ancora un esempio di eleganza ed attinenza alle  caratteristiche tipiche del vitigno e del territorio. Un Sauvignon  intenso e misurato, con un rapporto qualità/prezzo da vero campione</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=834">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Dalle terrazze eroiche valtellinesi torna il cine-vino.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono trascorsi già quattro anni dalle atmosfere soft del californiano «Sideways» e 5 dalla denuncia di «Mondovino» che il vino torna nuovamente protagonista del piccolo e grande schermo con il film documentario «Rupi del vino», un inno poetico alla cultura della vite  sulle Alpi  del maestro Ermanno Olmi.
 Il film completamente girato in Valtellina  incanterà a chi  ama la montagna con  atmosfere  idilliache  aperte dalla sorpresa di un  pianoforte trsaportato  su un pascolo alpino con un elicottero, oppure con  brani di prosa che ci guidano attraverso il variare delle stagioni, alla scoperta  dell’opera millenaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/802.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Sono trascorsi già quattro anni dalle atmosfere soft del californiano «Sideways» e 5 dalla denuncia di «Mondovino» che il vino torna nuovamente protagonista del piccolo e grande schermo con il film documentario «<strong>Rupi del vino</strong>», un inno poetico alla cultura della vite  sulle Alpi  del maestro Ermanno Olmi.</p>
<p><strong> </strong>Il film completamente girato in Valtellina  incanterà a chi  ama la montagna con  atmosfere  idilliache  aperte dalla sorpresa di un  pianoforte trsaportato  su un pascolo alpino con un elicottero, oppure con  brani di prosa che ci guidano attraverso il variare delle stagioni, alla scoperta  dell’opera millenaria di chi dissoda i ripidi pendii creando vigne  terrazzate di rara bellezza e <a title="Scaffale dei vini Valtellina e Sforzato" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=102">vini dai suadenti incanti</a>.</p>
<p><strong> </strong> Così, ricordando che «<em>i  cantinieri valtellinesi dei secoli andati venivano puniti con la  sospensione dall’ufficio per anni 10</em>» se trovati ad allungare il vino con l&#8217;acqua, o  che le terre strappate alla dura roccia «<em>metro dopo metro, costituiscono con i suoi </em><em>2.500 chilometri </em><em> la più grande area terrazzata d’Europa</em>», Olmi ci porta per  mano di borgo in borgo, fra triangoli e trapezi coperti di pampini,  nelle lande di quella che ancora oggi viene detta «<a title="Valtellina tra inferno e paradiso" href="http://www.everywine.biz/bacheca/2009/08/valtellina-tra-inferno-e-paradiso/">viticoltura eroica</a>».</p>
<p>50 minuti di pura elegia del vino di montagna, tra racconti di vigneron che si  tramandano il mestiere di generazione in generazione e immagini di  picchi e ripe alternate a uomini e donne  piegati sotto il peso delle gerle cariche del prezioso frutto.</p>
<p>Il film, girato su iniziativa  della Banca Popolare di Sondrio e prodotto dall’omonima Provincia, è un viaggio  fantastico, fresco, immediato, che val la pena di essere visto e vissuto con tutti i sensi. Per entrare in  contatto con natura più vera, più pura.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Tp0QGMvVYF0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/Tp0QGMvVYF0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Colomba pasquale.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 09:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con Pasqua alle porte, non possiamo non pensare alla colomba  pasquale, dolce tradizionale ma sempre gustoso.
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, quando Greci, Egizi e poi Romani per le cerimonie sacre veniva preparato un pane a forma di colomba. Il rito aveva una connotazione  magica, ma successivamente i Cristiani acquisirono questa tradizione attribuendo alla colomba il simbolo della Pace in riferimento all&#8217;epesodio biblico con Noé.
Bisogna però arrivare ai primi decenni del 1900 quando Dino Villani, direttore commerciale della Motta, già celebre per i suoi panettoni , pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/725.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-739" title="colomba di pasqua" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/colomba-di-pasqua1.jpg" alt="" width="280" height="267" />Con Pasqua alle porte, non possiamo non pensare alla <strong>colomba  pasquale</strong>, dolce tradizionale ma sempre gustoso.</p>
<p>Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, quando Greci, Egizi e poi Romani per le cerimonie sacre veniva preparato un pane a forma di colomba. Il rito aveva una connotazione  magica, ma successivamente i Cristiani acquisirono questa tradizione attribuendo alla colomba il simbolo della Pace in riferimento all&#8217;epesodio biblico con Noé.</p>
<p>Bisogna però arrivare ai primi decenni del 1900 quando Dino Villani, direttore commerciale della Motta, già celebre per i suoi panettoni , pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i  panettoni natalizi usando la stessa pasta e dando al dolce la forma di  una colomba. Da allora la colomba pasquale volò sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i nostri confini. L&#8217;impasto originale, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d&#8217;arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle, ha assunto forme e varianti di ogni tipo, per la delizia di grandi e di piccini.</p>
<p><strong>COLOMBA PASQUALE TRADIZIONALE</strong></p>
<hr size="1" />
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top"><strong>Per l&#8217;impasto</strong><br />
Farina &#8220;00&#8243; 200 gr<br />
Farina Magnitoba 300 gr<br />
Latte 100 gr<br />
Zucchero 160 gr<br />
Lievito di birra 25 gr<br />
Burro 250 gr<br />
Canditi ed uvetta 75gr<br />
Uova 3 intere e 3 tuorli<br />
Vanillina</td>
<td width="50%" valign="top"><strong>Per la glassa</strong><br />
Farina di mandorle 100 gr<br />
MOnadorle intere 50gr<br />
Uova 3 albumi<br />
Zucchero in granella 50 gr<br />
Zucchero 100gr</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il procedimento è abbastanza lungo ed articolato, ma non impossibile da replicare anche a casa. L’importanza è avere pazienza e permettere ai vari impasti d riposare adeguatamente. Considerando i lunghi tempi di lievitazione vi suggeriamo di incominciare la preparazione il pomeriggio in modo tale da terminare l’ultimo impasto la sera ed avere tutta la notte a disposizione per la lievitazione, la mattina successiva sarà così possibile riprendete l’impasto lavorandolo nuovamente a cui dovranno seguire altre 6 ore di ulteriore lievitazione.</p>
<p><img title="ball_1" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_1.gif" alt="ball_1" width="16" height="16" /> Ma partiamo con la preparazione che richiede ben 3 lievitazioni. Innanzitutto  sciogliete il lievito di birra in una tazzina di latte tiepido aggiungendo 100 gr di farina e formate un panetto che farete riposare per i successivi 30 minuti coperto con un panno. Un trucco è quello di accendere il forno per 5 minuti, spegnerlo infilandoci dentro la colomba a lievitare.</p>
<p><img title="ball_2" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_2.gif" alt="ball_2" width="16" height="16" /> Cominciate la lavorazione del secondo impasto con altri 100 gr di farina e il rimanente latte sino a raggiungere un impasto morbido che lascerete riposare per una mezz’oretta al caldo. Eventualmente è possibile aggiungere all’impasto dell’acqua calda al fine di raggiungere la giusta morbidezza.</p>
<p><img title="ball_3" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_3.gif" alt="ball_3" width="16" height="16" /> Per il terzo impasto unite assieme 150 grammi di farina Manitoba, 60 grammi di zucchero ed aggiungete lentamente gli 80gr di burro cercando di ottenere per quanto possibile una pasta uniforme ed elastica che dovrà riposare per circa 2 ore.</p>
<p><img title="ball_4" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_4.gif" alt="ball_4" width="16" height="16" /> Una volta lievitato unite tutti gli ingredienti rimanenti : 150gr di farina Manitoba, 170gr di burro. Aggiungete sale quanto basta, 60 grammi di zucchero, la vanillina, il miele, gli agrumi ed infine le uova cominciando sempre dai tuorli. Impastate per bene sin quando la notate che la pasta è bella liscia e non s&#8217;attacca nelle mani. Aggiungete canditi ed uvetta e  lasciate nuovamente riposare al caldo per circa 8 ore.</p>
<p><img title="ball_5" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_5.gif" alt="ball_5" width="16" height="16" /> Terminato questo periodo di riposo lavorate per l’ultima volta la pasta cercando di farle perdere il gonfiore acquisto e riponetela nello stampo a forma di colomba. Lascatelo quindi riposare nuovamente altre 6 ore.</p>
<p>Nel frattempo potete preparare la glassa sa utilizzare poco prima dell’infornata finale.</p>
<p><img title="ball_6" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_6.gif" alt="ball_6" width="16" height="16" /> Tritate le mandorle sino ad ottenere una farina che unirete assieme allo zucchero a velo e all’albume delle ultime 3 uova. Lavorate il composto con una frusta dal basso verso l&#8217;alto per evitare che si smonti sino ad ottenere una glassa mediamente densa.<br />
Distribuite la glassa sopra la colomba e guarnite con abbondante zucchero a granella e le mandorle intere rimaste. Cuocete in forno preriscaldato a 200 C° per 15 minuti, Poi abbassete la temperatura a 180 C° e fate cuocere ancora per 35-40 minuti</p>
<p><img title="ball_7" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_7.gif" alt="ball_7" width="16" height="16" /> Infornate il tutto a 200°C per i primi 10 minuti e poi portatelo a 180°C per i successivi altri 30 minuti circa avendo premura di coprire la teglia con carta da forno per non far  bruciare la parte superiore.</p>
<p><strong>Cosa abbinare?</strong><br />
L’assoluta preponderanza del dolce data dallo zucchero e dai grassi presenti non lascia spazio a dubbi: vanno abbinati vini dolci. Lasciate assolutamente perdere abbinamenti con spumanti brut o demi-sec. Noi preferiamo consigliare un semplice, ma gustoso <a title="Scaffale in enoteca dello Moscato d'Asti" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=237"><strong>Moscato d&#8217;Asti </strong></a>o nella sua versione <strong><a title="Scaffale in enoteca dello Spumante Asti" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=358">spumante</a></strong></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="La Morandina Moscato d'Asti" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MORANMOSC03D.gif" border="0" alt="Moscato d'Asti" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="La Morandina, Moscato d'Asti" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436">La Morandina, Moscato d&#8217;Asti </a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Moscato d&#8217;Asti </strong></div>
<p>Paolo e Giulio Morando sono gli artefici di questo splendido Moscato d&#8217;Asti, dall&#8217;effervescenza gentile, aroma pieno e attraente, gusto equilibrato.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=436">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Vignaioli di Santo Stefano  Moscato d'Asti" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/IVGMSCTAST07D.gif" border="0" alt="Moscato d'Asti Vignaioli di Santo Stefano " width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Vignaioli di Santo Stefano, Moscato d'Asti" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323">La Morandina, Moscato d&#8217;Asti </a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Moscato d&#8217;Asti </strong></div>
<p>Ecco un ottimo Moscato d&#8217;Asti. Eccellente per dessert e fine pasto.  Consigliato.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1323">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Asti Spumante  Mondoro" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/MNDASTIS.gif" border="0" alt="Asti Spumante" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Asti Spumante  Mondoro" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440">Mondoro, Asti Spumante</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Asti Spumante </strong></div>
<p>Racchiuso in una elegante e ricercata bottiglia dal design unico ed eslusivo, questo Asti spumante è divenuto un simbolo di stile e gusto impeccabile.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1440">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<item>
		<title>Balciana Sartarelli : la quinta essenza del Verdicchio.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 17:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;azienda Sartarelli di Poggio San Marcello è una delle piccole-grandi protagoniste dello straordinario recupero di credibilità internazionale compiuto dal Verdicchio jesino in questi anni. La famiglia Chiacchierini, che si avvale della consulenza enologica di Alberto Mazzoni, dedica le sue energie esclusivamente e totalmente al Verdicchio. Piccola, come si diceva, nelle dimensioni aziendali, pressoché familiare la conduzione dell&#8217;azienda, ma grande nei suoi vini.
Il più famoso e legendario è il Balciana figlio dell&#8217;omonimo vigneto situato a circa 300 metri slm in una posizione assai particolare che conferisce a questo vino espressioni sorprendenti ed uniche. Nel periodo delle vendemmie, infatti, si ripetono assai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/631.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_644" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-644" title="balciana" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/vigneti-contrada-balciana.jpg" alt="Saratarelli Balciana vigneti" width="280" height="437" /><p class="wp-caption-text">I vigneti i contrada Balciana dell&#39;omonimo Verdicchio</p></div>
<p>L&#8217;azienda Sartarelli di Poggio San Marcello è una delle piccole-grandi protagoniste dello straordinario recupero di credibilità internazionale compiuto dal <a title="Lo scaffale del Verdicchio dei Castelli di Jesi" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=132">Verdicchio </a>jesino in questi anni. La famiglia Chiacchierini, che si avvale della consulenza enologica di Alberto Mazzoni, dedica le sue energie esclusivamente e totalmente al Verdicchio. Piccola, come si diceva, nelle dimensioni aziendali, pressoché familiare la conduzione dell&#8217;azienda, ma grande nei suoi vini.</p>
<p>Il più famoso e legendario è il <a title="Verdicchio Balciana dell'azienda Sartarelli" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Balciana </a>figlio dell&#8217;omonimo vigneto situato a circa 300 metri slm in una <strong>posizione assai particolare</strong> che conferisce a questo vino espressioni sorprendenti ed uniche. Nel periodo delle vendemmie, infatti, si ripetono assai regolarmente delle <strong>brume mattutine</strong> che all&#8217;epoca fecero ben pensare l&#8217;agronomo\enologo Giancarlo Soverchia sulla buona possibilità dello sviluppo della botritys cinerea sugli acini di Verdicchio. Una vera sfida nel provare a vinificare queste uve attaccate dalla muffa nobile per trarne un vino secco.</p>
<p>Nella Contrada Balciana si iniziarono a diminuire le rese arrivando a circa 70 qli/ha e anche meno con vendemmie tardive e più fasi di raccolta per porre la massima attenzione nella selezione dei chicchi. Il resto è storia. Ormai da diverse vendemmie, il Balciana è divenuto uno dei simboli della rinnovata «volontà di potenza» della denominazione.</p>
<p>Vino di grande spessore, che vi darà belle sensazioni e di cui non ci si stancherà tanto facilmente. Dal colore giallo quasi oro e di densità spinta, al naso presenta profumi intensi di buona qualità e vivacità, all&#8217;inizio fruttati come banana e mela, in un crescendo di odori via via più complessi e profondi.Un tripudio di profumi di ginestra, albicocca e miele che galleggiano su di una nota smaltata di sottofondo. Notevole potenza alcolica, non bruciante ma gradevolmente morbida, con stoffa elegante e finale tipicamente amarognolo.</p>
<p><!-- ###############################  SCHEDA VINO--></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412"><img class="alignleft size-full wp-image-632" style="border: 0pt none;" title="Verdicchio Sartarelli Balciana" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/SALTBALCIAN01B.gif" alt="Verdicchio Balciana" width="64" height="44" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Verdicchio dei Castelli di Jesi, Balciana Sartarelli" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Sartarelli, Balciana </a></h2>
<p>La consueta versione intrigante e di personalità. Affinato  esclusivamente in acciaio, mostra complessità aromatica capace di  coniugare sensazioni tropicali, aromi floreali di ginestra e delicate  sensazioni mielate. Al palato è avvolgente e gustoso, rotondo negli  aromi e morbido nella struttura, che una maggiore freschezza avrebbe  reso ancora più brillante.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=412">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Contadi Castaldi, il Satén per antonomasia.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Saten]]></category>

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		<description><![CDATA[

Contadi  Castaldi nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa,  imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra  Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova  cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo  rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà  quella del Gruppo Moretti: “la qualità come punto di partenza e di  arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio  franciacortino”.
La scelta della sede – la  Fornace Biasca  di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800 – è risultata  congeniale per le caratteristiche ideali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/649.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="size-full wp-image-654 alignleft" title="Una delle massime espressione della contadi castaldi : il saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/saten-franciacorta-contadi-castaldi.jpg" alt="saten franciacorta contadi castaldi" width="280" height="437" /></p>
<p><strong><a title="I Franciacorta di Contadi Castaldi" href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php">Contadi  Castaldi</a></strong> nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa,  imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra  Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova  cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo  rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà  quella del Gruppo Moretti: “<strong>la qualità come punto di partenza e di  arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio  franciacortino</strong>”.</p>
<p>La scelta della sede –<em> la  Fornace Biasca  di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800</em> – è risultata  congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei  <strong><a title="Scaffale in enoteca dello spumante Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">Franciacorta</a></strong>: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, mantengono  la temperatura a un livello ottimale.</p>
<p>Contadi Castaldi, a  differenza di altre aziende della Franciacorta, ha la caratteristica  essenziale di non possedere molto terreno di proprietà, ma ha puntato  piuttosto verso una gestione di carattere associativa. Questo ha  permesso la nascita di una forte classe di piccoli viticoltori<strong> estremamente specializzati </strong>nella gestione dei vigneti a cui Contadi  Castaldi fornisce il necessario supporto tecnico e scientifico grazie ad  una propria rete di consulenti e riunioni periodiche. Ad esempio nel  lontano 1997  l&#8217;azienda realizzò un vigneto sperimentale dove vennero  messe a dimora oltre 15 varietà di viti con l’obiettivo di dimostrare ai  vari conferitori l’impostazione e la gestione di un moderno vigneto “a  spalliera”, nonché il comportamento dei diversi vitigni ammessi dai  disciplinari e di altri che potrebbero dare , in prospettiva  futura,  risultati interessanti.</p>
<p>La filosofia di<a href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php"> Contadi Castaldi </a>è quella di partire dal vigneto, effettuando un  lavoro esasperato al limite del maniacale in campagna per poter  destinare le migliori uve  prima alla trasformazione enologica.</p>
<p>Questa  parte del ciclo trova la massima sintesi nel<strong> lavoro di zonazione</strong> effettuata da Contadi Castaldi al fine di individuare e selezionare i <strong>migliori   cru</strong> per le singole cuvée prodotte.  Difatti per realizzare le singole cuvée è necessario conoscere e  saper interpretare la materia prima espressione di ogni unità  pedoclimatica, di ogni singola particella di vigneto al fine di riconoscerne le potenzialità e prevederne il percorso  evolutivo.<br />
Così il progetto diventa concretezza: selezionando l’uva nei 130 ettari  gestiti dall’azienda, distribuiti in quei 19 comuni, compresi tra le  colline che attorniano il Lago d’Iseo e la pianura bresciana,  autorizzati a produrre Franciacorta.</p>
<p>Produrre una cuvée quindi non significa solo assemblare  vini base per produrre un vino apprezzabile al palato; vuol dire dare  vita ad un prodotto che sia espressione di un territorio per comunicare  un gusto caratteristico e caratterizzante, sinonimo di una personalità  unica, quella di un marchio e di uno stile, riconoscibile in tutti i  vini dell’azienda e tra quelli delle altre aziende.  Realizzare una cuvée è come costruire e  realizzare un progetto che alla fine risulti palpabile, per lo meno al  palato.</p>
<p><strong>Oggi Contadi Castaldi è sinonimo di Ricerca e  Modernità</strong>. In cantina nulla è lasciato al caso: la pressatura è  soffice, diversa per ogni tipologia di uva, per non rovinare il lavoro  fatto in vigna. Anche l’utilizzo di lieviti selezionati, oltre a ridurre  eventuali alterazioni o “rimaneggiamenti” in cantina partecipano alla  realizzazione di un determinato “gusto”. E poi il remuage,  prevalentemente meccanico, con giropallette, una volta concepito come  mezzo per ridurre al minimo i tempi, oggi è realizzato utilizzando  programmi adatti all’ottenimento della qualità.</p>
<p><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/sala-pupitre-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-660 img-ph" title="Sala delle pupitre" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/pupite-thumb.jpg" alt="Sala pupite" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-669 img-ph" title="veduta aerea" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea-thumb.jpg" alt="veduta aerea" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-675 img-ph" title="Contadi Castaldi Franciacorta Soul - Saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-680  img-ph" title="Ingresso azienda" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a class="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi.jpg" rel="lightbox[649]"><img class="alignnone size-full wp-image-684 img-ph" title="contadi castaldi" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a></p>
<p>In Contadi  Castaldi convivono però tecnologie moderne e tradizione; nei luoghi  prima adibiti alla cottura dei mattoni, oggi si trovano pupitre per il  remuage manuale della durata classica di 18 giorni con il quale si  produce ancora qualche migliaia di bottiglie. Percorrere questi cunicoli  è davvero suggestivo!</p>
<p>Contadi Castaldi si è distinta per aver  creato e affinato negli anni il concetto di <a title="Contadi Castaldi  Franciacorta Saten Brut" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=700"><strong>Satén </strong></a>quale  fusione di due ideali tipicamente francesi: “cremant” e “blanc de  blancs”.<strong>Satén quale ponte tra la più classica produzione  spumantistica italiana e la quella francese dello Champagne</strong>.</p>
<p>Un  concetto di morbidezza al palato intesa nel senso meno didattico del  termine, quindi non zuccheri alcoli e polialcoli ma cremosità al palato ,  avvolgenza e assenza di spigolosità date dal perlage finissimo.</p>
<p>E’ così che a Contadi Castaldi un’idea prende  forma e la materia diventa piacere, per il palato, e forse ricordo per  la memoria.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="660" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="660" height="525" src="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Seminario Veronelli Degustazione del 19.06.2009</p>
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		<title>Fattoria San Lorenzo : Il Verdicchio secondo natura.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Natalino Crognaletti della Fattoria San Lorenzo è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e  “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi.
I suoi vini sono sempre il frutto di  quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata.
La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come  lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/619.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-623" title="lavorazioni in fattoria San Lorenzo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/lavorazioni-in-fattoria-san-lorenzo.jpg" alt="Fattoria San Lorenzo e le lavorazioni in cantina" width="280" height="437" />Natalino Crognaletti della <a title="Fattoria San Lorezo e i suoi Verdicchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria San Lorenzo </a>è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e  “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi.</p>
<p>I suoi vini sono sempre il frutto di  quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata.</p>
<p>La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come  lo faceva il nonno Enrico,  tutte le operazioni di  campagna vengono effettuate, osservando la natura, le stelle e i ritmi della natura. Ecco quindi spiegato il motivo del continuo alternarsi delle  peculiarità dei vini da un anno all’altro.</p>
<p>L’assaggio dei suoi <a title="Lo scaffale del Verdicchio dei Castelli di Jesi" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=132">Verdicchi </a>è sempre appagante  fin dal primo attacco fresco e  squillante.  Sorsi che tengono il palato con fermezza, ampia quanto serve,  e ricco di sfumature. Sono vini sinceri fino al termine, conservando dentro la loro anima un pezzetto delle terre marchigiane.</p>
<p>Scopri i vini di <a title="Scopri i vini che puoi acquistare presso l'enoteca everywine" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria  San Lorenzo </a>che puoi acquistare presso la nostra enoteca.</p>
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		<title>99 colombe per far ripartire l&#8217;Aquila.</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[
A quasi un anno  dal terremoto dell&#8217;Aquila, un gruppo di blogger vuole far conoscere i prodotti di  un&#8217;azienda storica dell&#8217;aquilano, attiva dal 1835, Sorelle Nurzia. Vi  lasciamo immaginare le difficoltà che un&#8217;azienda abruzzese può  incontrare oggi in un territorio tutt’ora disastrato.
L&#8217;intento non è di  promuovere una vendita una tantum, ma di far conoscere l&#8217;azienda e i  suoi prodotti, molto apprezzati in una circoscritta area, anche fuori  dal suo ambito tradizionale.  A tale scopo è nato l blog 99 Colombe affinché  l&#8217;Aquila , la vita e le persone possano finalmente tornare a volare.
Vi invitamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/609.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-610" title="sorelle nurzia" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/sorelle-nurzia.jpg" alt="Sorelle Nurzia" width="280" height="540" />A quasi un anno  dal terremoto dell&#8217;Aquila, un gruppo di blogger vuole far conoscere i prodotti di  un&#8217;azienda storica dell&#8217;aquilano, attiva dal 1835, <a href="http://www.sorellenurzia.it">Sorelle Nurzia</a>. Vi  lasciamo immaginare le difficoltà che un&#8217;azienda abruzzese può  incontrare oggi in un territorio tutt’ora disastrato.</p>
<p>L&#8217;intento non è di  promuovere una vendita una tantum, ma di far conoscere l&#8217;azienda e i  suoi prodotti, molto apprezzati in una circoscritta area, anche fuori  dal suo ambito tradizionale.  A tale scopo è nato l <a href="http://99colombe.blogspot.com/">blog 99 Colombe </a>affinché  l&#8217;Aquila , la vita e le persone possano finalmente tornare a volare.</p>
<p>Vi invitamo  anche a leggere la bellissima e motivata lettera che la Dr.ssa Mara  Marinangeli che ha scritto.</p>
<p><em>Cari amici ,</em></p>
<p><em>scrivo  da L&#8217;Aquila  e precisamente da dentro una  casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora  lavorativa dopo il terremoto. Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo  di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo  di proporre il marchio  Sorelle Nurzia che è l&#8217;azienda per la quale  lavoro&#8230;&#8230;non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6  aprile 2009  se non che  invento ogni giorno la mia vita e quella di chi  accanto a me ha deciso di non fermarsi  e di far prevalere l&#8217;ottimismo  innanzitutto.</em></p>
<p><em>Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto  bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il  bicchiere mezzo pieno e  l&#8217;entusiasmo nel vivere la mia vita e nel  cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti . Se si  vuole vedere il nero qui ce n&#8217;è da ogni dove. Basta attraversare la  strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese  fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di  arrivare a Pompei&#8230;più o meno i viaggi della tragedia ormai li  dirottano tutti qui.  Vai dentro  un paese raso a suolo , ti accori,  ti  giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le  persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la  normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all&#8217;appello due  generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.</em></p>
<p><em>Questo  è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che  circonda L&#8217;Aquila. La mia città senza più il suo cuore  pulsante, i  suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99  fontane&#8230;.senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due  bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita  familiare.  Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il  passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare  il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi. Tra queste persone ci  sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall&#8217;11 maggio,  appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo  perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile. Il  terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel  sonno. Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto  riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito  che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l&#8217;energia per non spegnerci  dentro  tanto dolore da cui eravamo circondati. La vita nelle tendopoli  è stata un&#8217;esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi  con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si  pregava prima di mangiare, la scuola dei  bambini conquistata con grande  fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati  senza una guida  o un punto di riferimento di un&#8217;insegnante. Fare la  fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi. A  ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici.  Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti  sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un  minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o  le Misericordie che gestivano  i campi  a fare i rifornimenti ed  agevolarli negli scarichi dei prodotti . Chiudono le tendopoli e arriva  il  Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che  ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni. Ma  il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è  arrivato lo stop fisiologico nel quale l&#8217;azienda ha avuto un calo di  commesse. Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono  fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che  fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati,  negli  alimentari o nei centri commerciali.  Non ho paura ma mi rendo conto che  senza L&#8217;Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori  questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa.  Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone  tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del  mondo del cibo.  Ho 41 anni ed ho  sempre lavorato nel marketing,   guidata da studi accademici  che mi facevano camminare quasi su un  territorio tracciato da altri. Dopo il 6 aprile mi sento  un&#8217;esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva  luoghi e  mosse come se fossi la prima  a scendere su un&#8217;isola deserta. Ripartire ,  o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico  dove non hai più neanche  un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso  modo affascinante. Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a  chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente  capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di  niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un  paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i  pezzi di un puzzle.</em></p>
<p><em>Noi abbiamo deciso di rimanere non senza  vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra  ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un pò  d&#8217;acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando  di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di  cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed  orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi&#8230;.</em></p>
<p><em>Nuova  vita&#8230;nuovi modi di lavorare e produrre. Lavorare sulla  destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero ,   uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale  torroni uguale  Natale ma  piuttosto Sorelle Nurzia &#8230;&#8230;tentazioni tutto l&#8217;anno.</em></p>
<p><em>Ho letto ,  non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici ,  situazioni negative  che cambiano la vita,  di contro ci sono nuove  risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori . Forse  è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle  Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con  patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il  nostro cioccolato del torrone  e ovetti confettati, praline di ogni  tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da  forno.</em></p>
<p><em>Vi invito quindi a visitare il nostro sito  <a href="http://www.sorellenurzia.it">www.sorellenurzia.it</a>,  anzi , mi piacerebbe invitarvi  in fabbrica qui  da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell&#8217;Aquila produttivo e  pieno di vita!!!</em></p>
<p><em>Se poi siete interessati a qualche prodotto o  alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di  darvi ogni consiglio o chiarimento.</em></p>
<p><em>Vi abbraccio </em> <em></em></p>
<p><em>Mara</em></p>
<p><em>PS:  ti prego di tagliare modificare togliere limare insomma accorciare se  serve.   Sono stata un pochino prolissa ma sinceramente io sono così, mi  piace comunicare e visitando il vostro mondo che tu mi hai presentato  perchè mi era un tantino sconosciuto ho avuto quasi un incontro con  tanti amici.</em></p>
<p><em>(Dr.ssa Mara Marinangeli Resp. Progetti  Speciali <a href="http://www.sorellenurzia.it">Sorelle  Nurzia </a>L’Aquila mara.sorellenurzia@gmail.com)</em></p>
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		<title>Casetto dei Mandorli : vino da 3 generazioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a Predappio, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria Casetto dei Mandorli della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna.
Inizialmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/601.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-606" title="casetto dei mandorli Nicolucci" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/casetto-dei-mandorli-nicolucci.jpg" alt="casetto dei mandorli Nicolucci" width="280" height="437" />Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a <a title="Mappa di Predappio" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=predappio&amp;sll=44.106333,11.981657&amp;sspn=0.14249,0.328217&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Predappio+Forl%C3%AC-Cesena,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.109436,11.981149&amp;spn=0.01781,0.041027&amp;t=h&amp;z=15" target="_blank">Predappio</a>, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="http://www.everywine.biz/produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto dei Mandorli</a></strong> della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna.</p>
<p>Inizialmente la proprietà dell’azienda contava appena 5 ettari di vecchie vigne, ma poco distante alle vigne di famiglia c’era un vigneto che faceva gola a Giuseppe Nicolucci. Era la famosa “<a title="Sangiovese di Romagna - Vigna del Generale Predappio di Predappio" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1062">Vigna del Generale</a>” di proprietà del generale sardo Bua Siriana, valoroso combattente della prima guerra mondiale. A Predappio quella vigna, sin dalla metà del secolo scorso era già un mito. Infatti le sue uve erano quelle che al mercato del paese determinano il prezzo di tutte le uve di Sangiovese, risultando sempre le più pagate.</p>
<p>Quello del “Generale” era considerato da tutti il vino più prestigioso della zona e la famiglia Nicolucci di certo non voleva farsi sfuggire un così bell’appezzamento di vigna. Per anni il Generale Bua Siriana rimase in parola con Giuseppe che spingeva per aggiungere quel vigneto alla sua proprietà. Nel 1960 finalmente i 2,5 ettari della vigna vengono acquistati dalla famiglia Nicolucci che in seguito comprerà nel corso degli anni altri terreni circostanti per portare la proprietà agli attuali 15 ettari. Le vigne dei Nicolucci sono collocati ad un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare con esposizione a sud, in zone ben arieggiate e con una composizione di crete mature (argilla matura) che permette un buon drenaggio dei terreni.</p>
<p>Passano gli anni e al padre Giuseppe si affianca in azienda il figlio Alessandro che nel frattempo si è laureato in Agraria a Cesena e specializzato in Enologia a Conegliano Veneto. Da subito Alessandro introduce innovazioni in vigna procedendo al gradualmente rinnovamento di tutti i vecchi vigneti selezionando personalmente le marze migliori da cloni di sangiovese già presenti nel vigneto. I nuovi vigneti, tutti a cordone speronato, vengono impiantati con maggior densità per ottenere una minor resa per pianta e più qualità in vigna.</p>
<p>Alla Fattoria Casetto  dei Mandorli la raccolta è tutta manuale. Le fermentazioni vengono fatte separatamente, vigna per vigna, con tempi più brevi rispetto al passato, pratiche di “delastage” più frequenti, che consentono una parziale eliminazione dei vinaccioli, portatori di tannini verdi, maggior estrazione e stabilizzazione del colore, più travasi, il tutto per ottenere vini meno aggressivi, più rotondi, eleganti ma sempre espressivi del territorio.</p>
<p>L’affinamento in legno è in gran parte in botti o tonneau, poche le barrique di Allier, tutte collocate nelle vecchie cantine d’epoca medievale adiacenti all’antica rocca.</p>
<p>Fattoria Casetto dei Mandorli è la tipica azienda vitivinicola dove la cultura famigliare si concretizza nell&#8217;amore per la terra ed uno dei suoi frutti migliori: il vino.</p>
<p>Scopri tutti vini della Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="../../produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto   dei Mandorli</a></strong></p>
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		<title>Sulle vie del Rosso Conero</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 06:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso Conero]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Cónero una tipicità impossibile altrove.
Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/566.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-570" title="il rosso conero delle marche" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/il-rosso-conero-delle-marche.jpg" alt="il rosso conero delle marche" width="280" height="420" />Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno <strong>Montepulciano </strong>di esprimere nel <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> una tipicità impossibile altrove.</p>
<p>Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la sua posizione centrale con un clima ancora mediterraneo a ridosso delle correnti favorevoli che provengono dai Balcani. Una sorta di zona franca in cui più che la tecnica conta ancora molto il terroir. Sulle colline affacciate sul mare o sulle marne calcaree, sulle piattaforme argillose o sui terreni sabbiosi, vive un clone del vitigno rosso Montepulciano, dalle caratteristiche differenti dai cloni della stessa famiglia che crescono in Umbria ed Abruzzo. Un vitigno che più di ogni altro luogo in Italia riproduce fedelmente le peculiarità della sua terra madre. Concepito in condizioni ambientali uniche, e pertanto diverso nei profumi e nel gusto a secondo degli influssi che ha subito in vigna: aggrappato a scoscesi costoni, disteso su morbide colline o esposto alle brezze che giungono dalla costa. Tutte situazioni che conferiscono a questo vino un dono sempre differente, sempre unico che restitusce al degustatore il terroir del Rosso Conero.</p>
<p>Oggi il Rosso Conero allevato nei soli 190 ettari alle spalle di Ancona è un grande vino, per lo meno in tutte le versioni di punta delle molte aziende come la <a title="Pagina dell'azienda Umani Ronchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/umani-ronchi-224.php">Umani Ronchi</a>, <a title="Pagina dell'azienda Moroder" href="http://www.everywine.biz/produttore/moroder-54.php">Moroder </a>, le <a title="Pagina dell'azienda Fattoria Le Terrazze" href="http://www.everywine.biz/produttore/terrazze-140.php">Fattorie Le Terrazze</a> o<a title="Pagina dell'azienda Silvano Strologo" href="http://www.everywine.biz/produttore/strologo-198.php"> Silvano Strologo</a> che si prodigano nella sua rivalutazione: concentrazione, profumi intensamente pieni e fruttati, inconfondibile complessità e longevità sono segni ormai facilmente riscontrabili. E già si parla della famigerata Docg che potrebbe sancire molti anni di duro lavoro. I punti per questo passaggio sono molti, ma non tutti insormontabili. Ad esempio l&#8217;abbassamento della resa di uve per ettaro da 140 quintali a 80 è un valore già soddisfatto da quasi tutti i vini di punta di molte aziende della zona. Si parla anche di una struttura di denominazioni d&#8217;origine a cascata sull&#8217;esempio del Montepulciano o del Brunello di Montalcino. La discussione continua sull&#8217;introduzione di altri vitigni nella Doc o su argomenti più tecnici come la modifica di alcuni parametri chimici del vino. Su una cosa comunque sembrano essere tutti d&#8217;accordo: se sarà Docg si chiamerà semplicemente Conero.</p>
<p>Le caratteristiche del Rosso Conero suggeriscono stimolanti matrimoni d&#8217;amore con svariate preparazioni della cucina marchigiana. Generoso come le genti del monte, caldo e rosso come i tramonti che si spengono sul mare, questo vino è un autentico dono della natura. Lo gusterete con le carni d&#8217;agnello, di manzo e di pollo, con i &#8220;gnocchi&#8221;, i &#8220;vincisgrassi&#8221; &#8211; lasagne marchigiane &#8211; e i tortellini. E&#8217; estremamente interessante notare come qui la tradizione dia luogo ad una singolare eccezione: in qualsiasi regione d&#8217;Italia, i piatti di pesce vengono accompagnati da vino bianco, gli abitanti del Conero al contrario ,soprattutto pescatori sono abituati da millenni ad accompagnare le loro pietanze saporite e speziate come il Brodetto o il Guazzetto con il vino rosso delle loro colline.</p>
<p>Scopri i <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> presenti in enoteca.</p>
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		<title>101 vini da bere almeno una volta nella vita spendendo molto poco</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[
﻿Un viaggio il vigneto Italia alla scoperta della miniera inesauribile di sensazioni e gusti che il nostro bel paese ci regala. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia 101 etichette da scegliere, nessuna delle quali supera i 10 euro ( attenziopne i prezzi riposrati  sono quelli sorgente in cantina ed iva eslusa ndr ) con poche e rare eccezioni da segnalare per l’incredibile valore del rapporto qualità e prezzo.
Centouno indirizzi per scoprire le nuove sentinelle del gusto e dell’ambiente,  spesso fuori dai riflettori mediatici. Una miniera di informazioni e una  piacevole lettura ricca di sorprese e novità per chi pensa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/558.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>﻿<img class="alignleft size-full wp-image-559" title="101 vini da bere spendendo poco - Luciano Pignataro" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/101-vini.jpg" alt="101 vini da bere spendendo poco - Luciano Pignataro" width="200" height="378" />Un viaggio il vigneto Italia alla scoperta della miniera inesauribile di sensazioni e gusti che il nostro bel paese ci regala. Dalla Val d’Aosta alla Sicilia 101 etichette da scegliere, nessuna delle quali supera i 10 euro ( <em>attenziopne i prezzi riposrati  sono quelli sorgente in cantina ed iva eslusa ndr </em>) con poche e rare eccezioni da segnalare per l’incredibile valore del rapporto qualità e prezzo.</p>
<p>Centouno indirizzi per scoprire le nuove sentinelle del gusto e dell’ambiente,  spesso fuori dai riflettori mediatici. Una miniera di informazioni e una  piacevole lettura ricca di sorprese e novità per chi pensa di sapere già tutto  sul vino.</p>
<p>&#8220;Questo &#8211; sottolinea l&#8217;autore Lucinao Pignataro &#8211; è il primo libro italiano nella piccola storia  dell&#8217;editoria enologica in cui Nord, Centro e Sud con Isole sono equamente  distribuiti nelle presenze. Una scelta certo non facile, ma il segnale forte di  come, nel rispetto delle tradizioni e dei successi, sia venuto il momento di  guardare l&#8217;Italia senza letture pre-costituite, è il momento davvero di cambiare  pagina rispetto a rituali liturgici un po&#8217; stanchi e ripetitivi. Poi il lettore,  anzi, il consumatore, sceglierà&#8221;.</p>
<p><a title="Link ad IBS per acquistare il libro" href="http://www.ibs.it/code/9788854116214/pignataro-luciano/centouno-vini-bere.html">101 VINI DA BERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA SPENDENDO MOLTO POCO</a><br />
Pignataro Luciano<br />
Newton Compton<br />
Prezzo di copertina 14,90 Euro<br />
<strong></strong></p>
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		<title>Lo spumante è morto !</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ecco una notizia che aspettavamo da tempo :  Lo spumante è morto !!
O meglio la parola spumante &#8220;è morta, non esiste più. Perché è banalizzante. Non si può fare di tutta un&#8217;erba un fascio, con dentro il dolce Asti, il fresco Prosecco e il più complesso Franciacorta.  Meglio parlare di denominazioni, che valorizzano le specifiche metodologie di produzione, le aziende vitivinicole, le aree a vocazione spumantistica.&#8221; A dirlo è  il presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta Maurizio Zanella.
Perché continuare a generare ulteriore confusione sulle nostre bollicine ognuna dotata di piena dignità e personalità, che il consumatore deve abituarsi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/545.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-554" title="franciacorta asti prosecco" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/franciacorta-asti-prosecco.jpg" alt="franciacorta asti prosecco" width="280" height="340" />Ecco una notizia che aspettavamo da tempo :  <strong>Lo spumante è morto</strong> !!</p>
<p>O meglio la <strong>parola spumante</strong> &#8220;è morta, non esiste più. Perché è banalizzante. Non si può fare di tutta un&#8217;erba un fascio, con dentro il dolce <a title="Scaffale in enoteca dell'Asti spumante" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=358">Asti</a>, il fresco <a title="Scaffale in enoteca del Prosecco" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=355">Prosecco </a>e il più complesso <a title="Scaffale in enoteca del Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">Franciacorta</a>.  Meglio <strong>parlare di denominazioni, che valorizzano le specifiche metodologie di produzione</strong>, le aziende vitivinicole, le aree a vocazione spumantistica.&#8221; A dirlo è  il presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta Maurizio Zanella.</p>
<p>Perché continuare a generare ulteriore confusione sulle nostre bollicine ognuna dotata di piena dignità e personalità, che il consumatore deve abituarsi a chiamare con il proprio nome, ovvero Franciacorta , Trento, Oltrepò Pavese, Asti e Prosecco.</p>
<p>E&#8217; un piccolo passo verso una sana valorizzazione dei nostri prodotti, al fine di esaltare e raccontare una storia ed una tradizione dietro ogni specifica denominazione. Noi ci crediamo e per quanto possibile porteremo avanti questa nuova filosofia.  Chapeau !!!</p>
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		<item>
		<title>Benvenuto Brunello : edizione 2010</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/02/benvenuto-brunello-edizione-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello di Montalcino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Benvenuto Brunello a Montalcino Fortezza 19, 20, 21 e 22 febbraio 2010
A partire dal 19 febbraio prossimo, alla Fortezza di Montalcino, sarà protagonista l’annata 2005 del Brunello che verrà presentata ufficialmente alla stampa e agli operatori, nel corso del consueto appuntamento “Benvenuto Brunello” che ormai dal 1993 si tiene nel comune toscano. In attesa dell’evento, una quattro giorni che porterà nella città di uno dei vini simbolo del made in Italy circa 200 giornalisti italiani e stranieri e oltre tremila professionisti del settore.
Il venerdì e sabato sono riservati ai giornalisti invitati ufficialmente dal consorzio mentre  la domenica e il lunedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/535.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-539" title="consorzio del Brunello di Montalcino" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/consorzio-del-brunello-di-montalcino.jpg" alt="consorzio del Brunello di Montalcino" width="200" height="137" />Benvenuto Brunello</strong> a Montalcino Fortezza 19, 20, 21 e 22 febbraio 2010</p>
<p>A partire dal 19 febbraio prossimo, alla Fortezza di Montalcino, sarà protagonista l’annata 2005 del Brunello che verrà presentata ufficialmente alla stampa e agli operatori, nel corso del consueto appuntamento “<a title="Consorzio Brunello di Montalcino" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank">Benvenuto Brunello</a>” che ormai dal 1993 si tiene nel comune toscano. In attesa dell’evento, una quattro giorni che porterà nella città di uno dei vini simbolo del made in Italy circa 200 giornalisti italiani e stranieri e oltre tremila professionisti del settore.</p>
<p><strong>Il venerdì e sabato sono riservati ai giornalisti invitati ufficialmente dal consorzio mentre  la domenica e il lunedi sono dedicati  per operatori e appassionati.</strong></p>
<p>Ecco alcuni consigli d&#8217;uso :</p>
<ul>
<li>è tassativamente vietato l&#8217;ingresso ai minori di 16anni se non accompagnati da un maggiorenne</li>
<li>è consigliabile arrivare di primia mattina onde evitare lunghe code e attese dovute al fatto che una volta piena la struttura finchè non esce qualcuno nessuno entra, oltretutto troverete i produttori freschi e l&#8217;atmosfera ideale per fare un bel giro di degustazione</li>
<li>è estremamente difficile che nei giorni dell&#8217;eveneto potrete visitare le aziende della zona in quanto quasi tutte impegnate nella manifestazione. In caso programmate una sosta sino al martedi quando le aziende rientrate a casa saremo liete di ospitarvi</li>
<li>per chi volesse dormire a Montalcino a parte i vari agriturismi, che però per una notte sola spesso non sono disponibili, possiamo inveceb consigliarvi l&#8217;<a title="Hotel Al Brunello a Montalcino" href="http://www.hotelalbrunello.it/" target="_blank">hotel Al Brunello</a> che si trova a soli 15 minuti da Montalcino</li>
<li>dato il grande affliusso di gente alla manifestazione rendon quasi introvabili i parcheggi. Cercate quelli con un servizio di navetta</li>
</ul>
<p>Allora buon divertimento e buone degustazioni di <a title="Scaffale in enoteca del Brunello di Montalcino" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=118" target="_self">Brunello </a>e <a title="Scaffale in enoteca del Rosso di Montalcino" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=203" target="_self">Rosso di Montalcino</a></p>
<p>In attesa di degustare le nuove annate 2005 che saranno in commercio tra vari mesi  ecco un breve <em>excursus<strong> </strong></em><strong>sull&#8217;annata 2004 </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MaSS7Mn5oAo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/MaSS7Mn5oAo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>È on-line il futuro del vino: intervista su DeVinis</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/02/e-on-line-il-futuro-del-vino-intervista-su-devinis/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'enoteca]]></category>
		<category><![CDATA[DeVinis]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;anno appena terminato ricco di avvenimenti (crisi economica, Nobel per la Pace a Barack Obama, etc.) e ricorrenze storiche (vent’anni del Muro di Berlino e di Piazza Tienanmen), ha segnato anche i quarant’anni del web. Uno strumento, che dal ‘69 a oggi ha modificato il nostro agire quotidiano. In particolare il 2009 è stato anche il decimo compleanno della new economy.
Per l&#8217;occasione siamo stati intervistati da Lorenzo Simoncelli autore dell&#8217;articolo pubblicato su DeVinis, la rivista dell&#8217;AIS (Associazione Italiana Sommelier ) per fare il punto sulla situazione delle enoteche online.
Se raffrontato al panorama europeo, lo scenario del web italiano non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/525.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-527" title="devinis ais sommelier" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/devinis-ais-sommelier.jpg" alt="Rivista DeVinis ais sommelier" width="186" height="255" />L&#8217;anno appena terminato ricco di avvenimenti (crisi economica, Nobel per la Pace a Barack Obama, etc.) e ricorrenze storiche (vent’anni del Muro di Berlino e di Piazza Tienanmen), ha segnato anche i quarant’anni del web. Uno strumento, che dal ‘69 a oggi ha modificato il nostro agire quotidiano. In particolare il 2009 è stato anche il decimo compleanno della new economy.</p>
<p>Per l&#8217;occasione siamo stati intervistati da Lorenzo Simoncelli autore dell&#8217;<strong>articolo pubblicato su DeVinis</strong>, la rivista dell&#8217;<a title="Sito ufficiale dell'Associazione Italiana Sommelier" href="http://www.sommelier.it/rivista.asp" target="_blank">AIS</a> (<em>Associazione Italiana Sommelier</em> ) per fare il punto sulla situazione delle <a title="Enoteca on-line  Everywine" href="http://www.everywine.biz" target="_self">enoteche online</a>.</p>
<p>Se raffrontato al panorama europeo, lo scenario del web italiano non è dei più incoraggianti.  Purtroppo Internet è entrato nelle nostre vite  con molto ritardo e tutt’oggi le connessioni wireless non sono ancora del tutto &#8220;ottimizzate&#8221;, soprattutto in alcune aree. Ad ogni modo stiamo cominciando a recuperare il divario che in primis è sopratutto culturale. In Italia, a differenza di molti paesi europei, sino a qualche anno fa non si era  abituati ad acquistare a distanza ( <em>via catalogo cartaceo  o via web )</em> .</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;indubbia diffidenza del mezzo e verso di chi è dall&#8217;altro capo del &#8220;cavo&#8221;.  Dal canto nostro cerchiamo ogni giorno di avvicinarci sempre più al nostro cliente e lo facciamo con il massimo della professionalità che ci accompagna da oltre 9 anni. Le sfide future sono ancora tante, ma cerchiamo di vedere il futuro in maniera rosea.</p>
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		<title>Anteprima Amarone 2006</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/01/anteprima-amarone-2006/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 20:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;Amarone della Valpolicellaha sempre goduto di un buon successo come tipologia. Per gli amanti di questa tipologia c&#8217;è un occasione quasi impertibile questo sabato 30 e domenica 31 gennaio a Verona, dove si svolgerà presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita, la presentazione in anteprima dell&#8217;annata 2006 .
&#8220;Amarone in Anteprima 2006&#8243; vedrà, come nelle edizioni dedicate alle precedenti annate, la partecipazione . Il programma prevede la degustazione dei numerosi vini valpolicellesi  per il pubblico con biglietto di ingresso (10 euro) per sabato 30 gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 e domenica 31 dalle ore 10.00 alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/514.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-519" title="logo anteprima amarone 2006" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/01/logo_anteprima_amarone_2006.jpg" alt="" width="322" height="206" />L&#8217;<strong><a title="Scaffale in enoteca dell'Amarone della Valpolicella" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=175">Amarone della Valpolicella</a></strong>ha sempre goduto di un buon successo come tipologia. Per gli amanti di questa tipologia c&#8217;è un occasione quasi impertibile questo sabato 30 e domenica 31 gennaio a Verona, dove si svolgerà presso la sede dell&#8217; Ente Fiera di Verona &#8211; Sala Margherita, la presentazione in anteprima dell&#8217;annata 2006 .</p>
<p>&#8220;Amarone in Anteprima 2006&#8243; vedrà, come nelle edizioni dedicate alle precedenti annate, la partecipazione . Il programma prevede la degustazione dei numerosi vini valpolicellesi  per il pubblico con biglietto di ingresso (10 euro) per sabato 30 gennaio dalle ore 16.00 alle 19.00 e domenica 31 dalle ore 10.00 alle 18.00.</p>
<p>Secondo le dichiarazioni del Consorzio di tutela  l&#8217;annata 2006  &#8221; ha caratteristiche molto interessanti, ma diverse dal 2005, che evidenziano il segno del territorio rispetto al metodo di produzione&#8221;.</p>
<p>Vogliamo dare un solo consiglio a chi vorrà partecipare:  L&#8217;Amarone comincia ad esprimere le sue potenzialità a distanza di almeno 5-6 anni dal millesimo. Quindi, giudicate sempre i campioni degustati  &#8220;guardandoli&#8221; ed immaginandoli tra qualche anno e provando a vedere se ci sono delle buone premesse, se L&#8217;Amarone degustato è vinificato secondo i vostri gusti, ma soprattutto chiedete sempre al produttore in quale stato di evoluzione si trova il vino che state assaggiando, ovvero se si tratta di un campione spillato ancora dalla botte, di un vino già pronto per l&#8217;immissione in commercio o di un prodotto ancora in fase di affinamento.</p>
<p>Quindi assaggiate, confrontate,  ma cercate di dare nessun giudizio troppo drastico e definitivo. In fondo il modo del vino è bello anche per questo.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale  <a href="http://www.consorziovalpolicella.it/index.php?lang=it">www.consorziovalpolicella.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Golosi d&#8217;eccezione</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/11/golosi-d-eccezione/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>

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		<description><![CDATA[
I personaggi che nel corso della storia furono assidui consumatori e convinti assertori del cioccolato non si contano : Goldoni nelle sue commedie elogia le qualità della meravigliosa bevanda. Sempre a Venezia, Giacomo Casanova era un grande sostenitore delle sue qualità afrodisiache e per questo sembrerebbe ne facesse un largo consumo. L&#8217;abitudine di bere cioccolata nei conventi durante il XVII secolo è documentato persino dal Manzoni ne &#8221; I promessi Sposi&#8221; , nel brano in cui la madre superiora, offre alla futura Monaca di Monza, una fumante tazza di cioccolato con l&#8217;intento di addolcire l&#8217;impatto con le asprezze della vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/460.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_466" class="wp-caption alignleft" style="width: 268px"><img class="size-full wp-image-466 " title="Alessandro Manzoni" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/11/alessandro-manzoni.jpg" alt="alessandro-manzoni" width="258" height="298" /><p class="wp-caption-text">Persino Alessandro Manzoni menzionò il cioccolato nella sua opera più celebre : &quot;I Promessi Sposi&quot;</p></div>
<p>I personaggi che nel corso della storia furono assidui consumatori e convinti assertori del <a title="Il cioccolato" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/scaffali/cioccolata-50.php"><strong>cioccolato</strong> </a>non si contano : <strong>Goldoni</strong> nelle sue commedie elogia le qualità della meravigliosa bevanda. Sempre a Venezia, <strong>Giacomo Casanova</strong> era un grande sostenitore delle sue qualità afrodisiache e per questo sembrerebbe ne facesse un largo consumo. L&#8217;abitudine di bere cioccolata nei conventi durante il XVII secolo è documentato persino dal <strong>Manzoni</strong> ne &#8221; I promessi Sposi&#8221; , nel brano in cui la madre superiora, offre alla futura Monaca di Monza, una fumante tazza di cioccolato con l&#8217;intento di addolcire l&#8217;impatto con le asprezze della vita monastica.</p>
<p> La regina <strong>Maria Antonietta</strong> poi viaggiava sempre con il suo maestro cioccolatiere personale, <strong>Napoleone Bonaparte</strong> beveva una tazza di cioccolato ogni sera, per ritemprare anima e corpo, mentre <strong>Mozart</strong> e <strong>Da Ponte</strong> ne decantavano la gradevolezza in &#8220;Così fan tutte&#8221;.</p>
<p> Lo stesso <strong>Voltarire</strong>, dicono, consumasse, nell&#8217;arco di metà giornata, una dozzina di tazze di cioccolata ritenendola sostanziosa e graditissima al palato. Anche <strong>Goethe</strong> amava follemente il cioccolato tanto da offrire fiori e cioccolatini per conquistare i favori dell&#8217;amata.</p>
<p>Tra i musicisti, da <strong>Ciaikovsky</strong> o <strong>Strauss</strong>; tra gli scrittori, da <strong>D&#8217;Annunzio</strong> a <strong>Stendhal</strong>. Nella strada di Swann anche Marcel Proust scriveva: &#8221; <em>&#8230; ci veniva offerta una crema al cioccolato fuggitiva e leggera&#8230;</em> &#8221;</p>
<p><strong>ALCUNI SUGGERIMENTI SUGLI ABBINAMENTI:<br />
</strong>L&#8217;abbinamento vino cioccolato è croce e delizia di ogni enotecaio che si rispetti. E&#8217;  un abbinamento difficile, ma non è impossibile. Provate con alcuni dei nostri suggerimenti e fatreci sapere<br />
<!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=744"><img class="alignnone size-full wp-image-214" style="border: 0px;" title="Barolo Chinato -  Cocchi" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/CCBRAROLCHND.gif" border="0" alt="Barolo Chinato" width="64" height="83" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Barolo Chinato Cocchi" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=744">Cocchi, Barolo Chinato</a></h2>
<p><strong>Italia, Barolo chinato </strong></p>
<p>Prodotto dall&#8217;infusione di erbe scelte e opportunamente dosate in un Barolo di grande pregio, il &#8220;Chinato&#8221; di Cocchi è apprezzato per l&#8217;equilibrio e l&#8217;armonia del profumo, l&#8217;immediata gradevolezza del gusto e la persistenza aromatica. Oggi lo si sta riscoprendo e viene collocato, a differenza del passato, tra i vini da meditazione in alternativa al Porto, al Marsala o ai passiti liquorosi.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=744">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=967"><img class="alignnone size-full wp-image-214" style="border: 0px;" title="Williams &amp; Humbert, Collection Pedro Ximenez 12 Años" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/WHPDRXMRSXIIJ.gif" border="0" alt="Pedro Ximenez Sherry" width="64" height="25" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Scheda dettagliata dell Sherry Pedro Ximenez " onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=967">Williams &amp; Humbert, Collection Pedro Ximenez 12 Años</a></h2>
<div><strong>DO Sherry Pedro Ximenez</strong></div>
<p><strong> </strong>Dal colore tra il ruggine e il castano, al naso si mostra ricco con una domante tipica di ossidato, ferroso, sul sottofondo di uvetta e noci che col tempo diventa caffè e un profondo soffio alcolico. Al gusto si mostra di buona eleganza e compezza, penetrante e speziato, con una vena acida e di legni fini che nasce a mezza bocca e si prolunga all&#8217;infinito.</p>
<p> </p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=967">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Vino Novello</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/il-vino-novello-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Novello è il primo vino dell&#8217;anno ed è preparato immediatamente dopo la vendemmia per poi essere consumato entro breve tempo, senza lasciarlo invecchiare. Gli antesignani di questo tipo di produzione a livello industriale sono stati i francesi della regione del Beaujolais, che prima della guerra e solo nelle annate precoci, spedivano delle piccole partite di &#8220;vin nouveau o de primeur&#8221; nei locali di Lione.  Era un piccolo vino, fruttato, gradevole e senza pretese, ottenuto dalle uve Gamay, che per le sue caratteristiche di freschezza e anche per la novità, riscuoteva un grande successo tra il pubblico.
La sua vendita è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/435.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_442" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-442 " title="castagne" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/castagne1.jpg" alt="castagne" width="280" height="340" /><p class="wp-caption-text">Vino Novello e castagne. Il più tipico degli abbinamenti autunnali</p></div>
<p>Il <a title="Il Vino Novello" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/track/blog');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=251"><strong>Novello</strong> </a>è il primo vino dell&#8217;anno ed è preparato immediatamente dopo la vendemmia per poi essere consumato entro breve tempo, senza lasciarlo invecchiare. Gli antesignani di questo tipo di produzione a livello industriale sono stati i francesi della regione del Beaujolais, che prima della guerra e solo nelle annate precoci, spedivano delle piccole partite di &#8220;vin nouveau o de primeur&#8221; nei locali di Lione.  Era un piccolo vino, fruttato, gradevole e senza pretese, ottenuto dalle uve Gamay, che per le sue caratteristiche di freschezza e anche per la novità, riscuoteva un grande successo tra il pubblico.</p>
<p>La sua vendita è stata marginale sino agli anni Settanta quando alcuni commercianti e vignaioli decisero che per il Beaujolais Noveau era il momento di partire all&#8217;assalto dei negozi di Parigi e del mondo intero: di fatto, si era creata un&#8217;occasione di mercato per una produzione, in particolare quella del Bas Beaujolais, che aveva pochi sbocchi commerciali. Successivamente un decreto del Governo francese del 5 novembre 1985 fissò il deblocage &#8211; cioè l&#8217;inizio della vendita &#8211; al terzo giovedì di novembre d&#8217;ogni anno. E&#8217; seguita poi un&#8217;abile campagna di comunicazione, che ha fatto diventare questa data un evento spettacolare di livello mondiale: alla mezzanotte, sotto l&#8217;egida dello slogan &#8220;Le Beaujolais Nouveau est arrivé&#8221;, macchine, camion e aerei come in una moderna operazione militare partono dalle cantine e trasportano in brevissimo tempo le casse di Beaujolais in tutto il mondo &#8211; non senza incidenti gravissimi causati dalla fretta &#8211; dall&#8217;America al Giappone e naturalmente in Europa.</p>
<p>Il successo è stato tanto e tale che anche altre regioni vinicole francesi &#8211; incluso Bordeaux &#8211; seguirono l&#8217;esempio del Beaujolais. Ed anche l&#8217;Italia non si è lasciata sfuggire questa ghiotta occasione: sul finire degli anni Settanta, alcuni produttori (il primo è stato Angelo Gaja, seguito poi da Antinori) hanno iniziato a produrre le prime bottiglie di novello e da allora la produzione si è diffusa in tutte le regioni d&#8217;Italia utilizzando più di 60 diversi vitigni (sangiovese, merlot, barbera, corvina, rondinella, molinara, cabernet, marzemino …..) , a seconda dell&#8217;area di provenienza.</p>
<p><strong>COME NASCE IL NOVELLO</strong><br />
La moderna scienza enologica deve molto agli intuizioni di Pasteur, uno dei più grandi chimici e biologi dell&#8217;Ottocento, che studiò per molti anni il vino e soprattutto la fermentazione e i suoi processi. E proprio da una sua intuizione sulla differenza d&#8217;odore e di sapore tra dei grappoli posti sotto una campana di vetro satura di anidride carbonica e quelli semplicemente conservati all&#8217;aria che il professor Flanzy nel 1934 sviluppò la tecnica di vinificazione per macerazione carbonica.</p>
<p><strong>La vinificazione del novello è abbastanza diversa da quella di un rosso tradizionale</strong>, ma non solo perché quest&#8217;ultima è molto più rispettosa dei processi di maturazione. La vinificazione per macerazione carbonica consiste nell&#8217;introdurre in un contenitore delle uve intere perfettamente sane per poi provocare l&#8217;asfissia delle cellule, con dell&#8217;anidride carbonica proveniente sia dalla fermentazione di un po&#8217; di mosto &#8211; è il metodo del Beaujolais &#8211; sia immettendola meccanicamente. In entrambi i casi l&#8217;anidride carbonica svolge anche il compito di svuotare dall&#8217;aria il contenitore. La fermentazione in questo modo si svolge all&#8217;interno dell&#8217;acino, per via intracellulare, e la produzione di alcool favorisce il disfacimento delle sostanze coloranti e aromatiche contenute nella buccia degli acini. Al termine della macerazione carbonica, l&#8217;uva è tolta dal contenitore e pigiata.</p>
<p>Poi nell&#8217;arco di 24/36 ore, a fermentazione alcolica terminata, si effettua la svinatura e si può procedere alla stabilizzazione e all&#8217;imbottigliamento. Secondo la legislazione italiana, il periodo di vinificazione non può essere inferiore a 10 giorni dall&#8217;inizio della vinificazione e in fase di imbottigliamento il vino novello deve contenere almeno il 30% di vino ottenuto dalla macerazione carbonica di uva intera. La gradazione alcolica non deve essere inferiore a 11% in volume ed il contenuto minimo degli zuccheri residui non deve superare i 10 grammi litro. Il vino così ottenuto ha delle caratteristiche organolettiche di vivacità e di freschezza molto pronunciate: il colore è di un rosso porpora, violaceo, l&#8217;olfatto è spiccatamente fruttato e il gusto, molto gradevole e beverino. Il novello può essere un Vino da tavola o a Indicazione geografica tipica oppure a Denominazione di origine controllata.</p>
<p><strong>COME ABBINARLO E QUANDO CONSUMARLO</strong><br />
Uno dei motivi che hanno decretato il successo del Novello è la versatilità dell&#8217;abbinamento. In particolare il rosso, può essere accostato, infatti, a tutte le pietanze, dall&#8217;antipasto al formaggio, dalla carne al pesce, senza particolari controindicazioni. Un calice di Novello può accompagnare un pasto veloce ed una merenda più sostanziosa, ma anche castagne arrosto o lesse.</p>
<p>Per assicurare il massimo della godibilità, è bene servirlo fresco. La temperatura può essere abbassata fino a 10 gradi per piatti con sapori più marcati (salumi, formaggi). E&#8217; consigliabile una temperatura più elevata 14 gradi per minestre, pesce e frittate. I Novelli bianchi si consumano preferibilmente a 8 gradi con preparazioni a base di pesce e verdure.</p>
<p>Che sia rosso o bianco, il novello va gustato nelle prime settimane: c&#8217;è chi a fine dicembre lo considera già vecchio. E&#8217; forse esagerato, ma comunque non andare oltre febbraio: si perderebbero le sue peculiarità, come il profumo-sapore fruttato, e la freschezza svanirebbe inevitabilmente.</p>
<p>I nostri <a title="Scaffale del VIno Novello in vendita presso la nostra Enoteca" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=251"><strong>Vini Novelli</strong></a> li trovate nella nostra enoteca al relativo scaffale a partire sempre dal 6 novembre ( <em>come da Decreto Ministeriale</em> ) dell&#8217;anno in corso.</p>
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		</item>
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		<title>Acquisti sempre più sicuri sulla nostra enoteca</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/acquisti-sicuri-sulla-nostra-enoteca/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 06:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'enoteca]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da oggi i tuoi acquisti online sono ancora più sicuri con i servizi MasterCard SecureCode e Verified by Visa a cui la nostra enoteca ha aderito da qualche tempo.
Di che si tratta ? 
MasterCard SecureCode/Verified by Visa sono codici di sicurezza, da utilizzare esclusivamente per gli acquisti online sui siti convenzionati tra cui trovate anche anche la nostra enoteca (Everywine.biz) .
Sono codici o password definiti solo ed sclusivamente dal titolare della carta e assicurano quindi una maggiore protezione per gli acquisti online. Vengono richiesti durante la fase di acquisto ( generalmente è l&#8217;ultimo step ) per poter completare la transazione in completa sicurezza.
Vengono protetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/477.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-482" title="acquisti in sicurezza" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/acquisti-in-sicurezza.jpg" alt="acquisti in sicurezza" width="148" height="263" />Da oggi i tuoi <strong>acquisti online sono ancora più sicuri</strong> con i servizi MasterCard SecureCode e Verified by Visa a cui la nostra enoteca ha aderito da qualche tempo.</p>
<p><strong>Di che si tratta ?</strong> <br />
MasterCard SecureCode/Verified by Visa sono <strong>codici di sicurezza</strong>, da utilizzare esclusivamente per gli <strong>acquisti online</strong> sui siti convenzionati tra cui trovate anche anche la nostra enoteca (Everywine.biz) .</p>
<p>Sono codici o password definiti solo ed sclusivamente dal titolare della carta e assicurano quindi una maggiore protezione per gli acquisti online. Vengono richiesti durante la fase di acquisto ( <em>generalmente è l&#8217;ultimo step</em> ) per poter completare la transazione in completa sicurezza.</p>
<p><strong>Vengono protetti i dati personali?</strong><br />
Assolutamente  sì. I dati personali sono trasmessi utilizzando un elevato livello di crittografia e sono archiviati su un server protetto.</p>
<p><strong>Il MasterCard SecureCode e il Verified by Visa hanno un costo aggiuntivo?<br />
</strong>No, il servizio è completamente gratuito.</p>
<p><strong>Come possono essere attivati i codici di sicurezza ?</strong><br />
Contatta la tua banca e verifica le procedure in filiale o direttamente online per creare i codici di sicurezza. Difatti per alcune banche il codice viene creato automaticamente a prima volta che si acquista online mediante un sito Web certificato. Aapparirà una maschera che permette di registrarsi, creare i codici di sicurezza e di concludere così l&#8217;acquisto.</p>
<p>Ponete sempre attenzione a disabilitare i software che bloccano le finestre popup poiché potrebbero interferire con l&#8217;uso di SecureCode/Verified by Visa.</p>
<p><strong>È possibile utilizzare MasterCard SecureCode e il Verified by Visa da un computer diverso da quello utilizzato per effettuare la registrazione?</strong><br />
 Sì, questo è uno dei vantaggi. Una volta effettuata la registrazione, è possibile fare acquisti da qualsiasi computer.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I sapori del bosco. Cucinare con castagne, marroni, funghi e tartufi</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/i-sapori-del-bosco-cucinare-con-castagne-marroni-funghi-e-tartufi/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>
		<category><![CDATA[tartufi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.everywine.biz/bacheca/?p=490</guid>
		<description><![CDATA[
 
A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo ricettario, ma il nuovo libro dell’imolese Anna Andrini, si pone invece un obiettivo più ampio della semplice divulgazione di segreti della cucina in merito a castagne, marroni, funghi e tartufi.
Una volta le  castagne e marroni erano uno dei cibi poveri per eccellenza, servivano per fare zuppe, per riempire la pancia insomma. Oggi li ritroviamo in piatti completamente diversi. In questo libro L&#8217;autice ha voluto raccontare l’evoluzione di questi frutti caratteristici del nostro Appennino.Il lavoro ha avuto inizio nell’estate del 2007, con una prima raccolta di ricette. In seguito si è deciso di allargare l’orizzonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/490.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="libro sapori del bosco" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/sapori-del-bosco.jpg" alt="libro sapori del bosco" width="279" height="396" /> </p>
<p>A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo ricettario, ma il nuovo libro dell’imolese Anna Andrini, si pone invece un obiettivo più ampio della semplice divulgazione di segreti della cucina in merito a castagne, marroni, funghi e tartufi.</p>
<p>Una volta le  castagne e marroni erano uno dei cibi poveri per eccellenza, servivano per fare zuppe, per riempire la pancia insomma. Oggi li ritroviamo in piatti completamente diversi. In questo libro L&#8217;autice ha voluto raccontare l’evoluzione di questi frutti caratteristici del nostro Appennino.Il lavoro ha avuto inizio nell’estate del 2007, con una prima raccolta di ricette. In seguito si è deciso di allargare l’orizzonte anche agli altri prodotti del bosco, quali funghi e tartufi, mantenendo però sempre lo stesso criterio: unire le ricette del passato a quelle, più raffinate, del presente.<br />
 <br />
 Tra antiche e moderne, il libro contiene <strong>circa 200 ricette</strong>, dagli antipasti ai dolci, accomunate da una caratteristica: si tratta di piatti che chiunque può preparare. Certamente non troverete la cosiddetta cucina da chef. D’altra parte lo scopo del libro è proprio quello di diffondere un certo tipo di cultura popolare, quella più autentica alla quale l&#8217;autrice è sempre stata molto legata.</p>
<p><strong>L&#8217;AUTRICE</strong><br />
La cultura popolare, la vita delle persone, le problematiche sociali sono sempre state l&#8217;interesse principale dell&#8217;autrice che, nata a Imola nel 1948, non ha mai lasciato la sua città natale. Lavora ormai da diversi anni per la cooperativa sociale Seacoop, impegnata nella costruzione di ambiti di socialità positiva e nel contrasto al disagio. In precedenza ha pubblicato la raccolta &#8220;C&#8217;era una volta in Romagna&#8221;, composta da quattro volumi: &#8220;Fasì la cut &#8211; I giochi dei bimbi di una volta&#8221;, &#8220;Pasta e fagioli al venerdì &#8211; Le ricette perdute della cucina povera&#8221;, &#8220;Per fede e per scaramanzia &#8211; Usanze e superstizioni della tradizione contadina&#8221;, &#8220;La fatica e l&#8217;ingegno &#8211; Mestieri di un tempo che non esistono più&#8221;. Collabora inoltre al settimanale imolese &#8220;sabato sera&#8221;.</p>
<p><a title="Dove acquistare il libro" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-andrini_anna/sku-13025433/i_sapori_del_bosco_cucinare_con_castagne_marroni_funghi_e_tartufi_.htm" target="_blank"> I SAPORI DEL BOSCO. CUCINARE CON CASTAGNE, MARRONI, FUNGHI E TARTUFI</a><br />
Andrini Anna<br />
Bacchilega Editore<br />
Prezzo di copertina 10,00 Euro<br />
<strong>CODICE ISBN: 8888775781</strong></p>
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		<title>Tacchino arrosto con ripieno di castagne</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/tacchino-arrosto-con-ripieno-di-castagne/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 05:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[tacchino]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campagne&#8230;&#8221; Così recitava una canzone degli anni &#8216;50 de &#8220;Il musichiere&#8221; popolarissimo varietà televisivo condotto dall&#8217;indimenticabile Mario Riva &#8230;
Certo una volta la domenica era un giorno sospeso, di rumori attutiti, di poche automobili che circolavano per le vie delle città semi deserte. Il giorno in cui, dopo la martoriata settimana di fatica si staccava la spina. Ma sopratutto era il giorno del &#8220;pranzo della domenica&#8220;, quello di un tempo che si faceva in famiglia. Certo un pò ci si annoiava per via dei ritmi dilatati e allungati, ma era un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/307.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-327" title="tacchino" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/tacchino.jpg" alt="tacchino" width="400" height="266" />&#8220;Domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campagne&#8230;&#8221; Così recitava una canzone degli anni &#8216;50 de &#8220;Il musichiere&#8221; popolarissimo varietà televisivo condotto dall&#8217;indimenticabile Mario Riva &#8230;</p>
<p>Certo una volta la domenica era un giorno sospeso, di rumori attutiti, di poche automobili che circolavano per le vie delle città semi deserte. Il giorno in cui, dopo la martoriata settimana di fatica si staccava la spina. Ma sopratutto era il giorno del &#8220;<strong>pranzo della domenica</strong>&#8220;, quello di un tempo che si faceva in famiglia. Certo un pò ci si annoiava per via dei ritmi dilatati e allungati, ma era un rito a cui era impensabile rinunciare.</p>
<p>Era un appunamento fisso, immutabile, qulacosa d più di una semplice convenzione&#8230; Certo al giorno d&#8217;oggi parlare di pranzo domenicale è un pò come sparare sulla Croce Rossa. Sulle tavole non ritroviamo più i sapori di una volta. D0ve è andato a finire il profumo dello stufato della nonna? E dove sono le mamme che al mattino presto preparano la pasta fresca tirata con il mattarello ? Ma oggi in barba ai vecchi tempi andati vi vogliamo proporre una ricetta di altri tempi, approffitando anche della stagione autunnale che ci suggerisce questo succulento secondo piatto.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>TACCHINO ARROSTO CON RIPENO DI CASTAGNE.</strong> Ingredienti per 6 persone</p>
<hr size="1" />
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="50%" valign="top">1 tacchino di circa 4 kg<br />
600gr di castagne<br />
5 fette di pancarré<br />
100 g di burro<br />
Un cuore di sedano<br />
Una piccola cipolla<br />
100 g di burro</td>
<td width="50%" valign="top">100 gr di panna liquida fresca<br />
Una manciata di prezzemolo<br />
1 foglia di alloro<br />
sale e pepe<strong>Per legare la salsa<br />
</strong>Una grossa noce di butto impastato con un cucchiaio da caffé di farina</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img title="ball_1" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_1.gif" alt="ball_1" width="16" height="16" /> Togliete la scorza alle castagne e racoglietela in una casseruola. Coprtele di acqua fredda , aggiungete il sala e l&#8217;alloro portando il tutto ad ebollizione. Successivamente abbassate la fiamma al minimo e fatele cocere per circa 40&#8242; minuti fino a che non saranno divenute morbide. A questo punto spellatele ed ancora calde passatele allo schiacciapatate. Lasciatele poi raffredare tenendole da parte.</p>
<p><img title="ball_2" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_2.gif" alt="ball_2" width="16" height="16" /> Mentre le castagne cuociono fiammeggiate il tacchino preoccupandovi di eliminare tutti i resui di penne</p>
<p><img title="ball_3" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_3.gif" alt="ball_3" width="16" height="16" /> Ripulite con cura il cuore del sedano dai filamenti e tritatelo molto fininemente inieme alla cipolla e al prezzemolo e unite assieme al trito di castagne.</p>
<p><img title="ball_4" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_4.gif" alt="ball_4" width="16" height="16" /> Prendete il pancarré ridotto precedentemente a briciole e unite assieme al composto di castagne. Unite anche un cucchiaio di sale e una macinata abbondane di pepe. il burro fuso e la panna e amalgamate bene.</p>
<p><img title="ball_5" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/ball_5.gif" alt="ball_5" width="16" height="16" /> Lavate molto bene il tacchino internamnete ed esternamente. Asciugate il tutto con un foglio di carta da cucina. Salate l&#8217;interno e riempitelo con la farcitura lasciando un pò di spazio affinché il ripieno si possa un pò gonfiare durante la cottura.</p>
<p><img title="ball_6" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_6.gif" alt="ball_6" width="16" height="16" /> Cucite le aperture del tacchino con ago e filo e sistematelo in una teglia avendo cura di tenerlo sollevato dal forno con una piccola griglia. Mettete la teglia nel forno precedentemente scaldatoa 220°, portando la temperatura a 180°. Per la cottura occore e dopo la prima ora proteggete il petto con un foglio di alluminio che toglierete l&#8217;ultima mezz&#8217;ora per uniformare la doratura.</p>
<p><img title="ball_7" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ball_7.gif" alt="ball_7" width="16" height="16" /> Una volta cotto conservate il tacchino nel forno caldo, ma spento fino al momento di portarlo in tavola. Recuperte tutto il fondo di cottura , raccoglietelo in una casseruola e sgrassatelo completamnete . Scaldatelo a fuoco dolce, e sbattendo con una frustina, amalgamatevi il composto di burro e farina. Se lo gradite, potete profumare la salsa con un goccio di Cognac.</p>
<p><strong>ALCUNI SUGGERIMENTI SUGLI ABBINAMENTI:</strong><br />
<!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1232"><img title="Seghesio, Barbera" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/SEGBRBALB05R.gif" border="0" alt="Seghesio, Barbera" width="64" height="102" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Fratelli Seghesio, Barbera d'Alba" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1232">Fratelli Seghesio, Barbera d&#8217;Alba</a></h2>
<div><strong>Italia, DOC Barbera d&#8217;Alba</strong></div>
<p>Lo stile produttivo di Aldo e Riccardo Seghesio si rispecchia nella conduzione dei 10 ettari, che costituiscono l&#8217;azienda di famiglia, e nella volontà di produrre esclusivamente vini di territorio. Tra i cavalli di battaglia troviamo questa Barbera d&#8217;Alba bella ed essenziale conm un lampone croccante all&#8217;ofatto, corpo agile e pulito e fresca persistenza finale.</p>
<p><strong><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1232">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=86"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="Scacciadiavoli Sagrantino di Montefalco" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/SCACDVL98R.gif" border="0" alt="Scacciadiavoli Sagrantino di Montefalco" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Scacciadiavoli, Sagrantino di Montefalco" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=86">Scacciadiavoli, Sagrantino di Montefalco</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Sagrantino di Montefalco</strong></div>
<p>E&#8217; un Sangrantino molto piacevole. Si schiude bene in bocca, di corpo medio, buona immediatezza e piacevolezza di frutto e che si fa ricordare per un singolarissimo finale dolce che persiste in bocca.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=86">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a title="Strologo, Decebalo Rosso Conero Riserva" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1077"><img class="alignleft size-full wp-image-344" style="border: 0px;" title="Decebalo Rosso Conero, Silvano strologo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/STRDECBL03R.gif" alt="Decebalo Rosso Conero, Silvano strologo" width="64" height="96" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Scheda completa : Silvano Strologo, Decebalo Rosso Conero Riserva" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1077">Silvano Strologo, Decebalo Rosso Conero Riserva</a></h2>
<div><strong>Italia, DOC Rosso Conero</strong></div>
<p>Deve aver qualche passione per la storia romana antica, Strologo, se dedica anche questa sua particolare Riserva all’epico condottiero dei Daci. Ancora Montepulciano in purezza vinificato in tini di legno e passato in fusti di rovere nuovi per almeno due inverni e riposato in bottiglia almeno altrettanto. Una bevuta non certo banale.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1077">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Torna il cioccolato in enoteca</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/torna-il-cioccolato-in-enoteca/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 09:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'enoteca]]></category>
		<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>

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		<description><![CDATA[
Arriva ( o meglio dovrebbe cominciare ad arrivare ) il freddo e la voglia di cioccolato comincia a farsi sentire. Ed ecco una buona notizia: riapre in enoteca lo scaffale del cioccolato con tante ricche tentazioni.
Visto che siamo in tema, vorremmo anche sciogliere un difficile modo che è quello dell&#8217;abbinamento vino/cioccolato.
Difatti secondo idettami della sommellerie non è previsto un abbinamento del genere e di conseguenza si preferisce consigliare di accompagnare il cioccolato con un distillato dal gusto caldo, morbido e corposo, come un Rum o un Cognac o un brandy spagnolo.
La difficoltà sostanziale infatti in questo arduo abbinamento è legata sopratutto alla percentuale  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/444.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_454" class="wp-caption alignleft" style="width: 268px"><img class="size-full wp-image-454" title="fave di cacao" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/fave-di-cacao.jpg" alt="fave di cacao" width="258" height="348" /><p class="wp-caption-text">Le fave di cacao fermentate ed asciutte</p></div>
<p>Arriva ( <em>o meglio dovrebbe cominciare ad arrivare</em> ) il freddo e la voglia di cioccolato comincia a farsi sentire. Ed ecco una buona notizia: riapre in enoteca lo scaffale del <a title="Torna il cioccolato in enoteca" href="http://www.everywine.biz/scaffali/cioccolata-50.php"><strong>cioccolato</strong> </a>con tante ricche tentazioni.</p>
<p>Visto che siamo in tema, vorremmo anche sciogliere un difficile modo che è quello <strong>dell&#8217;abbinamento vino/cioccolato</strong>.</p>
<p>Difatti secondo idettami della sommellerie non è previsto un abbinamento del genere e di conseguenza si preferisce consigliare di accompagnare il cioccolato con un distillato dal gusto caldo, morbido e corposo, come un <a title="Rum e cioccolato" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=304"><strong>Rum</strong> </a>o un <strong>Cognac</strong> o un <strong>brandy spagnolo</strong>.</p>
<p>La difficoltà sostanziale infatti in questo arduo abbinamento è legata sopratutto alla percentuale  ( <em>minimo del 70%</em> ) di cacao presente nel  <strong>cioccolato fondente</strong>  che determinata :</p>
<ul>
<li>una più o meno <strong>complessa struttura aromatica</strong>  <em>derivata dalla natura del cru o blend di cacao, processi di tostatura</em> </li>
<li><strong>intensità di</strong> <strong>sapori ed odori</strong> che generalmente sovrasta qualsiasi vino in abbinamento</li>
<li>una <strong>persistenza dei sapori</strong> che non cede il minimo passo ad un accostamento sbagliato</li>
</ul>
<p>Difatti la difficile arte dell’abbinamento è sempre un sottile gioco di sensazioni, una ricerca intelligente che va oltre lo stato &#8216;emozionale, ma cercando di costruire sottili equilibri ed armonie.</p>
<p>In realtà, però, negli ultimi anni, si è osato di più, svincolandosi dai soliti canoni dei distillati per osare con ben più ardui abbinamenti.  Ci riferiamo a  vini tipicamente italiani come il <a title="Marsala in abbinamento al cioccolato" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=181"><strong>Marsala</strong></a><strong>,</strong>  oppure ai vini liquorosi come<strong>  </strong><a title="Sella &amp; Mosca Anghelu Ruju" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=147"><strong>L&#8217;Anghelu Ruju</strong></a>  in Sardegna o l&#8217; <a title="Ala amarascato - Duca di Salaparuta" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=331"><strong>Ala Amarasacato </strong></a>del Duca Di Salaparuta in Sicilia. Sono altrettanto validi  abbinamenti con un  Recioto della Valpolicella,  Porto, Pedro Ximenez e Sherry.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vini e funghi : scopriamo gli abbinamenti</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/10/vini-e-funghi-abbinamenti/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 11:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamento]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>

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		<description><![CDATA[
I funghi accompagnano la cucina tardo estiva e autunnale, comunicando fragranza di sottobosco, con intensità erbacee che si stemperano in note morbide, di grande piacevolezza. Presentano diversità di sapore anche in base al tipo di cottura. Sapori diversi che richiedono un&#8217;ampia scelta di vini. Questi si diversificheranno secondo che i funghi siano crudi in insalata, trifolati, impanati e fritti, grigliati.
INSALATA
I funghi più indicati sono gli ovoli non ancora schiusi, i porcini piccoli e i prataioli d&#8217;allevamento (champignon de Paris). Il sapore del fungo è ben espresso, ma delicato in quanto non c&#8217;è stata cottura. Va scelto generalmente, dunque, un vino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/421.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_429" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-429" title="funghi porcini" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/10/cesto-funghi-porcini.jpg" alt="funghi porcini" width="280" height="420" /><p class="wp-caption-text">Cesto di funghi porcini appena raccolti</p></div>
<p>I funghi accompagnano la cucina tardo estiva e autunnale, comunicando fragranza di sottobosco, con intensità erbacee che si stemperano in note morbide, di grande piacevolezza. Presentano diversità di sapore anche in base al tipo di cottura. Sapori diversi che richiedono un&#8217;ampia scelta di vini. Questi si diversificheranno secondo che i funghi siano crudi in insalata, trifolati, impanati e fritti, grigliati.</p>
<p><strong>INSALATA<br />
</strong>I funghi più indicati sono gli ovoli non ancora schiusi, i porcini piccoli e i prataioli d&#8217;allevamento (champignon de Paris). Il sapore del fungo è ben espresso, ma delicato in quanto non c&#8217;è stata cottura. Va scelto generalmente, dunque, un <strong>vino bianco anch&#8217;esso delicato</strong>, dal sapore morbido e ben caratterizzato. Altresì un carpaccio di manzo e funghi vuole rossi giovani per la presenza della carne che influisce in modo determinante.</p>
<p><strong>TRIFOLATI<br />
</strong>Tutti i funghi sono adatti a questo genere di cottura (in un soffritto di premezzemolo e aglio con olio o burro), ma il <strong>porcino</strong> svettà per bontà e pienezza di sapore. Ovviamente si tratta di preferenze soggettive. I funghi trifolati possono essere serviti da soli, oppure guarniti con polenta o, ancora, si possono utilizzare per condire tagliolini e risotti. Il vino da scegliere <strong>sarà bianco, gentile, ma ben carettirizzato e leggermente aromatico,</strong> proprio per compensare il profumo intenso dei funghi. A queste caratteristiche corrispondono molti <strong><a title="Vini bianchi in abbinamento ai funghi trifolati" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=75">bianchi altotesini</a></strong>, eleganti, con un buon tenore alcolico e preziosamente profumati. Con i porcini, funghi ricchi di aroma, si può stappare un <a title="Gewurztraminer K. Martini &amp; Sohn" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=836">Gewurztraminer</a>, vino ampio, intenso, con ricordi di pesca matura e floreali (<em>fiori di campo</em>) e sapore morbido, persistente. Per gli altri funghi, rimanendo in Alto Adige, si può provare ad abbinare un <a title="Pinot Bianco Schulthauser San Michele Appiano" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=194">Pinot Bianco</a>, dai toni fruttati, sentori di mela verde e di mela golden matura. Il sapore è fresco, sapido e dotato generalmente di un fondo piacevolmnete amarognolo. Se i funghi dovessero essere cucinati in umido di pomodoro, si può sempre optare con un rosato fresco e giovane.</p>
<p><strong>FRITTI<br />
</strong>In genere si preparano in questo modo, i cappelli dei porcini e i funghi coltivati detti orecchiette, dalla caratteristica forma aperta a ventaglio. Passati nell&#8217;uvo e nel pangrattato sono fritti nell&#8217;olio o alla &#8220;milanese&#8221; nel burro. In ogni caso hanno un sapore marcato, intenso. A cio si aggiunga un piacevole gioco di consistenze dato dalla copertura crocconte e dall&#8217;interno cedevole. I vini da scegliere in questo caso sono certamente gli spumanti: l&#8217;anidride carbonica, che origina la spuma, è ripulente del gusto così da tenere un&#8217;efficace antagonista delle preparazioni grasse e dei fritti, rendendo la portata più fresca e leggera. potremmo optare per un Franciacorta, con bollicine finissime, persistenti, e spuma ricca. Ha sentori di frutto di bosco, mentre il sapore è secco, con sensazzioni di frutta e possibili note amarognole.</p>
<p><strong>ALLA GRIGLIA</strong><br />
I funghi più adatti alla griglia sono i porcini (cappelli), le orecchiette o altri funghi dotati di grosso cappello. Dopo la cottura in genere si condiscono con sale, un trito di prezzemolo (con o senza aglio) e un filo d&#8217;olio. Questo piatto valorizza il gusto del fungo, concentrandone i sapori attraverso la cottura. Questo può conferire vaghe note amarognole, che ben possono essere compensate da un vino morbido.</p>
<p>Come regola generale quindi se i funghi sono gli unici protagonisti del piatto, o sono accompagnati da amidi come pasta, riso, polenta e patate, il vino sarà necessariamente delicato. Se invece guarniscono cibi più saporiti, il vino da scegliere dovrà saper bilanciare la componente più saporita del piatto, ossia la carne.</p>
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		<title>Tutti pazzi per il Kobe</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/09/tutti-pazzi-per-il-kobe/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 18:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[kobe]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il manzo Kobe, prodotto da capi purosangue Wagyu, viene considerato da molti esperti il manzo più tenero, più saporito, più appetitoso e più sano esistente nel mercato a qualsiasi livello di prezzo. Il termine Wagyu deriva da “wa”, che significa “giapponese”, e “gyu”, che significa “bestiame”.
Per ricevere il prestigioso nome Kobe, l&#8217;animale deve venire proprio da Hyogo, in Giappone, e rispettare le rigide procedure di allevamento imposte in quella prefettura orientale. Ci sono al mondo poco più di 250 piccole aziende agricole che allevano un numero non maggiore di 15 capi (ma nella maggior parte dei casi arrivano a 5) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/365.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Il manzo <strong>Kobe</strong>, prodotto da capi purosangue <strong>Wagyu</strong>, viene considerato da molti esperti il manzo più tenero, più saporito, più appetitoso e più sano esistente nel mercato a qualsiasi livello di prezzo. Il termine Wagyu deriva da “wa”, che significa “giapponese”, e “gyu”, che significa “bestiame”.</p>
<p>Per ricevere il prestigioso nome Kobe, l&#8217;animale deve venire proprio da Hyogo, in Giappone, e rispettare le rigide procedure di allevamento imposte in quella prefettura orientale. Ci sono al mondo poco più di 250 piccole aziende agricole che allevano un numero non maggiore di 15 capi (ma nella maggior parte dei casi arrivano a 5) con metodi che hanno dell&#8217;incredibile: i vitelli vengono nutriti esclusivamente con cereali, barbabietole da foraggio e patate, e ricevono una razione di birra quotidiana allo scopo di aumentare il loro appetito.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VSU5Iu9Z9qI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/VSU5Iu9Z9qI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p> </p>
<p>I manzi ingrassati in questo modo arrivano a pesare anche 600 kg e vengono sottoposti quotidianamnete ad energiche sedute di massaggi (si narra che in passato i massaggi venissero fatti con guanti di crine inbevuti di saké) allo scopo di ridurre e distribuire meglio i vari strati di grasso ed ottenendo una carne dalle fattezze marmorizzate.</p>
<p>Ma quanto costa una carne del genere ? Direi molto, Si può arrivare senza problemi a 250 Euro/kg.</p>
<p>La carne MOLTO SOGGETTA ALLE VARIAZIONI DI TEMPERATURA. Massima attenzione quindi a non sottoporla a bruschi e continui cambi termici. Può risultarne compromessa la qualità . Non fatela entrare ed uscire più volte dal frigo, perché i lipidi nel grasso perdono così le loro caratteristiche . Va cotta a fiamma vivissima e su una piastra ben riscaldata perché deve essere croccante fuori e morbidissima dentro. Deve essere appena scottata in modo che il grasso inframezzato non venga disperso.</p>
<p>È ottima se lasciata marinare prima della cottura in un bagno di salsa di soia, dicono&#8230; deliziosa anche in tartare &#8230; in sashimi ..</p>
<p><strong>ALCUNI SUGGERIMENTI SUGLI ABBINAMENTI:</strong><br />
<!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=815"><img class="alignnone size-full wp-image-214" style="border: 0px;" title="Ceretto Bernardot Bricco Asili  " src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/CERBRCCBRNRDT04R.gif" alt="Ceretto Barbaresco" width="64" height="82" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Ceretto Barbaresco" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=815">Ceretto, Barbaresco Bernardot Bricco Asili</a></h2>
<p><strong>Italia,  DOCG  Barbaresco</strong></p>
<p>E&#8217; un Barbaresco che sicuramente colpisce chi ama il Nebbiolo nelle sue espressioni storiche.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=815">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=960"><img class="alignnone size-full wp-image-214" style="border: 0px;" title="pira Luigi, Barolo Vigna Rionda" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PIRVGNRIOND99R.gif" alt="Barolo Vigna Rionda" width="64" height="86" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Scheda dettagliata Barolo Vigna Rionda " onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=960">Pira Luigi, Barolo Vigna Rionda</a></h2>
<p><strong>Italia, DOCG Barolo</strong></p>
<p>Se chiedete agli abitanti di Serralunga di elencarvi i tre migliori vigneti del paese, state pur certi che tra questi non mancherà mai la Vigna Rionda. Quello di Pira è un Barolo aristocratico, possente, di cui si può rivelarne l&#8217;anima, sincera e rigorosa, eclettica e generosa, distintiva e dignitosa della sua terra madre langarola.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=960">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Teroldego : la legenda del drago</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/09/teroldelgo-la-legenda-del-drago/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 20:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Teroldego]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Teroldego nasce in un piccolo fazzoletto di terra chiamato Campo Rotaliano che si estende nella valle dell&#8217;Adige poco a nord di Trento, decantato da Goethe nel suo famoso libro &#8220;Viaggio in Italia&#8221; che lo descrisse come &#8220;il giardino delle viti&#8221; e da Cesare Battisti che lo definì &#8220;il giardino vitato più bello d&#8217;Europa&#8221;.
Originariamente questo Campo non aveva l&#8217;aspetto attuale in quanto tra il 1848 e il 1852 gli Imperatori d’Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe deviarono il corso del fiume Noce che spesso causava innondazioni nelle zone circostanti. Rimase così un terreno fluviale molto particolare, con presenza di limo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/397.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-401" title="teroldego rotaliano" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/teroldego-rotaliano.jpg" alt="teroldego rotaliano" width="280" height="420" />Il <a title="Il Teroldego" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109"><strong>Teroldego</strong> </a>nasce in un piccolo fazzoletto di terra chiamato Campo Rotaliano che si estende nella valle dell&#8217;Adige poco a nord di Trento, decantato da Goethe nel suo famoso libro &#8220;Viaggio in Italia&#8221; che lo descrisse come &#8220;il giardino delle viti&#8221; e da Cesare Battisti che lo definì &#8220;il giardino vitato più bello d&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Originariamente questo Campo non aveva l&#8217;aspetto attuale in quanto tra il 1848 e il 1852 gli Imperatori d’Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe deviarono il corso del fiume Noce che spesso causava innondazioni nelle zone circostanti. Rimase così un terreno fluviale molto particolare, con presenza di limo in superficie e di ghiaia, sabbia e ciottoli in profondità che assicurando un buon drenaggio ha permesso la coltivazione della vite in un territorio così pianeggiante.</p>
<p>Il Campo Rotaliano inoltre è situato in una posizione particolarmente favorevole, circondato da pareti rocciose che bloccano il passaggio dei venti gelidi provenineti dalle imminenti Alpi  e immagazzinano il calore nelle ore di sole, allo stesso tempo riceve le correnti temperato-umide provenienti dal Garda, assicurando ai vitigni un ricircolo di aria continuo.</p>
<p>E in un posto così speciale non poteva che essere coltivato un vitigno che genera frutti molto pregiati, &#8220;<strong>l&#8217;oro del Tirolo</strong>&#8221; Tiroler Gold, è da quest&#8217;appellativo sembra che provenga l&#8217;attuale nome &#8220;Teroldego&#8221;.  Sulla nascita di questo vitigno si narra una <strong>fantastica legenda</strong>: un tempo esisteva un drago che terrorizzava la popolazione, la cui casa era posta dove ora si trovano i ruderi del Castel San Gottardo, sulla parete sud del Monte di Mezzocorona. Il Conte Firmian uccise il drago grazie a uno stratagemma e ne portò il corpo a fondovalle per festeggiare con la popolazione la fine del flagello, senonchè alcune gocce del sangue del drago caddero nel terreno e in quel punto nacquero le prime viti di Teroldego.</p>
<p>Il <a title="Il Teroldego in Enoteca" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109"><strong>Teroldego</strong> </a>da vita ad un vino rosso di grande struttura ed eleganza, ricco di colore e tannini, rosso porpora, tendente al granato, dai profumi intensi di piccoli frutti di bosco e di amarena, caratterizzato da grande complessità e pienezza al palato.</p>
<p>Si presta stupendamente bene sia all&#8217;affinamento in legno, per la produzione di vini robusti, capaci di invecchiare anche 15-20 anni, che alla macerazione carbonica per la produzione di un novello in purezza che, in questi ultimi anni, ha dimostrato di disporre di una &#8220;marcia in più&#8221; rispetto ad altri novelli italiani. Un vino quindi dalle potenzialità enormi, un vino totalmente autoctono che può raggiungere livelli di qualità davvero apprezzabili.</p>
<p>Si dimostra adatto ad accompagnare portate sostanziose come capriolo e polenta, lo spezzatino di cinghiale, le grigliate miste di carne e gli arrosti in genere. Generoso nell&#8217;abbinamento con formaggi stagionati come i pecorini ed il Parmigiano. Nella versione novello è assolutamente da provare con il fegato alla veneziana, con le castagne al forno, con le scaloppine di pollo o con il tacchino ai funghi, ma in genere è un piacere da gustare a tutto pasto.</p>
<p>Scegli tra i <a title="Lista dei Teroldego presenti in Enoteca" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109">Teroldego presenti in enoteca</a></p>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2009 da Cinelli Colombini</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/09/vendemmia-2009-da-cinelli-colombini/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;azienda Donatella Cinelli Colombini ci ha sempre stupito per le sue iniziative. Questa volta lo fa proponendo nella Fattoria del Colle di Trequanda, i suoi weekend della vendemmia e della svinatura 2009.
 Per tutti gli amanti della natura, del cibo e del buon vino. Un’occasione irripetibile per conoscere tanti nuovi amici, vivere una giornata tra vigneti e cantine, con assaggi tecnici guidati da personale esperto e divertente. Un fine settimana per conoscere piccoli borghi  ricchi di storia, cultura e deliziose sorprese.
Inoltre durante il periodo della vendemmia vengono organizzati anche brevi tour in fuoristrada nei vigneti con picnic.
Inizio: 24 &#8211; 27 Settembre &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/383.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>L&#8217;azienda <a title="Pagina del produttore di Brunello Cinelli Colombini" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/produttore/cinelli-334.php" target="_self">Donatella Cinelli Colombini</a> ci ha sempre stupito per le sue iniziative. Questa volta lo fa proponendo nella Fattoria del Colle di Trequanda, i suoi <strong>weekend della vendemmia e della svinatura 2009</strong>.</p>
<p> <em>Per tutti gli amanti della natura, del cibo e del buon vino. Un’occasione irripetibile per conoscere tanti nuovi amici, vivere una giornata tra vigneti e cantine, con assaggi tecnici guidati da personale esperto e divertente. Un fine settimana per conoscere piccoli borghi  ricchi di storia, cultura e deliziose sorprese.</em></p>
<p>Inoltre durante il periodo della vendemmia vengono organizzati anche brevi tour in fuoristrada nei vigneti con picnic.</p>
<p>Inizio: 24 &#8211; 27 Settembre &#8211; Fine: E 8 &#8211; 11 Ottobre</p>
<p><strong>OFFERTA</strong><br />
3 notti in camera doppia o matrimoniale con bagno<br />
3 colazioni<br />
3 cene bevande incluse<br />
2 light lunch bevande incluse<br />
Piccola lezione di cucina<br />
Visite e degustazioni come da programma</p>
<p>Costo di Euro 330,00 a persona<br />
Il prezzo include: biancheria per camera e bagno, pulizie giornaliere, acqua, luce<br />
Il prezzo non include: trasferimenti da/per Montalcino e visite consigliate. Tutto ciò che non è riportato sotto la voce “il prezzo comprende”.</p>
<p>Per maggiori informazioni trovate il <a title="Programma dettagliato Vendemmia 2009" href="http://www.cinellicolombini.it/It/le%20nostre%20offerte.php?start=1" target="_blank">programma dettagliato</a> direttamente sul sito dell&#8217;azienda.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il re caviale</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/09/il-re-caviale/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 18:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina]]></category>
		<category><![CDATA[caviale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il caviale, cibo povero e antichissimo dei pescatori tartari e di cui non si è mai saputo molto, è divenuto dall&#8217;inizio del secolo scorso un simbolo del lusso goloso e un protagonista della cucina moderna, proprio per la sua imcomparabile purezza assoluta del suo sapore.
 Il caviale assime allo storione è uno di quesi pochissimi cibi che è rimasto immutato nella sua purezza in tutti questi lunghi secoli e le sue origini si perdono nella notte dei tempi.
La parola caviale, molto probabilmente  deriva dal nome persiano della femmina dello storione (khag-avar) che produce appunto le uova-caviale.  Nato come alimento povero dei pescatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/163.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_173" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-173    " title="caviale" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/caviale.jpg" alt="caviale" width="280" height="280" /><p class="wp-caption-text">Il caviale va degustato su di un letto di ghiaccio tritato che ne preserva la bassa temperatura.</p></div>
<p>Il caviale, cibo povero e antichissimo dei pescatori tartari e di cui non si è mai saputo molto, è divenuto dall&#8217;inizio del secolo scorso un simbolo del <strong>lusso goloso</strong> e un protagonista della cucina moderna, proprio per la sua imcomparabile purezza assoluta del suo sapore.</p>
<p> Il caviale assime allo storione è uno di quesi pochissimi cibi che è rimasto immutato nella sua purezza in tutti questi lunghi secoli e le sue origini si perdono nella notte dei tempi.</p>
<p>La parola <strong>caviale</strong>, molto probabilmente  deriva dal nome persiano della femmina dello storione (<em>khag-avar)</em> che produce appunto le uova-caviale.  Nato come alimento povero dei pescatori dell&#8217;Asia minore deve il sucesso alla Nouvelle Cousine durante la Belle Epoque parigina, quando, due fratelli della buona società russo-armena che si occupava principalmente di petrolio e pesca sulle foci del Kura, a Baku. I due fratelli esiliati a Parigi a seguito della rivoluzione bolscevica che insaguinama quelle terre del primo dopo guerra, non riuscivano a &#8220;vivere&#8221; senza il loro adorato caviale. Fu così che i Petrossian incominciarono ad allacciare rapporti con la madre patria assicurandosi l&#8217;importazione in esclusiva di quasi tutto l&#8221;<em>&#8216;oro nero</em>&#8221; che proveniva dal mar Caspio.</p>
<p>Esistono essenzialmente 3 principali varietà di caviale derivanti dalle altrettante specie di storione : Beluga, Asetra e Sevruga. Per le uova delle altre specie viene usato il termine semplice <em>“Eshpel”</em>. Assime alla tipologia è molto importante anche la provenienza. Oggi si ritiene che il migliore tra quelli non allevati sia l&#8217;iraniano, oggi praticamente introvabile.</p>
<p><strong>BELUGA (Huso Huso</strong>)<br />
E&#8217; lo storione in assoluto più grande ed è un vero predatore. Rarissimo, vive ben oltre 100 anni e solamente dopo ia 15 anni diventa maturo. Straordinariamente forte e feroce, dotato di una grande bocca, raggiunge una lunghezza di quattro metri ed un peso superiore ai 700 Kg. Oggi si trova solo nell’area caspio-danubiana in Iran e non se ne catturano più di un centinaio l’anno. La fase riproduttiva non è molto frequente, ogni 3 anni, e le sue uova rappresentano circa il 20% del peso di ogni esemplare. Può produrre fino 100 kg di caviale.  Le uova hanno una  colorazione grigiastra che può variare da quasi bianco fino a quasi nero. Viene stimato per i suoi grandi grani (2,5 mm) e la sua tenera pelle. I profumi sono molto intensi e persistenti, come anche la bocca generosa e burrosa. E&#8217; opportuno servirlo senza tante manipolazioni per evitare la rottura delle uova. ll suo sapore è talmente speciale ed unico che consigliamo di consumarlo &#8221;da solo&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-229" title="storione beluga" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/storione-beluga.jpg" alt="storione beluga" width="556" height="127" /></p>
<p> </p>
<p><strong>ASETRA (Acipenser Persicus)<br />
</strong>Tra le 3 specie è l&#8217;unico ad essere onnivoro.  Può arrivare ad una lunghezza di 2 metri per un peso fino a 200 Kg.  Produce mediamente  40 kg di caviale. Le uova hanno una granatua abbondante arrivando anche a 3 mm con una colorazione tendente al marrone. Essendo naturalmente dotate di una velatura che ha lo scopo di protteggere le uova, ha una consistenza ben definita e non appiccicosa permettendo una maggiore praticità agli chef per l&#8217;esibizione dei vari piatti.  Offre quasi sempre un profumo marino (<em>per quelli selvaggi</em> ). All&#8217;assaggio è gustoso, marino e con accattivanti sapori erbacei di scoglio. Quello di altissima qualità e provenienza offre anche un particolare retrogusto di noce distinguibile anche nei piatti più elaborati.<br />
<img class="size-full wp-image-188 alignnone" style="border: 0px;" title="storione asetra" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/storione-asetra.jpg" alt="storione asetra" width="556" height="155" /></p>
<p> </p>
<p><strong>SEVRUGA (Acipenser Stellatus)<br />
</strong>E&#8217; la razza più piccola degli storioni , con il naso a punta leggermente ripiegato all&#8217;insù. E&#8217; il più piccolo delle 3 specie arrivando  ad una lunghezza massima di 2 m ed un peso che non supera quasi mai i 25 Kg di peso.  Di conseguenza il numero di uova prodotte e molto inferiore come anche la loro  dimensione che non arriva al milletro e mezzo. Il core è generalmente di matrice grigio scura. E&#8217; estremamente ricercato per il suo finissimo aroma che lo rende adattato a gusti abbastanza neutri come pure di patate e la crème freche.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-227" title="storione sevugra" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/storione-sevugra.jpg" alt="storione sevugra" width="556" height="113" /></p>
<p> </p>
<p>Ciò che fa del caviale un cibo particolare è il fatto che si consuma pressoché puro, come la danura ce lo dà. L&#8217;unica aggiunta &#8211; in quantità che non superarno il 5-6% &#8211; è quella del sale, unsale marino più puro possibile. In passato si aggiungeva una minima dose di sale di borace, peraltro vietato nelle imporazioni USA, che aiutava la conservazione e permetteva di mettere meno sale marino. Oggi questa pratica è quasi del tutto scomparsa, anche se avava un suo perché. Difatti anticamente i pescatori del Mar Caspio conservano il caviale avvolto in dei teli sotto terra che era ricca ppunto di borace.</p>
<p>E&#8217; propio questa naturalità, ben più sobria di quella della cugina bottarga, dove la salatura e stagionatura hanno un ruolo fondamentale, a decretare il successo delle uova di storione nella modertnità, accolta a braccia aèperte da una Nouvelle Cousine che proprio sulla naturalità degli ingredienti fonda la sua base folosofica. Il caviale, infatti, si consuma da sempre così com&#8217;è: puro, crudo semplice e accompagnato da meno sapori possibili. Nell&#8217;immaginario collettivo, a parte le bollicine, compagni del caviale sono blinis, burro e panna acida. Fono alla riscrittura della Nuova Cucina fatta da <strong>Gualtiero Marchesi</strong> che nel lontano 1979 propose per la prima volta un&#8217;insalata di pasta fredda. Fu un piatto rivoluzionario divenuto subito un classicoe che ha contribuito a far pasare nella modernità anche la pasta secca, sino ad allora considerata troppo &#8220;tradizionale&#8221;. Mentre il poliedrico chef siciliano <strong>Ciccio Sultano,</strong> più recentemente , ha intepretato in chiave di &#8220;modernità barocca&#8221; il gioco &#8220;latte crudo/pesce crudo&#8221;  accostando caprino fresco, caviale e miele di corbezolo .. un&#8217;esplosione di sensazioni e gusti.</p>
<p>Come servire il caviale? La temperatura ricopre uno degli aspetti più fondamentali : gustatelo fresco ma non freddo, in quanto le basse temperature non favorisco lo sviluppo degli aromi.  Per tali ragioni durante l&#8217;assaggio, di solito si usa adagiare la confezione stessa su un letto di ghiaccio tritato. Ponete massima attenzione a non danneggiare le preziose uova nel travasarle nel recipiente di servizio e soprattutto non utilizzateassolutamente mai cucchiaini di metallo: esistono in commercio apposite spatoline in corno, madreperla, porcellana o vetro.</p>
<p>Il caviale deve essere accompagnato da una base in grado di equilibrarne la componente salata. Via libera al pane bianco leggermente tostato, burro, uova in gremolata o patate; in Russia, tradizionalmente, viene servito con blinij (<em>piccole crespelle soffici</em>) e panna acida.</p>
<p><strong>ALCUNI SUGGERIMENTI SUGLI ABBINAMENTI:</strong><br />
Oltre al classico abbinamento con <a title="lo scaffale dello Champagne" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=269"><strong>Champagne</strong> </a>vi consigliamo di accompagnarlo anche con la <a title="lo scaffale della Vodka" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=328"><strong>Vodka</strong> </a>a temperatura ambiente. Ecco alcuni nostri suggerimenti.<br />
<!-- ###############################  --></p>
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<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=501"><img class="alignnone size-full wp-image-214" style="border: 0px;" title="grey goose vodka" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/grey-goose-vodka.gif" alt="grey goose vodka" width="64" height="25" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Vodka Grey Goose" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=501">Grey Goose, Vodka</a></h2>
<p><strong>Francia, Vodka</strong></p>
<p>La Grey Goose è considerata tra le migliori vodka al mondo. Ci si aspetterebbe che sia di nazionalità russa o polacca, e invece no: è una vodka francese, distillata nella regione del Cognac seguendo un antico metodo.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=501">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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<td width="80" valign="top"><a title="Scheda prodotto JSC Tatspiritprom" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1427"><img class="alignnone size-full wp-image-216" style="border: 0px;" title="akdov vodka ultimate" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/akdov-vodka-ultimate.gif" alt="akdov vodka ultimate" width="64" height="89" /></a></td>
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<h2><a title="Visualizza la scheda completa del JSC Tatspiritprom Akdov Vodka Ultimate" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1427">JSC Tatspiritprom, Akdov Vodka Ultimate</a></h2>
<p><strong>Russia, Vodka</strong><br />
Ecco una Vodka di grano invecchiata proveniente dalla Repubblica del Tatarstan prodotta con il particolare ed eslusivo sistema reverse dove il distillato passa in sequenza attraverso 10 colonne di distillazione e le ripercorre poi all’indietro, così da acquisire il massimo di purezza e di morbidezza. Invecchiamento in fusti grandi di quercia russa per un periodo di tempo tenuto tutt&#8217;oggi ancora segreto.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1427">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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<td width="80" valign="top"><a title="Scheda prodotto Eric Rodez" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1112"><img class="alignnone size-full wp-image-219" style="border: 0px;" title="eric rodez blanc de blanc" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/eric-rodez-blanc-de-blanc.gif" alt="eric rodez blanc de blanc" width="64" height="34" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa dello champagne Blanc de Blanc" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1112">Eric Rodez, Blanc de Blancs Grand Cru</a></h2>
<p><strong>Francia,  A.O.C.  Champagne</strong><br />
Blanc de Blanc caratterizzato da inebrianti profumi agrumati. Delicatezza ed eleganza sono i suoi punti forti. Decisamente ancora una grande sorpresa da questo produttore semisconosciuto. Ottimo il rapporto qualità/prezzo. Ve lo consigliamo.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1112">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"> <a title="Scheda dettagliata Champagne Ruinart" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=708"><img style="border: 0px;" title="ruinart blanc de blanc" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/ruinart-blanc-de-blanc.gif" alt="ruinart blanc de blanc" width="64" height="51" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Visualizza la scheda completa del Ruinart Blanc de Blanc" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=708">Ruinart, Blanc de Blancs</a></h2>
<p><strong>Francia,  A.O.C.  Champagne</strong><br />
Ecco un eccezionale Blanc de Blanc a conferma della linea di grande eleganza che ispira tutta la produzione della maison Ruinart.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=708">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
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		</item>
		<item>
		<title>Festival internazionale del Brodetto di pesce : vince il Cambrugiano</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 19:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Belisario]]></category>
		<category><![CDATA[Gare]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fano, 11 settembre 2009
Il Verdicchio di Matelica doc, riserva Cambrugiano 2006, della cantina Belisario, ha vinto la quarta edizione del Campionato italiano dei vini da Brodetto e zuppe di pesce, che si è tenuto presso l’hotel Augustus.
La giuria popolare, lo ha premiato con ben 474 voti !!!
Per tre giorni, dal 10 al 13 settembre, Fano si è trasformata nella patria della zuppa di pesce ed ha visto sfidarsi, in una gara “all’ultimo brodetto” il fior fiore degli chef italiani selezionati dalla guida “I ristoranti d’Italia 2009” de L’Espresso, una garanzia posta a testimonianza della qualità della manifestazione.
 
L’iniziativa ha avuto un notevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/370.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><a title="Verdicchio di Matelica Riserva Cambrugiano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=864"><img class="alignleft size-full wp-image-374" style="border: 0px;" title="localdina festival brodetto di pesce, Belisario Cambrugiano" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/localdina-festival-brodetto-di-pesce.jpg" alt="localdina-festival-brodetto-di-pesce" width="277" height="396" /></a>Fano, 11 settembre 2009<br />
<strong><a title="Belisario, Verdicchio di Matelica Riserva Cambrugiano" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=864">Il Verdicchio di Matelica doc, riserva Cambrugiano 2006</a></strong>, della cantina Belisario, ha vinto la quarta edizione del Campionato italiano dei vini da Brodetto e zuppe di pesce, che si è tenuto presso l’hotel Augustus.</p>
<p><strong>La giuria popolare, lo ha premiato con ben 474 voti !!!</strong></p>
<p>Per tre giorni, dal 10 al 13 settembre, Fano si è trasformata nella <strong>patria della zuppa di pesce</strong> ed ha visto sfidarsi, in una gara “all’ultimo brodetto” il fior fiore degli chef italiani selezionati dalla guida “I ristoranti d’Italia 2009” de L’Espresso, una garanzia posta a testimonianza della qualità della manifestazione.<br />
 </p>
<p>L’iniziativa ha avuto un notevole successo: oltre 70 i giurati in sala, e altri venti sono rimasti esclusi per esaurimento posti. Per il coordinatore dell’evento Francesco Ordonselli, dell&#8217;enoteca il Torchio, “è stato un grande successo che conferma anche il livello di competenza maturato nel pubblico”.</p>
<p>.</p>
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		<title>Come conservare il vino</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 19:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Molto spesso ci viene chiesto come poter conservare al meglio i vini acquistati presso la nostra enoteca.
La questione difatti non è per nulla trascurabile &#8211; soprattutto per bottiglie di un certo pregio e comunque per i vini destinati a non essere consumati entro i primi  12 mesi dall’imbottigliamento -  in quanto l’evoluzione del vino non termina mai. Una volta in bottiglia, il vino continua il proprio affinamento nel tempo, e le condizioni di conservazioni sono determinanti per un suo lungo invecchiamento. Ad esempio con temperature di stoccaggio troppo basse si ha la cosiddetta &#8220;rottura del vino&#8221; con la conseguenza separazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/355.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-360" title="conservare-vini-cantina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/conservare-vini-cantina.jpg" alt="conservare-vini-cantina" width="280" height="437" />Molto spesso ci viene chiesto come poter conservare al meglio i vini acquistati presso la nostra enoteca.</p>
<p>La questione difatti non è per nulla trascurabile &#8211; <em>soprattutto per bottiglie di un certo pregio e comunque per i vini destinati a non essere consumati entro i primi  12 mesi dall’imbottigliamento</em> -  in quanto l’evoluzione del vino non termina mai. Una volta in bottiglia, il vino continua il proprio affinamento nel tempo, e le condizioni di conservazioni sono determinanti per un suo lungo invecchiamento. Ad esempio con temperature di stoccaggio troppo basse si ha la cosiddetta &#8220;rottura del vino&#8221; con la conseguenza separazione e precipitazione dei tartrati che comporta una riduzione generale dell’acidità del vino.</p>
<p>Certamente le attuali tecniche di imbottigliamento favoriscono nettamente una migliore conservazione del vino rispetto al passato, ma il posto ideale &#8211; <em>anche se sembrerà scontato</em> -  per la conservazione del vino è sempre una buona cantina.</p>
<p>La cantina personale ideale deve avere almeno <strong>cinque requisiti</strong></p>
<p><strong>La climatizzazione dell’ambiente<br />
</strong>La temperatura ideale è compresa tra i 12 ai 16 gradi.  Ad ogni modo anche temperature maggiori continuano ad andare bene purché si evitino assolutamente sbalzi termici dal caldo al freddo o viceversa durante l’arco della giornata. La regola è quindi : meglio qualche grado in più ma sempre constante piuttosto che variazioni sensibili durante il giorno e la notte. Temperature superiori ai 25° gradi possono compromettere le caratteristiche del vino, in particolare le sue componenti volatili che possono irrimediabilmente deteriorarsi.</p>
<p><strong>Umidità</strong><br />
Il secondo fattore determinante per una corretta conservazione è la giusta umidità. Questa difatti se tenuta intorno ai 70-80% consente una buona “vita” del tappo di sughero e della sua tenuta al fine di evitare infiltrazioni d’aria e conseguenti ossidazioni.<br />
Altro metodo pratico per evitare questa condizione è di conservare sempre  la bottiglia in posizione orizzontale in modo da permettere al vino di rimanere in contatto con il sughero e quindi meno permeabile all’aria. Un problema è anche la troppa umidità che favorisce lo sviluppo di muffe e microrganismi. Un trucco per sconfiggere l&#8217;umidità eccessiva è cospargere il pavimento di sabbia o posizionare un recipiente pieno di sale grosso da cucina. </p>
<p><strong>Luce</strong><br />
Il vino teme la luce. Meglio conservarlo in un ambiente buio. E’ preferibile  non utilizzare luci al neon. </p>
<p><strong>Odori</strong><br />
Il tappo, seppur in maniera minima, permea l’aria e quindi gli odori presenti nello stesso ambiente. Vanno evitati quindi di conservare assieme alle bottiglie prodotti chimici, inchiostri o altri prodotti con forti odori nello stesso luogo.</p>
<p><strong>Vibrazioni<br />
</strong>un cantina soggetta a vibrazioni esterne tende a far perdere elasticità al tappo con conseguente minor garanzia di tenuta.</p>
<p>Da quanto esposto si capisce quindi che la prima asserzione non è proprio così scontata. Avere una cantina è abbastanza difficile in una normale abitazione. Il riscaldamento dei termosifoni, gli odori della cucina, la scarsa umidità casalinga sono tutti nemici del nostri vini. Come ovviare ? Utilizzando degli appositi frigoriferi oggi presenti sul mercato capaci di assicurare le giuste e costanti condizioni per la giusta e corretta maturazione del vino. L&#8217;unico inconveniente di questi frigoriferi è che devono essere costantemente collegati all&#8217;energia elettrica e che in genere offrono uno spazio limitato per le bottiglie.</p>
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		<title>La vita ha un sapore agrodolce</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In libreria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qual è il sapore perfetto ? E&#8217; quello della vita, che per Omar &#8211; protagonista del libro &#8211; corre a ritmo di bolero ed è ravvivata dal cibo che si arrichisce di volta in volta di risvolti affettivi o erotici.
Dai ricordi d&#8217;infanzia turbata dalle disavventure politiche del padre, ma anche ravvivata dall &#8216;affetto e dalle magnifiche ricette della madre, passando per una gioventù avventurosa, ma apparentemente priva di radici, lontana dalla sua GiJon, in cui si trova di volta in volta marinaio alla ricerca di ingaggi, incauto amante di una cugina messicana che lo inizia all&#8217;arte dell&#8217;amore e del guacamole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/149.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-154" title="sapore-perfetto-guanda" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/sapore-perfetto-guanda.jpg" alt="sapore-perfetto-guanda" width="280" height="437" />Qual è il sapore perfetto ? E&#8217; quello della vita, che per Omar &#8211; <em>protagonista del libro</em> &#8211; corre a ritmo di bolero ed è ravvivata dal cibo che si arrichisce di volta in volta di risvolti affettivi o erotici.</p>
<p>Dai ricordi d&#8217;infanzia turbata dalle disavventure politiche del padre, ma anche ravvivata dall &#8216;affetto e dalle magnifiche ricette della madre, passando per una gioventù avventurosa, ma apparentemente priva di radici, lontana dalla sua GiJon, in cui si trova di volta in volta marinaio alla ricerca di ingaggi, incauto amante di una cugina messicana che lo inizia all&#8217;arte dell&#8217;amore e del guacamole, aiutante dell&#8217;eccentrico, ma saggio cuoco di bordo di una piattaforma petrolifera, infine cuoco prima di un <em>bateau-mouche</em>, poi di un locale notturno a Parigi.</p>
<p>Ma la città in cui si trova Omar non è quella romantica da cartolina, bensì una Pariogi nottura, cosmopolita, in cui si uniscono le vite e i racconti di chi ha la scelta come una nuova patria fuggendo dalla propria: come la bellissima rumena Marina, di cui Omar si innamora perdutamente.</p>
<p>Sarà proprio attraverso il cibo &#8211; <em>non i piatti dal nome esotici che propone nel suo menù, ma quello semplicemente preparato per amore per lei, con i sapori della sua infanzia</em> &#8211; che conquisterà Marina, e la sua  vita assumerà finalmente il sapore che cervava.</p>
<p>Scorrevole ed avvincente, il Sapore perfetto potrebbe risultare un onesto prodotto sulla scia del successo del tema letterario gastronomico, ma le appendici dell&#8217;autore (che <em>ricorda luoghiu e persone alla base dei suoi personaggi e della sua  storia, inclusa un&#8217;esperienza &#8220;dal vivo&#8221; nella cucina di un ristorante, e si rivela anche autore di un bolero canticchiato nelle pagine del libro</em>) aggiungono senso e sapore alla sua opera.</p>
<p> Ecco un assaggio:</p>
<p>&#8220;<em>Suso richiuse la porta e io aprii lo sportello del frigorifero. C’erano carote e porri e qualche limone e un barattolo di marmellata di lamponi e latte e un pacchetto di caffè aperto (ma non le avevano proibito il caffè?) e mele e un pollo. Che diamine ci faceva lì tutta quella roba? Era forse quello il frigorifero di una donna malata? Ah, la solita strega! Allora sì che non potei evitare di ridere. Me la immaginavo al mercato, che faceva la spesa perché avessimo qualcosa da mangiare dopo che lei&#8230; Guardai la data di scadenza sulla confezione del pollo. Scadeva l’indomani. Un ottimo calcolo, Tina. Ti sei sempre saputa organizzare. Richiusi il frigorifero e tornai alla dispensa: aglio, alloro, pepe nero in grani e sei birre. C’era tutto il necessario. L’eredità. Eccola lì. Nessuna proprietà, né conti in banca, gioielli, mobili antichi. Soltanto gli ingredienti per preparare il pollo alla birra. Avevo ancora il sorriso sulle labbra quando sentii le lacrime riprendere a scorrere sulle guance&#8230;&#8221;</em></p>
<p><a title="Acquista il libro da IBS" href="http://www.ibs.it/code/9788882469221/fajardo-j-manuel/sapore-perfetto.html" target="_blank"><strong>IL SAPORE PERFETTO</strong></a><br />
Fajardo J. Manuel<br />
Edizioni Guanda<br />
Prezzo di copertina 16,00<br />
<strong>CODICE  ISBN: ND</strong></p>
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