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Leone De Castris e i vini nobili del Salento

Articolo pubblicato sabato, giugno 25th, 2011 alle 01:40 nella sezione Paesi e Luoghi

Leone de Castris non è un nome e cognome come molti (compilatori di guide compresi ) pensano, bensì un doppio aristocratico cognome dei coniugi fondatori. Tra i vigneti ubertosi di ben tre secoli fà, il Duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco Conte di Lemos (nipote di Ferrante e Francisco, entrambi viceré spagnoli in Italia), fece nascere la cantina.  E’ l’anno 1665. Il Duca è un uomo accorto e vede lontano sicchè, dopo i primi anni di lavorazione e trasformazione del prodotto, corre in Spagna, vende alcuni possedimenti, ritorna ed investe il ricavato in terre salentine.

La cantina inizia l’imbottigliamento dei suoi prodotti nel 1925, in occasione del matrimonio tra Piero Francesco Leone e Anna Luisa Filippa de Castris, che unì le due più importanti famiglie di Salice Salentino, provincia di Lecce. Piero Francesco Leone, secondo di cinque figli, alla morte del padre, si dedicò all’amministrazione delle proprietà, costituite da fabbricati e terreni sui quali avviò un processo di trasformazione colturale, impiantando vigneti su terre prima coltivate a grano, e conducendoli parte in economia e parte attraverso un esercito di coloni del luogo. Piero, si trovò così a soli 20 anni ad amministrare un patrimonio terriero di oltre 2.000 ettari tra Salice, Guagnano, Campi, San Pancrazio e Sandonaci. Oltre a essere agricoltore divenne anche viticoltore, mostrando di possedere le qualità di agronomo, enologo ed esperto imprenditore. Nel corso degli anni venti, sviluppò la produzione di vino e nei primissimi anni del ventennio effettuò in Puglia il primo imbottigliamento, che a poco a poco perfezionò negli anni seguenti, dopo aver acquisito tutti i sistemi più aggiornati, avendo constatato direttamente l’applicazione dei nuovi processi tecnologici attraverso viaggi e contatti con le più rinomate case vinicole toscane, piemontesi e francesi.

Vennero rinnovati i vigneti assieme ad uno stabilimento moderno, attrezzato con torchi elettrici, che sostituirono quelli di vecchia generazione in legno e a vite. Furono costruiti lungo l’intero perimetro delle cantine vasche e fermentini in cemento armato. Piero inoltre iniziò a servirsi per primo della collaborazione di esperti enologi che lo portarono a far nascenere nel 1943 nacque il celebre vino rosato Five Roses. Il prodotto più conosciuto dell’ azienda ed il primo vino rosato ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia.

Questo vino ha preso il nome da una contrada nel feudo di Salice Salentino che si chiama “Cinque Rose“. Questa zona deve il suo nome al fatto che per intere generazioni ogni de Castris ha avuto cinque figli. Sul finire dell’ultima guerra il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Ma voleva un vino dal nome americano. Nacque così il “Five Roses”.

L’azienda è sempre interessata a sperimentare e provare a reimpiantare i vitigni autoctoni. La verdeca viene già prodotta ma in più si stanno studiando le possibilità offerte da vitigni come l’impigno, il sussumaniello e il francavilla, mentre stanno per essere impiantati anche vitigni alternativi come cabernet sauvignon e syrah per creare nuovi vini con uvaggi autoctoni e internazionali, dando comunque sempre maggiore importanza ai primi. Vengono inoltre prodotti spumante, acquavite e olio per un totale di 30mila bottiglie. Inoltre l’azienda gestisce un albergo, un ristorante e un agriturismo e alcuni appartamenti dove è possibile soggiornare. Infine stanno ristrutturando un palazzo del 1600 che sarà adibito a ufficio relazioni pubbliche inoltre con tutte le attrezzatture utilizzate storicamente dall’azienda, hanno pensato di adibire un’area a museo del vino.

E’ sicuramente interessante farci una visita, hanno anche una sala attrezzata per degustazioni e i vini sono tanti e molto interessanti, perchè non approfittarne?

Ecco alcune etichette che suggeriamo. Per gli altri vini consultate la relativa pagina del produttore

 

Di Majo Norante Ramitello

Five Roses

Italia, IGT Salento

Non è facile trovare un rosato così, c’è dentro un’energia ed una freschezza non comuni. Se poi si aggiunge che non è il classico rosé da bere entro l’anno, ma che con molta probabilità è solo all’inizio di una lunga evoluzione, non si può che farne scorta. Ora è buonissimo, poi sarà stupendo.
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Agianico Contado Di Majo Norante

Salice Salentino Riserva

Italia, DOC Salice Salentino

Difficile trovare difetti nei vini di questa azienda che sembra non sbagliare mai un colpo. Anche questa riserva è davvero ben fatta, è un vino al tempo stesso tradizionale e moderno, capace di soddisfare i palati più esigenti, ad un prezzo ottimo.

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Agianico Contado Di Majo Norante

Donna Lisa Riserva

Italia, DOC Salice Salentino

Difficile trovare difetti in questo vino che coniuga al tempo stesso tradizionale e moderno riuscendo a soddisfare i palati più esigenti.

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