Il Sagrantino di Montefalco, é diventato, soprattutto dopo il riconoscimento della Docg giunta nel 1992, uno dei più importanti vini italiani, ma ancora oggi questo vino conserva intatta una certa aura di mistero. Scropriamo la sua storia.
Leone de Castris non è un nome e cognome come molti (compilatori di guide compresi ) pensano, bensì un doppio aristocratico cognome dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina. E’ l’anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine.
L’isola greca di Samos é sempre stata contesa tra oriente ed occidente, e per lungo tempo é stata parte dell’impero ottomano. Ma la fortuna internazionale dei suoi vini dolci e aromatici dominati dall’uva Moscato é legata da una parte alla Chiesa Cattolica, che le aveva concesso il privilegio esclusivo di preparare il vino da Messa, e alla Francia, che dal 1890 instaurò un fiorente commercio verso la madrepatria.
Contadi Castaldi nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa, imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La filosofia della nuova azienda seguirà quella del Gruppo Moretti: “la qualità come punto di partenza e di arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio franciacortino”. La scelta della sede – la Fornace Biasca di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800 – è risultata congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei Franciacorta: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, [...]
Natalino Crognaletti della Fattoria San Lorenzo è uno dei vignaioli più simpatici, disponibili e “originali” del panorama marchigiano. Persona instancabile, coerente con il suo pensiero e filiosofia e sopratutto uomo che non scende mai a compromessi. I suoi vini sono sempre il frutto di quanto la terra gli ha donato in quella particolare annata ceracando sempre di interpretare ed assecondare quel determinato millesimo. I suoi interventi infatti non sono mai rivolti allo stravolgimento di un vino, ma sempre alla caratterizzazione di quella particolare annata. La coltivazione in azienda è di tipo biologico e biodinamico e ancora oggi, come lo faceva [...]
Se vi capita di girovagare in Romagna, allora dovete assolutamente organizzate una sosta a Predappio, paese ricco di storia, ma soprattutto da sempre area di grande importanza nella viticoltura romagnola. Una volta arrivati, non fatevi mancare una visita alla Fattoria Casetto dei Mandorli della famiglia Nicolucci, un’azienda antica retta da Giuseppe, il capostipite, e Alessandro il figlio enologo, ultimo di tre generazioni che dal 1890 conducono la cantina. Abbarbicata poco sopra la Rocca di Predappio Alta, la Fattoria racchiude quel sapore antico di storia e tradizioni che insieme all’eccezionale terroir, fanno di Predappio una delle culle del Sangiovese di Romagna. [...]
Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d’altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l’azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Cónero una tipicità impossibile altrove. Il miracolo di questa piccola fetta d’Italia è proprio la [...]
Il Teroldego nasce in un piccolo fazzoletto di terra chiamato Campo Rotaliano che si estende nella valle dell’Adige poco a nord di Trento, decantato da Goethe nel suo famoso libro “Viaggio in Italia” che lo descrisse come “il giardino delle viti” e da Cesare Battisti che lo definì “il giardino vitato più bello d’Europa”. Originariamente questo Campo non aveva l’aspetto attuale in quanto tra il 1848 e il 1852 gli Imperatori d’Austria Ferdinando e Francesco Giuseppe deviarono il corso del fiume Noce che spesso causava innondazioni nelle zone circostanti. Rimase così un terreno fluviale molto particolare, con presenza di limo [...]
Sembra impossibile come i contadini siano riusciti a terrazzare le pendici della montagna ricavandone dei piccoli fazzoletti di terra abbarbicati su rocce a strapiombo, qui con pazienza hanno eretto chilometri e chilometri di muretti a secco fatti di sassi e frammenti di roccia a protezione dei piccoli e corti filari allineati che declinano lentamente a valle. Sulle terrazze anche le lavorazioni più semplici diventano difficili e devono essere fatte a forza di braccia. In pianura per lavorare un ettaro di vigna occorrono circa 50-100 ore ettaro, in Valtellina ne occorrono dalle 1.200 alle 1.600 e solo nei pochi vigneti di [...]