Flûte o non Flûte
Articolo pubblicato martedì, ottobre 5th, 2010 alle 08:00 nella sezione Curiosità
L’angoscioso interrogativo se usare o no per gli spumanti e gli Champagne il bicchiere allungato chiamato Flûte tormenta negli ultimi anni gli appassionati esigenti. Anche la scelta dei bicchieri sottostà all’imperio delle mode, e forme un tempo amate sono oggi derelitte.
Un tempo nell’immaginario comune il ricco esibiva il suo potere d’acquisto sorseggiando Champagne in ampie e scomode coppe di cristallo. E quello era il modo giusto di gustare le bollicine fino ad una ventina d’anni fa. Poi ci hanno opportunamene informati sulla dispersione di profumi che la coppa comportava, suggerendoci di adottare la flûte in questione, “che non fa svanire gli aromi e permette di apprezzare il perlage in tutta la sua sottigliezza ed eleganza“. Molto giusto senonché ecco un’altra scuola di pensiero.
La Flûte va ottimamente per gli spumanti e Champagne giovani e poco complessi, ma perde colpi quando si tratta di rispettare le nuances di un vino giunto a trionfale maturità.
Per queste etichette aristocratiche è molto più indicato un calice ampio, panciuto, quasi da vino rosso. In effetti questa posizione teorica è tanto condivisibile che noi andiamo anche un pò oltre: spumanti e Champagne essendo in genere ricchi di acidità, quindi piuttosto duri, è addirittura meglio usare come bicchiere standard il calice bianco importante, che ne ingentilisce il carattere e ne ammorbidisce di spigoli. Quanto al perlage sarà un pò meno netto e verticale. Ma pazienza non si può avere tutto dalla vita.
IL TUO CARRELLO




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