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	<title>EVERYWINE.BIZ BLOG &#187; Paesi e Luoghi</title>
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	<description>Parole intorno e dentro un bicchiere di vino</description>
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		<title>Leone De Castris e i vini nobili del Salento</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 23:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Leone De Castris]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Leone de Castris non è un nome e cognome come molti (compilatori di guide compresi ) pensano, bensì un doppio aristocratico cognome dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina.  E' l'anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/970.gif&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><strong><a title="Pagina del produttore Leone De Castris" href="http://www.everywine.biz/produttore/leone-de-castris-66.php"><img class="alignleft size-full wp-image-974" title="Leone de castris" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/storia-leone-de-castris.jpg" alt="" width="240" height="400" />Leone de Castris</a> </strong>non è un nome e cognome come molti (<em>compilatori di guide compresi</em> ) pensano, bensì un <strong>doppio aristocratico cognome</strong> dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina.  E&#8217; l&#8217;anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine.</p>
<p>La cantina inizia l&#8217;imbottigliamento dei suoi prodotti nel 1925, in occasione del matrimonio tra Piero Francesco Leone e Anna Luisa Filippa de Castris, che unì le due più importanti famiglie di Salice Salentino, provincia di Lecce. Piero Francesco Leone, secondo di cinque figli, alla morte del padre, si dedicò all&#8217;amministrazione delle proprietà, costituite da fabbricati e terreni sui quali avviò un processo di trasformazione colturale, impiantando vigneti su terre prima coltivate a grano, e conducendoli parte in economia e parte attraverso un esercito di coloni del luogo. Piero, si trovò così a soli 20 anni ad amministrare un patrimonio terriero di oltre 2.000 ettari tra Salice, Guagnano, Campi, San Pancrazio e Sandonaci. Oltre a essere agricoltore divenne anche viticoltore, mostrando di possedere le qualità di agronomo, enologo ed esperto imprenditore. Nel corso degli anni venti, sviluppò la produzione di vino e nei primissimi anni del ventennio effettuò in Puglia il primo imbottigliamento, che a poco a poco perfezionò negli anni seguenti, dopo aver acquisito tutti i sistemi più aggiornati, avendo constatato direttamente l&#8217;applicazione dei nuovi processi tecnologici attraverso viaggi e contatti con le più rinomate case vinicole toscane, piemontesi e francesi.</p>
<p>Vennero rinnovati i vigneti assieme ad uno stabilimento moderno, attrezzato con torchi elettrici, che sostituirono quelli di vecchia generazione in legno e a vite. Furono costruiti lungo l&#8217;intero perimetro delle cantine vasche e fermentini in cemento armato. Piero inoltre iniziò a servirsi per primo della collaborazione di esperti enologi che lo portarono a far nascenere nel 1943 nacque il celebre vino rosato <strong><a title="Acquista il Five Roses di Leone De Castris" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Five Roses</a></strong>. Il prodotto più conosciuto dell&#8217; azienda ed il primo vino rosato ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia.</p>
<p>Questo vino ha preso il nome da una contrada nel feudo di Salice Salentino che si chiama &#8220;<strong>Cinque Rose</strong>&#8220;. Questa zona deve il suo nome al fatto che per intere generazioni ogni de Castris ha avuto cinque figli. Sul finire dell&#8217;ultima guerra il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Ma voleva un vino dal nome americano. Nacque così il &#8220;Five Roses&#8221;.</p>
<p>L&#8217;azienda è sempre interessata a sperimentare e provare a reimpiantare i <strong>vitigni autoctoni</strong>. La verdeca viene già prodotta ma in più si stanno studiando le possibilità offerte da vitigni come l&#8217;impigno, il sussumaniello e il francavilla, mentre stanno per essere impiantati anche vitigni alternativi come cabernet sauvignon e syrah per creare nuovi vini con uvaggi autoctoni e internazionali, dando comunque sempre maggiore importanza ai primi. Vengono inoltre prodotti spumante, acquavite e olio per un totale di 30mila bottiglie. Inoltre l&#8217;azienda gestisce un albergo, un ristorante e un agriturismo e alcuni appartamenti dove è possibile soggiornare. Infine stanno ristrutturando un palazzo del 1600 che sarà adibito a ufficio relazioni pubbliche inoltre con tutte le attrezzatture utilizzate storicamente dall&#8217;azienda, hanno pensato di adibire un&#8217;area a museo del vino.</p>
<p>E&#8217; sicuramente interessante farci una visita, hanno anche una sala attrezzata per degustazioni e i vini sono tanti e molto interessanti, perchè non approfittarne?</p>
<p>Ecco alcune etichette che suggeriamo. Per gli altri vini consultate la relativa pagina del <strong><a href="http://www.everywine.biz/produttore/leone-de-castris-66.php">produttore</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Ramitello Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/5ROSES01K.gif" border="0" alt="Di Majo Norante Ramitello" width="64" height="66" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Di Majo Norante, Ramitello" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Five Roses </a></h2>
<div><strong> Italia,  IGT  Salento </strong></div>
<p>Non è facile trovare un rosato così, c&#8217;è dentro un&#8217;energia ed una freschezza non comuni. Se poi si aggiunge che non è il classico rosé da bere entro l&#8217;anno, ma che con molta probabilità è solo all&#8217;inizio di una lunga evoluzione, non si può che farne scorta. Ora è buonissimo, poi sarà stupendo.<br />
<strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=120">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/LNCSLCSLNTN02R.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115"> Salice Salentino Riserva </a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Salice Salentino </strong></div>
<p>Difficile trovare difetti nei vini di questa azienda che sembra non sbagliare mai un colpo. Anche questa riserva è davvero ben fatta, è un vino al tempo stesso tradizionale e moderno, capace di soddisfare i palati più esigenti, ad un prezzo ottimo.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1115">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
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<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/LCLISA99R.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134"> Donna Lisa Riserva </a></h2>
<div><strong>Italia,  DOC  Salice Salentino </strong></div>
<p>Difficile trovare difetti in questo vino che coniuga al tempo stesso tradizionale e moderno riuscendo a soddisfare i palati più esigenti.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=134">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<p><small>© Admin for <a href="http://www.everywine.biz/bacheca">EVERYWINE.BIZ BLOG</a>, 2011. |
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		<item>
		<title>Moscato di Samos Nectar</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 00:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[vino e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'isola greca di Samos é sempre stata contesa tra oriente ed occidente, e per lungo tempo é stata parte dell'impero ottomano. Ma la fortuna internazionale dei suoi vini dolci e aromatici dominati dall'uva Moscato é legata da una parte alla Chiesa Cattolica, che le aveva concesso il privilegio esclusivo di preparare il vino da Messa, e alla Francia, che dal 1890 instaurò un fiorente commercio verso la madrepatria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/979.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-980" title="isola samos" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/isola_samos.gif" alt="" width="275" height="277" />L&#8217;isola greca di <strong>Samos </strong>é sempre stata contesa tra oriente ed occidente, e per lungo tempo é stata parte dell&#8217;impero ottomano. Ma la fortuna internazionale dei suoi vini dolci e aromatici dominati dall&#8217;uva Moscato é legata da una parte alla Chiesa Cattolica, che le aveva concesso il privilegio esclusivo di preparare il vino da Messa, e alla Francia, che dal 1890 instaurò un fiorente commercio verso la madrepatria.</p>
<p>Tutto il vino veniva venduto ai mercanti francesi che fissavano arbitrariamente il prezzo di acquisto riducendo gli agricoltori locali alla fame, per cui nel 1933 ci fu una sommossa popolare. Il governo ellenico sotto una tale pressione fu costretto, nel 1934, ad emanare una legge che obbligava tutti i produttori di uva ad iscriversi ad una delle 26 cooperative agricole sorte nel frattempo, riunite a loro volta nell&#8217;<a href="http://www.samoswine.gr/" target="_blank">Unione Cooperative Vinicole</a>. I villaggi situati sul versante nord del Monte Ambelos a 1147 metri s.l.m., sono i più vocati alla viticoltura, che si svolge interamente su terrazze sostenute da muretti a secco costruiti dall&#8217;uomo nei secoli.  Oggi l&#8217;Unione Cooperative Vinicole di Samos é una delle più importanti e moderne di tutta la Grecia, e le 80.000 bottiglie di<strong> Moscato di Samos Nectar </strong>rappresentano senza dubbio il suo vino simbolo. Le uve vengono raccolte intorno alla metà di Settembre quando sono leggermente sovramature, poi i grappoli più sani vengono posti ad appassire su graticci fino a quando non raggiungono una concentrazione zuccherina di 500 g/l. Segue la pressatura e la fermentazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata di 22°C, a cui segue una lunga maturazione in fusti di rovere.</p>
<p><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantina_samos_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-988 img-ph" title="La magnifica cantina vista dall'esterno" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_1.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantina_samos_2_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-989 img-ph" title="La bottaia" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_2.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-990 img-ph" title="I vigneti arrampicati sui costoni dell'isola" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_3.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_2_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-991 img-ph" title="Vite allevata ad alberello" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_4.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a><a href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/vigneti_samos_3_big.jpg" rel="lightbox[979]"><img class="alignnone  size-full wp-image-992 img-ph" title="I vigneti allevati vicino al mare" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2011/06/cantine_samos_5.jpg" border="0" alt="" width="110" height="110" /></a></p>
<p>Il colore è giallo dorato con note ambrate e ramate, al naso si apre prima con agrumi canditi dove si riconoscono il mandarino e l&#8217;arancia, poi il miele e la mandorla tostata, sentori di pasticceria da forno&#8230;la bocca replica morbida, composta e avvolgente. Pieno e molto lungo.</p>
<p><!-- ###############################  --></p>
<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Contado Di Majo Norante" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/UCVSSAMOSNCTR01D.gif" border="0" alt="Agianico Contado Di Majo Norante" width="64" height="62" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Contado Di Majo Norante" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068"> Moscato di Samos Nectar </a></h2>
<div><strong>Grecia,  Dolce, A.O.C.  Samos </strong></div>
<p>Un grande Moscato in un concentrato di mediterraneità.  <strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1068">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<hr />
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		</item>
		<item>
		<title>Contadi Castaldi, il Satén per antonomasia.</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/03/contadi-castaldi-il-saten-per-antonomasia/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>
		<category><![CDATA[Saten]]></category>

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		<description><![CDATA[Contadi Castaldi nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa, imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà quella del Gruppo Moretti: “la qualità come punto di partenza e di arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio franciacortino”. La scelta della sede – la Fornace Biasca di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800 – è risultata congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei Franciacorta: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/649.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="size-full wp-image-654 alignleft" title="Una delle massime espressione della contadi castaldi : il saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/saten-franciacorta-contadi-castaldi.jpg" alt="saten franciacorta contadi castaldi" width="280" height="437" /></p>
<p><strong><a title="I Franciacorta di Contadi Castaldi" href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php">Contadi  Castaldi</a></strong> nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa,  imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra  Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova  cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo  rapporto qualità-prezzo.  La filosofia della nuova azienda seguirà  quella del Gruppo Moretti: “<strong>la qualità come punto di partenza e di  arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio  franciacortino</strong>”.</p>
<p>La scelta della sede –<em> la  Fornace Biasca  di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800</em> – è risultata  congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei  <strong><a title="Scaffale in enoteca dello spumante Franciacorta" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=354">Franciacorta</a></strong>: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, mantengono  la temperatura a un livello ottimale.</p>
<p>Contadi Castaldi, a  differenza di altre aziende della Franciacorta, ha la caratteristica  essenziale di non possedere molto terreno di proprietà, ma ha puntato  piuttosto verso una gestione di carattere associativa. Questo ha  permesso la nascita di una forte classe di piccoli viticoltori<strong> estremamente specializzati </strong>nella gestione dei vigneti a cui Contadi  Castaldi fornisce il necessario supporto tecnico e scientifico grazie ad  una propria rete di consulenti e riunioni periodiche. Ad esempio nel  lontano 1997  l&#8217;azienda realizzò un vigneto sperimentale dove vennero  messe a dimora oltre 15 varietà di viti con l’obiettivo di dimostrare ai  vari conferitori l’impostazione e la gestione di un moderno vigneto “a  spalliera”, nonché il comportamento dei diversi vitigni ammessi dai  disciplinari e di altri che potrebbero dare , in prospettiva  futura,  risultati interessanti.</p>
<p>La filosofia di<a href="http://www.everywine.biz/produttore/contadi-castaldi-121.php"> Contadi Castaldi </a>è quella di partire dal vigneto, effettuando un  lavoro esasperato al limite del maniacale in campagna per poter  destinare le migliori uve  prima alla trasformazione enologica.</p>
<p>Questa  parte del ciclo trova la massima sintesi nel<strong> lavoro di zonazione</strong> effettuata da Contadi Castaldi al fine di individuare e selezionare i <strong>migliori   cru</strong> per le singole cuvée prodotte.  Difatti per realizzare le singole cuvée è necessario conoscere e  saper interpretare la materia prima espressione di ogni unità  pedoclimatica, di ogni singola particella di vigneto al fine di riconoscerne le potenzialità e prevederne il percorso  evolutivo.<br />
Così il progetto diventa concretezza: selezionando l’uva nei 130 ettari  gestiti dall’azienda, distribuiti in quei 19 comuni, compresi tra le  colline che attorniano il Lago d’Iseo e la pianura bresciana,  autorizzati a produrre Franciacorta.</p>
<p>Produrre una cuvée quindi non significa solo assemblare  vini base per produrre un vino apprezzabile al palato; vuol dire dare  vita ad un prodotto che sia espressione di un territorio per comunicare  un gusto caratteristico e caratterizzante, sinonimo di una personalità  unica, quella di un marchio e di uno stile, riconoscibile in tutti i  vini dell’azienda e tra quelli delle altre aziende.  Realizzare una cuvée è come costruire e  realizzare un progetto che alla fine risulti palpabile, per lo meno al  palato.</p>
<p><strong>Oggi Contadi Castaldi è sinonimo di Ricerca e  Modernità</strong>. In cantina nulla è lasciato al caso: la pressatura è  soffice, diversa per ogni tipologia di uva, per non rovinare il lavoro  fatto in vigna. Anche l’utilizzo di lieviti selezionati, oltre a ridurre  eventuali alterazioni o “rimaneggiamenti” in cantina partecipano alla  realizzazione di un determinato “gusto”. E poi il remuage,  prevalentemente meccanico, con giropallette, una volta concepito come  mezzo per ridurre al minimo i tempi, oggi è realizzato utilizzando  programmi adatti all’ottenimento della qualità.</p>
<p><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/sala-pupitre-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-660 img-ph" title="Sala delle pupitre" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/pupite-thumb.jpg" alt="Sala pupite" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-669 img-ph" title="veduta aerea" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/veduta-aerea-thumb.jpg" alt="veduta aerea" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-675 img-ph" title="Contadi Castaldi Franciacorta Soul - Saten" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/soul-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-contadi-castaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-680  img-ph" title="Ingresso azienda" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/ingresso-azienda-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a class="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi.jpg" rel="lightbox[649]"><img class="alignnone size-full wp-image-684 img-ph" title="contadi castaldi" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/tappo-capsula-contadi-castaldi-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a></p>
<p>In Contadi  Castaldi convivono però tecnologie moderne e tradizione; nei luoghi  prima adibiti alla cottura dei mattoni, oggi si trovano pupitre per il  remuage manuale della durata classica di 18 giorni con il quale si  produce ancora qualche migliaia di bottiglie. Percorrere questi cunicoli  è davvero suggestivo!</p>
<p>Contadi Castaldi si è distinta per aver  creato e affinato negli anni il concetto di <a title="Contadi Castaldi  Franciacorta Saten Brut" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=700"><strong>Satén </strong></a>quale  fusione di due ideali tipicamente francesi: “cremant” e “blanc de  blancs”.<strong>Satén quale ponte tra la più classica produzione  spumantistica italiana e la quella francese dello Champagne</strong>.</p>
<p>Un  concetto di morbidezza al palato intesa nel senso meno didattico del  termine, quindi non zuccheri alcoli e polialcoli ma cremosità al palato ,  avvolgenza e assenza di spigolosità date dal perlage finissimo.</p>
<p>E’ così che a Contadi Castaldi un’idea prende  forma e la materia diventa piacere, per il palato, e forse ricordo per  la memoria.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="660" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="660" height="525" src="http://www.youtube.com/v/diFWjSC9bQo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Seminario Veronelli Degustazione del 19.06.2009</p>
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		<title>Fattoria San Lorenzo : Il Verdicchio secondo natura.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 16:42:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio]]></category>

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		<description><![CDATA[Natalino Crognaletti della Fattoria San Lorenzo è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi. I suoi vini sono sempre il frutto di quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata. La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come lo faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/619.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-623" title="lavorazioni in fattoria San Lorenzo" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/lavorazioni-in-fattoria-san-lorenzo.jpg" alt="Fattoria San Lorenzo e le lavorazioni in cantina" width="280" height="437" />Natalino Crognaletti della <a title="Fattoria San Lorezo e i suoi Verdicchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria San Lorenzo </a>è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e  “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende  mai a compromessi.</p>
<p>I suoi vini sono sempre il frutto di  quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino,  ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata.</p>
<p>La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come  lo faceva il nonno Enrico,  tutte le operazioni di  campagna vengono effettuate, osservando la natura, le stelle e i ritmi della natura. Ecco quindi spiegato il motivo del continuo alternarsi delle  peculiarità dei vini da un anno all’altro.</p>
<p>L’assaggio dei suoi <a title="Lo scaffale del Verdicchio dei Castelli di Jesi" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=132">Verdicchi </a>è sempre appagante  fin dal primo attacco fresco e  squillante.  Sorsi che tengono il palato con fermezza, ampia quanto serve,  e ricco di sfumature. Sono vini sinceri fino al termine, conservando dentro la loro anima un pezzetto delle terre marchigiane.</p>
<p>Scopri i vini di <a title="Scopri i vini che puoi acquistare presso l'enoteca everywine" href="http://www.everywine.biz/produttore/san-lorenzo-396.php">Fattoria  San Lorenzo </a>che puoi acquistare presso la nostra enoteca.</p>
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		<title>Casetto dei Mandorli : vino da 3 generazioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a Predappio, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria Casetto dei Mandorli della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/601.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-606" title="casetto dei mandorli Nicolucci" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/03/casetto-dei-mandorli-nicolucci.jpg" alt="casetto dei mandorli Nicolucci" width="280" height="437" />Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a <a title="Mappa di Predappio" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=predappio&amp;sll=44.106333,11.981657&amp;sspn=0.14249,0.328217&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Predappio+Forl%C3%AC-Cesena,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.109436,11.981149&amp;spn=0.01781,0.041027&amp;t=h&amp;z=15" target="_blank">Predappio</a>, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola.   Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="http://www.everywine.biz/produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto dei Mandorli</a></strong> della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna.</p>
<p>Inizialmente la proprietà dell’azienda contava appena 5 ettari di vecchie vigne, ma poco distante alle vigne di famiglia c’era un vigneto che faceva gola a Giuseppe Nicolucci. Era la famosa “<a title="Sangiovese di Romagna - Vigna del Generale Predappio di Predappio" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=1062">Vigna del Generale</a>” di proprietà del generale sardo Bua Siriana, valoroso combattente della prima guerra mondiale. A Predappio quella vigna, sin dalla metà del secolo scorso era già un mito. Infatti le sue uve erano quelle che al mercato del paese determinano il prezzo di tutte le uve di Sangiovese, risultando sempre le più pagate.</p>
<p>Quello del “Generale” era considerato da tutti il vino più prestigioso della zona e la famiglia Nicolucci di certo non voleva farsi sfuggire un così bell’appezzamento di vigna. Per anni il Generale Bua Siriana rimase in parola con Giuseppe che spingeva per aggiungere quel vigneto alla sua proprietà. Nel 1960 finalmente i 2,5 ettari della vigna vengono acquistati dalla famiglia Nicolucci che in seguito comprerà nel corso degli anni altri terreni circostanti per portare la proprietà agli attuali 15 ettari. Le vigne dei Nicolucci sono collocati ad un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare con esposizione a sud, in zone ben arieggiate e con una composizione di crete mature (argilla matura) che permette un buon drenaggio dei terreni.</p>
<p>Passano gli anni e al padre Giuseppe si affianca in azienda il figlio Alessandro che nel frattempo si è laureato in Agraria a Cesena e specializzato in Enologia a Conegliano Veneto. Da subito Alessandro introduce innovazioni in vigna procedendo al gradualmente rinnovamento di tutti i vecchi vigneti selezionando personalmente le marze migliori da cloni di sangiovese già presenti nel vigneto. I nuovi vigneti, tutti a cordone speronato, vengono impiantati con maggior densità per ottenere una minor resa per pianta e più qualità in vigna.</p>
<p>Alla Fattoria Casetto  dei Mandorli la raccolta è tutta manuale. Le fermentazioni vengono fatte separatamente, vigna per vigna, con tempi più brevi rispetto al passato, pratiche di “delastage” più frequenti, che consentono una parziale eliminazione dei vinaccioli, portatori di tannini verdi, maggior estrazione e stabilizzazione del colore, più travasi, il tutto per ottenere vini meno aggressivi, più rotondi, eleganti ma sempre espressivi del territorio.</p>
<p>L’affinamento in legno è in gran parte in botti o tonneau, poche le barrique di Allier, tutte collocate nelle vecchie cantine d’epoca medievale adiacenti all’antica rocca.</p>
<p>Fattoria Casetto dei Mandorli è la tipica azienda vitivinicola dove la cultura famigliare si concretizza nell&#8217;amore per la terra ed uno dei suoi frutti migliori: il vino.</p>
<p>Scopri tutti vini della Fattoria <strong><a title="Tutti i vini dell'azienda Casetto dei Mandorli" href="../../produttore/casetto-mandorli-nicolucci-273.php">Casetto   dei Mandorli</a></strong></p>
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		<title>Sulle vie del Rosso Conero</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2010/02/vino-rosso-conero/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 06:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosso Conero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Cónero una tipicità impossibile altrove. Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/566.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-570" title="il rosso conero delle marche" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2010/02/il-rosso-conero-delle-marche.jpg" alt="il rosso conero delle marche" width="280" height="420" />Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d&#8217;altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l&#8217;azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno <strong>Montepulciano </strong>di esprimere nel <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> una tipicità impossibile altrove.</p>
<p>Il miracolo di questa piccola fetta d&#8217;Italia è proprio la sua posizione centrale con un clima ancora mediterraneo a ridosso delle correnti favorevoli che provengono dai Balcani. Una sorta di zona franca in cui più che la tecnica conta ancora molto il terroir. Sulle colline affacciate sul mare o sulle marne calcaree, sulle piattaforme argillose o sui terreni sabbiosi, vive un clone del vitigno rosso Montepulciano, dalle caratteristiche differenti dai cloni della stessa famiglia che crescono in Umbria ed Abruzzo. Un vitigno che più di ogni altro luogo in Italia riproduce fedelmente le peculiarità della sua terra madre. Concepito in condizioni ambientali uniche, e pertanto diverso nei profumi e nel gusto a secondo degli influssi che ha subito in vigna: aggrappato a scoscesi costoni, disteso su morbide colline o esposto alle brezze che giungono dalla costa. Tutte situazioni che conferiscono a questo vino un dono sempre differente, sempre unico che restitusce al degustatore il terroir del Rosso Conero.</p>
<p>Oggi il Rosso Conero allevato nei soli 190 ettari alle spalle di Ancona è un grande vino, per lo meno in tutte le versioni di punta delle molte aziende come la <a title="Pagina dell'azienda Umani Ronchi" href="http://www.everywine.biz/produttore/umani-ronchi-224.php">Umani Ronchi</a>, <a title="Pagina dell'azienda Moroder" href="http://www.everywine.biz/produttore/moroder-54.php">Moroder </a>, le <a title="Pagina dell'azienda Fattoria Le Terrazze" href="http://www.everywine.biz/produttore/terrazze-140.php">Fattorie Le Terrazze</a> o<a title="Pagina dell'azienda Silvano Strologo" href="http://www.everywine.biz/produttore/strologo-198.php"> Silvano Strologo</a> che si prodigano nella sua rivalutazione: concentrazione, profumi intensamente pieni e fruttati, inconfondibile complessità e longevità sono segni ormai facilmente riscontrabili. E già si parla della famigerata Docg che potrebbe sancire molti anni di duro lavoro. I punti per questo passaggio sono molti, ma non tutti insormontabili. Ad esempio l&#8217;abbassamento della resa di uve per ettaro da 140 quintali a 80 è un valore già soddisfatto da quasi tutti i vini di punta di molte aziende della zona. Si parla anche di una struttura di denominazioni d&#8217;origine a cascata sull&#8217;esempio del Montepulciano o del Brunello di Montalcino. La discussione continua sull&#8217;introduzione di altri vitigni nella Doc o su argomenti più tecnici come la modifica di alcuni parametri chimici del vino. Su una cosa comunque sembrano essere tutti d&#8217;accordo: se sarà Docg si chiamerà semplicemente Conero.</p>
<p>Le caratteristiche del Rosso Conero suggeriscono stimolanti matrimoni d&#8217;amore con svariate preparazioni della cucina marchigiana. Generoso come le genti del monte, caldo e rosso come i tramonti che si spengono sul mare, questo vino è un autentico dono della natura. Lo gusterete con le carni d&#8217;agnello, di manzo e di pollo, con i &#8220;gnocchi&#8221;, i &#8220;vincisgrassi&#8221; &#8211; lasagne marchigiane &#8211; e i tortellini. E&#8217; estremamente interessante notare come qui la tradizione dia luogo ad una singolare eccezione: in qualsiasi regione d&#8217;Italia, i piatti di pesce vengono accompagnati da vino bianco, gli abitanti del Conero al contrario ,soprattutto pescatori sono abituati da millenni ad accompagnare le loro pietanze saporite e speziate come il Brodetto o il Guazzetto con il vino rosso delle loro colline.</p>
<p>Scopri i <strong><a title="Scaffale in enoteca del Rosso Conero" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=238">Rosso Cónero</a></strong> presenti in enoteca.</p>
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		<title>Teroldego : la legenda del drago</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 20:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Teroldego]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Teroldego nasce in un piccolo fazzoletto di terra chiamato Campo Rotaliano che si estende nella valle dell&#8217;Adige poco a nord di Trento, decantato da Goethe nel suo famoso libro &#8220;Viaggio in Italia&#8221; che lo descrisse come &#8220;il giardino delle viti&#8221; e da Cesare Battisti che lo definì &#8220;il giardino vitato più bello d&#8217;Europa&#8221;. Originariamente questo Campo non aveva l&#8217;aspetto attuale in quanto tra il 1848 e il 1852 gli Imperatori d’Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe deviarono il corso del fiume Noce che spesso causava innondazioni nelle zone circostanti. Rimase così un terreno fluviale molto particolare, con presenza di limo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/397.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-401" title="teroldego rotaliano" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/09/teroldego-rotaliano.jpg" alt="teroldego rotaliano" width="280" height="420" />Il <a title="Il Teroldego" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109"><strong>Teroldego</strong> </a>nasce in un piccolo fazzoletto di terra chiamato Campo Rotaliano che si estende nella valle dell&#8217;Adige poco a nord di Trento, decantato da Goethe nel suo famoso libro &#8220;Viaggio in Italia&#8221; che lo descrisse come &#8220;il giardino delle viti&#8221; e da Cesare Battisti che lo definì &#8220;il giardino vitato più bello d&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Originariamente questo Campo non aveva l&#8217;aspetto attuale in quanto tra il 1848 e il 1852 gli Imperatori d’Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe deviarono il corso del fiume Noce che spesso causava innondazioni nelle zone circostanti. Rimase così un terreno fluviale molto particolare, con presenza di limo in superficie e di ghiaia, sabbia e ciottoli in profondità che assicurando un buon drenaggio ha permesso la coltivazione della vite in un territorio così pianeggiante.</p>
<p>Il Campo Rotaliano inoltre è situato in una posizione particolarmente favorevole, circondato da pareti rocciose che bloccano il passaggio dei venti gelidi provenineti dalle imminenti Alpi  e immagazzinano il calore nelle ore di sole, allo stesso tempo riceve le correnti temperato-umide provenienti dal Garda, assicurando ai vitigni un ricircolo di aria continuo.</p>
<p>E in un posto così speciale non poteva che essere coltivato un vitigno che genera frutti molto pregiati, &#8220;<strong>l&#8217;oro del Tirolo</strong>&#8221; Tiroler Gold, è da quest&#8217;appellativo sembra che provenga l&#8217;attuale nome &#8220;Teroldego&#8221;.  Sulla nascita di questo vitigno si narra una <strong>fantastica legenda</strong>: un tempo esisteva un drago che terrorizzava la popolazione, la cui casa era posta dove ora si trovano i ruderi del Castel San Gottardo, sulla parete sud del Monte di Mezzocorona. Il Conte Firmian uccise il drago grazie a uno stratagemma e ne portò il corpo a fondovalle per festeggiare con la popolazione la fine del flagello, senonchè alcune gocce del sangue del drago caddero nel terreno e in quel punto nacquero le prime viti di Teroldego.</p>
<p>Il <a title="Il Teroldego in Enoteca" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109"><strong>Teroldego</strong> </a>da vita ad un vino rosso di grande struttura ed eleganza, ricco di colore e tannini, rosso porpora, tendente al granato, dai profumi intensi di piccoli frutti di bosco e di amarena, caratterizzato da grande complessità e pienezza al palato.</p>
<p>Si presta stupendamente bene sia all&#8217;affinamento in legno, per la produzione di vini robusti, capaci di invecchiare anche 15-20 anni, che alla macerazione carbonica per la produzione di un novello in purezza che, in questi ultimi anni, ha dimostrato di disporre di una &#8220;marcia in più&#8221; rispetto ad altri novelli italiani. Un vino quindi dalle potenzialità enormi, un vino totalmente autoctono che può raggiungere livelli di qualità davvero apprezzabili.</p>
<p>Si dimostra adatto ad accompagnare portate sostanziose come capriolo e polenta, lo spezzatino di cinghiale, le grigliate miste di carne e gli arrosti in genere. Generoso nell&#8217;abbinamento con formaggi stagionati come i pecorini ed il Parmigiano. Nella versione novello è assolutamente da provare con il fegato alla veneziana, con le castagne al forno, con le scaloppine di pollo o con il tacchino ai funghi, ma in genere è un piacere da gustare a tutto pasto.</p>
<p>Scegli tra i <a title="Lista dei Teroldego presenti in Enoteca" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/body');" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=109">Teroldego presenti in enoteca</a></p>
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		<title>Valtellina tra inferno e paradiso</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/08/valtellina-tra-inferno-e-paradiso/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 14:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Sforzato]]></category>
		<category><![CDATA[Valtellina]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra impossibile come i contadini siano riusciti a terrazzare le pendici della montagna ricavandone dei piccoli fazzoletti di terra abbarbicati su rocce a strapiombo, qui con pazienza hanno eretto chilometri e chilometri di muretti a secco fatti di sassi e frammenti di roccia a protezione dei piccoli e corti filari allineati che declinano lentamente a valle. Sulle terrazze anche le lavorazioni più semplici diventano difficili e devono essere fatte a forza di braccia. In pianura per lavorare un ettaro di vigna occorrono circa 50-100 ore ettaro, in Valtellina ne occorrono dalle 1.200 alle 1.600 e solo nei pochi vigneti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/18.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-21" title="vigneti-valtellina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/vigneti-valtellina.jpg" alt="vigneti-valtellina" width="280" height="280" />Sembra impossibile come i contadini siano riusciti a terrazzare le pendici della montagna ricavandone dei piccoli fazzoletti di terra abbarbicati su rocce a strapiombo, qui con pazienza hanno eretto chilometri e chilometri di muretti a secco fatti di sassi e frammenti di roccia a protezione dei piccoli e corti filari allineati che declinano lentamente a valle.</p>
<p>Sulle terrazze anche le lavorazioni più semplici diventano difficili e devono essere fatte a forza di braccia. In pianura per lavorare un ettaro di vigna occorrono circa 50-100 ore ettaro, in Valtellina ne occorrono dalle 1.200 alle 1.600 e solo nei pochi vigneti di moderna concezione è possibile abbassarle a 600.</p>
<p>Chiusa tra le Prealpi Orobiche e le Alpi Retiche, la vallata si estende per quasi 120 chilometri sino a Livigno, percorsa dal fiume Adda sino al confine con la Svizzera.<br />
Qui la terra è magra e costringe le viti ad andare in profondità per trovare il nutrimento necessario, le escursioni termiche tra la notte e il giorno sono forti mentre la neve è una manna perché mantiene caldo il terreno e impedisce il congelamento delle radici. In primavera la “breva”, il tiepido vento che spira dal lago di Como, favorisce l’impollinazione mentre d’autunno limita la formazione delle muffe sui grappoli, la luce e il calore del sole, riflessi dai muri di pietra, li aiuta a maturare. Condizioni limite per la vite ma proprio in questo contesto nascono dei i <a title="Scaffale in Enoteca dei Vini rossi della Valtellina" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=102">vini inimitabili della valtellina</a> come l’Inferno, il Sassella, il Grumello e il celeberrimo Sforzato.</p>
<p>L’<strong>Inferno </strong>subito ad est del Grumello, é la più piccola delle quattro sottozone <strong>Valtellina Superiore</strong> Docg: 65 ettari, il suo nome deriva probabilmente dagli anfratti rocciosi dove crescono i vigneti di Nebbiolo, questa zona è caratterizzata da ampi sbalzi termici e la temperatura in estate ragguiunge dei livelli molto elevati</p>
<p>L’uva dalla quale si ottiene l’Inferno è, come per tutti i Valtellina classici, la variante autoctona del Nebbiolo, la Chiavennasca. Il trasferimento del vitigno in queste terre ha origini lontane, anche se le prime testimonianze certe della sua coltivazione risalgono al XVI sec.<br />
E’ un vitigno che preferisce le località di collina e di montagna ben esposte al sole e riparate dai venti freddi, ha germogliamento e fioritura precoce ma la maturazione è tardiva, da vita a vini potenti in grado di invecchiare a lungo.</p>
<p>L’Inferno è un ottimo vino da arrosto, di colore rosso rubino tendente al granato, profumo caratteristico che si ammorbidisce con la maturazione, sapore asciutto, austero, armonico, leggermente tannico. Si accompagna bene con carni rosse (arrosti e ai ferri), selvaggina, nonché formaggi stagionati con particolare riferimento a quelli locali.</p>
<p><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-veduta-1.jpg"><img class="size-full wp-image-763 alignnone img-ph" title="Veduta di vigneti in Valtellina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-thumb-1.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-veduta-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-764 img-ph" title="Veduta di vigneti in Valtellina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-thumb-2.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-veduta-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-765 img-ph" title="Coltivazione su vigneti terrazzati" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/valtellina-thumb-3.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/mappa-lombardia-valtellina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-777 img-ph" title="La Valtellina" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/cartina-lombardia-valtellina.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><a rel="Lightbox[album]" href="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/appassimento-vino-sforsato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-782 img-ph" title="L'appassimento delllo Sforzato dura mediamente 110 giorni" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/appassimento-thumb.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a></p>
<p>Lo <strong>Sforzato </strong>o “<strong>Sfursat</strong>”, così chiamato perché ottenuto da una “forzatura” nella maturazione dell’uva Chiavannesca, che viene fatta appassire fino a che la concentrazione zuccherina sia tale da poterne ricavare un vino di 15 gradi circa. E’ un vino di grande morbidezza, si accompagna ottimamente ai formaggi stagionati, grassi e saporiti, ottimo con l’anatra al forno.</p>
<p>Il <strong>Sassella</strong>, deve il suo nome al Sanutario della Madonna del Sassella, in stile gotico-lombardo risalente al 1500, all’interno del santuario c’è un affresco nel quale è rappresentata una figura femminile che assiste la Natività della Madonna e tiene in mano un bicchiere di vino rosso. Questo vino è stato elogiato anche dal Carducci, al quale dedicò una lunga poesia: “E tu pendevi tralcio da i retici balzi/odorando florido al murmure dei fiumi/da l’alpe volgenti ceruli/in fuga spume d’argento”. Nasce da un piccolo fazzoletto di terra di 130 ettari inerpicati sulle pendici della montagna vicino alla città di Sondrio, è un vino rosso superiore da arrosto e da selvaggina, di colore rosso rubino tendente al granata, profumo sottile, persistente, intenso, sapore secco, austero, armonico, leggermente tannico, gradevole.</p>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=384"><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="border: 0pt none;" title="Plozza Inferno riserva" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PLZINFERNO03R.gif" border="0" alt="Plozza vini dellla Valtellina riserva Inferno" width="64" height="116" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Plozza VAltellina Superiore Inferno riserva" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=384">Plozza, Inferno Riserva</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Valtellina Superiore Inferno </strong></div>
<p>Il nome curioso di questo vino di montagna si riferisce – strano a dirsi – alle temperature &#8220;infernali&#8221; che si raggiungono d&#8217;estate nei terrazzamenti rocciosi sui fianchi delle montagne della Valtellina, a est di Grumello. Escursioni termiche tra la notte ed il giorno che fissano profumi ed aromi particolari.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=384">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
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</div>
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<div class="LINKWN-BOX">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680">
<tbody>
<tr>
<td width="80" valign="top"><a onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" style="border: 0pt none;" title="Sforzato di Valtellina Plozza" src="http://www.everywine.biz/prod_images_etichette/PLZVINCAFFRZ03R.gif" border="0" alt="Plozza Sforzato di Valtellina" width="64" height="116" /></a></td>
<td class="LINKWN" width="600" valign="top">
<h2><a title="Sforzato di Valtellina  " onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Plozza, Vin da Cà Sfursat</a></h2>
<div><strong>Italia, DOCG Sforzato di Valtellina </strong></div>
<p>Sforzato elegante con profumi intensi di prugna e terra bagnata. Al gusto è avvolgente, con tenace continuità e gradevole pienezza.</p>
<p><strong><a title="Scheda completa del prodotto" onclick="javascript: pageTracker._trackPageview('/exitblog/bottom-list');" rel="nofollow" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=293">Vai alla scheda del vino</a></strong></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Bradisismo Inama : alla scoperta del Carmènere sui colli Berici</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 13:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Inama]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Inama è un veronese cresciuto sui colli del Soave e innamoratosi di quelli Berici, dove ha concentrato tutta la sua attività vinicola, frutto di uno stretto legame con il territorio, che lo ha portato ad avviare sulle colline vicentine un progetto di riscoperta e valorizzazione di un vitigno autoctono, il Carmenere, che era praticamente scomparso e che ora sta vivendo una seconda giovinezza. Il Bradisismo è un taglio bordolese nato sui berici grazie appunto alla riscoperta del Carmenere. Nel primo Ottocento, la grande povertà spingeva molti ad emigrare e dai Colli Berici vi fu una certa tendenza a dirigersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/10.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<div id="attachment_13" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-13  " style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/vigneti-inama.jpg" alt="Vigneti Inama - Photo by Giò Martorana" width="280" height="280" /><p class="wp-caption-text">Vigneti Inama - Photo by Giò Martorana</p></div>
<p>Stefano <a title="Scheda dell'azienda Inama" href="http://www.everywine.biz/produttore/inama-20.php"><strong>Inama </strong></a>è un veronese cresciuto sui colli del Soave e innamoratosi di quelli Berici, dove ha concentrato tutta la sua attività vinicola, frutto di uno stretto legame con il territorio, che lo ha portato ad avviare sulle colline vicentine un progetto di riscoperta e valorizzazione di un vitigno autoctono, il Carmenere, che era praticamente scomparso e che ora sta vivendo una seconda giovinezza. Il <a title="Bradisismo - Inama" href="http://www.everywine.biz/product_detail.php?id=410"><strong>Bradisismo</strong> </a>è un taglio bordolese nato sui berici grazie appunto alla riscoperta del Carmenere.</p>
<p>Nel primo Ottocento, la grande povertà spingeva molti ad emigrare e dai Colli Berici vi fu una certa tendenza a dirigersi in Francia ed in particolare in Aquitania (Bordeaux) da dove gli emigranti, quando tornavano a visitare i propri parenti portavano barbatelle di viti locali. A quell’epoca era particolarmente diffuso appunto il Carmenère. Si tratta di una varietà simile al Cabernet Franc ma con caratteristiche genetiche differenti. Il caso ha voluto che con il tempo il Carmenère si adattasse magnificamente al territorio Berico, divenendo quello che i locali chiamano Cabernet. Per questi motivi, il vitigno venne poi confuso con il Cabernet Franc e quando vennero stilati i disciplinari per la doc Colli Berici ,la più vecchia doc italiana di Cabernet, oltre a Merlot e Cabernet Sauvignon venne inserito il Cabernet Franc, non quello che in realtà era Carmenère.</p>
<p>La verità storica è potuta venire a galla con la più recente doc Vicenza che ha inserito nel disciplinare il Carmenère che è a tutti gli effetti il prodotto più tipico di questi colli. La sua aromaticità è unica e riesce a raggiungere maturazioni che in Francia risultavano molto difficili, producendo un intenso aroma di piccoli frutti scuri, speziato da una leggera nota pepata che lo rende inimitabile da solo e in blend.</p>
<p>Dal colore rosso rubino impenetrabile, ha profumi intensi e molto eleganti che vanno dall’erbaceo al fruttato, in un bellissimo rincorrersi di senzazioni ed emozioni. E’ polposo di frutta rossa matura, ciliegie, con note speziate fittissime dove ad emergere sono la cannella, la liquirizia e la vaniglia, quest’ultima con grazia e per nulla invadente tenuto presente che il vino sosta per 15 mesi in barriques di primo passaggio. Al palato colpisce la morbidezza che invoglia a berlo e a finirlo tutto. E’ avvolgente e perfettamente bilanciato da una consistente vena acida e tanninieducati ad accompagnare un lunghissimo finale.</p>
<p>Un vino come questo richiede abbinamento enogastronomici piuttosto “impegnativi”, come per esempio ricchi stufati o brasati di carne, selvaggina, arrosti di carne e, non da ultimo, grandi formaggi stagionati, preferibilmente di pecora o capra.</p>
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		<title>Vin santo del trentino : il passito dei laghi</title>
		<link>http://www.everywine.biz/bacheca/2009/08/vin-santo-del-trentino-il-passito-dei-laghi/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paesi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[Vin Santo]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Passiti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.everywine.biz/bacheca/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[Nella Valle dei Laghi la tradizione di produrre vini dolci attraverso l’appassimento naturale delle uve è molto antica. Già nel XVII secolo le cronache catalogavano i vini dolci progenitori del Vino Santo Trentino. Sembra che nel 1800 la prima cantina a produrre Vino Santo a scopo commerciale fosse quella di G. Angelini-Gianotti di Dro, mentre successivamente, nel 1822, vi furono i Conti Wolkenstein di Castel Toblino. Negli anni a seguire, i fratelli Tonelli di Vezzano ed anche i Conti Wolkenstein sperimentarono la vinificazione separata delle uve colpite dalla “muffa nobile” e di quelle immuni. Il vino ottenuto con le uve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/bacheca/wp-content/thumbnails/3.jpg&amp;w=120&amp;h=120&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
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<div id="attachment_39" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-full wp-image-39" title="toblino-vigne" src="http://www.everywine.biz/bacheca/wp-content/uploads/2009/08/toblino-vigne.jpg" alt="Il lago di Toblino circodato dalle vigne" width="280" height="280" /><p class="wp-caption-text">Il lago di Toblino circondato dalle vigne</p></div>
<p>Nella Valle dei Laghi la tradizione di produrre vini dolci attraverso l’appassimento naturale delle uve è molto antica. Già nel XVII secolo le cronache catalogavano i vini dolci progenitori del <a title="Vin Santo del Trentino" href="http://www.everywine.biz/prod_list.php?id=235">Vino Santo Trentino</a>. Sembra che nel 1800 la prima cantina a produrre Vino Santo a scopo commerciale fosse quella di G. Angelini-Gianotti di Dro, mentre successivamente, nel 1822, vi furono i Conti Wolkenstein di Castel Toblino. Negli anni a seguire, i fratelli Tonelli di Vezzano ed anche i Conti Wolkenstein sperimentarono la vinificazione separata delle uve colpite dalla “muffa nobile” e di quelle immuni. Il vino ottenuto con le uve colpite dalla Botrytis aveva una carica aromatica ed una complessità tale che era di gran lunga preferibile all’altro.</p>
<p>Oggi sono ormai pochissimi i viticoltori che si dedicano a questa delicata nicchia produttiva. La tecnica di vinificazione delle uve Nosiola, da cui si ottiene il Vino Santo, è lunga e laboriosa: un investimento di tempo ed operosità che produce non più di 50/60 mila bottiglie all’anno. Vino di grande fascino, dolce e profumato, il Vino Santo nasce da una perfetta sintesi fra le caratteristiche varietali del vitigno, ed il microclima submediterraneo tipico della Valle dei Laghi, dove la ventilazione mite, asciutta e costante dell’Ora del Garda creano le perfette condizioni per questo raro prodotto simbolo di un piccolo angolo di terra trentina, “grande” soli cinque ettari.</p>
<p>Il Vino Santo è ottenuto secondo antiche e rigide regole. Si vendemmia generalmente nella prima settimana di ottobre, scegliendo i grappoli perfettamente sani e spargoli, ossia con gli acini ben distanti tra loro. I grappoli maturi e asciutti vengono stesi su graticci detti “aréle”, in ambienti aperti e collocati nei piani alti delle case per assicurare una migliore ventilazione ed un graduale appassimento.</p>
<p>Questa fase si protrae per cinque o sei mesi, fino alla Settimana Santa. Durante questo periodo di riposo, una muffa, la Botrytis cinerea, si sviluppa all’interno dell’acino accentuandone la disidratazione, favorendo la concentrazione degli zuccheri e producendo alcune sostanze tipiche dei prodotti ottenuti con l’appassimento naturale. L’azione combinata del tempo, dell’aria e della Botrytis, provoca un calo di peso oscillante fra il 50 ed il 80%, il che significa che con 100 Kg di uva fresca si possono ottenere 15-18 litri di mosto di Vino Santo.<br />
Dopo alcuni giorni dalla pigiatura, il mosto viene separato dalla parte torbida, decantato e travasato in piccole botti di rovere. Qui inizia la fermentazione naturale, che per l’elevata concentrazione degli zuccheri procede molto lentamente, per più anni. Dopo di ciò, il vino viene posto a maturare in legno per 6/8 anni.<br />
Di colore giallo ambrato, il Vino Santo sviluppa un profumo intenso e ampio, di passito, di frutta sovramatura ed un gusto piacevolmente dolce accompagnato da un’equilibrata gamma di sensazioni che si concludono con una nota vellutata. Considerato da sempre un ottimo corroborante, il Vino Santo è particolarmente indicato per accompagnare i dessert a base di mandorle ed il tipico dolce trentino zelten. È insuperabile abbinato ai formaggi erborinati.</p>
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