Di Majo Norante : il solitario molisano.
Articolo pubblicato venerdì, agosto 27th, 2010 alle 13:13 nella sezione vino e dintorni
Fare veramente un buon vino ad un prezzo ragionevole. Un concetto che Alessio di Majo ha imparato dal padre e che continua a mettere in pratica tutt’oggi sulle dolci colline di Campomarino che scendono verso il mare Adriatico, a pochi chilometri da Termoli e dalla Puglia. Siamo in Molise, a due passi dal mare.
“Io sono un capatosta”. Questa è forse migliore (auto-)definizione di Alessio Di Majo. ” la Di Majo Norante è stata fondata da mio padre Luigi sulle terre dei Marchesi Norante di Santa Cristina verso la metà degli anni 60. I primi vini furono imbottigliati nel 1970, con le etichette ciclostilate perchè costavano meno…” Così Alessio, 49 anni, ricorda la nascita dell’azienda – “mi sono interessato alla vigna fin da quando avevo 15 anni; una volta presa la matutità mi sono iscritto ad Economia e Commercio ma ben presto la passione ha preso il sopravvento e ho deciso di abbandonare lgli studi per dedicarmi completamente all’azienda”.
Siamo in zona Ramitello a Campomarino, vicino Termoli, a neanche tre chilometri dal mare, dove Alessio Di Majo ha trasformnato una vecchia masseria in una splendida casa-cantina-ufficio e dove vive con la moglie Edita e i propri figli.
Dal 1970 ad oggi la Di Majo Norante di strada ne ha fatto molta e tutta in salita, in una sorte di deserto ambientale per il vino di qualità come si dimostra ancora oggi il Molise. Il suo Ramitello è stato un vino storico per tutta l’enologia molisana, un esempio purtroppo ancora molto poco seguito:”la maggior parte dei contadini possiede piccole proprietà, non più di 1-2 ettari, e con le cooperative che spingono verso una produzione di vino da tavola non hanno scelta che quella di puntare sulla quantità con un risultato purtroppo ancora drammatico.”
Vigneti a tendone, rendimenti di 200 quintali per ettaro e più, e un futuro che non promette nulla di buono se non si cambiano subito mentalità ed obbiettivi a lunga scadenza.
Il lavoro di Alessio Di Majo è in questo senso un solitario lavoro di fondo, con uno sforzo continuo nel creare e ricreare costantemente anche i semplici presupposti necessari alla produzione del vino di qualità. L’azienda conta oltre 80 ettari vitati per una produzione complessiva di 800.000 bottiglie in una decina di tipologie diverse ed in continua crescita qualitatitiva. Data la varietà di uve presenti la vendemmia è molto lunga, quasi due msei, e si conclude spesso agli inizi di novembre.
Il suo maestro è stato Giorgio Crai, cui è legato da un rapporto quasi da fratello minore. Dal ’98 l’azienda viene seguita da Riccardo Cotarella, “due dei più grandi enologi italiani”, ma il cambio non ha fatto che confermare quanto mai chiare le linee direttrici del suo lavoro: ” per me è fondamentale la ricerca della qualità e della tipicità, mantenendo però il primo piano il rapporto qualità-prezzo. Non ho nulla contro i vitigni d’importazione, ma credo che fermamente che i vitigni italiani siano più adatti alle nostre condizioni pedoclimatiche e che la strada giusta sia quella di migliorare i vitigni autoctoni attraverso uno studio serio dei cloni e della loro adattabilità al terreno calcareo-argilloso di queste zone molisane” .
La grande passione e queste convinzioni lo spingono a ricerche e sperimentazioni continue: selezioni clonanli e massali, che hanno portato all’identificazione in vigna tre differenti cloni di Aglianico. La coltivazione biologica, senza alcun tipo di trattamento chimico. Ad esempio per combattere la tignola viene utilizzato il Bacillus Turingensis mescolato con latte e zucchero, che uccide solo il parassita provocandogli una congestione e lascia prosperare tutti gli altri insetti utili, primo fa tutti i moltisismi ragni che popolano le vigne aziendali.
Ma ricerca e innovazioni non si limitano alla vigna. In questi ultimi anni Alessio ha fatto degli ingentissimi investimenti in cantina: nuove tecniche di selezione delle uve, nuove vasche termoregolate per poter vinificare separatamente le differenti uve di ogni vigneto con sistemi di rimotaggio studiati apposta per permettergli di produrre vini con una lunga macerazione.
I risultati della passione e degli investimenti sono quelli che Alessio Di Majo definisce “nuovi vini d’antichi vitigni”. Dei vini che sono il frutto della vinificazione in purezza di una serie di vitigni tradizionalmente presenti sul territorio molisano che trovano un’espressione franca e armonica.
Alessio è un appassionato di barca a vela e, quando parla di vendemmia, il confronto nasce spontaneo, ” Ogni annata ci lasciamo trasportare nei limiti del tollerabile dalla stagione, non eseguiamo nessun intervento correttivo, non vogliamo fare nessuna forzatura, la natura forgia i nostri vini anno per anno e noi la assecondiamo perchè sia madre dei nostri vini. E’ come quando ti trovi in mezzo al mare ti prendi croce e delizia di quello ti può arrivare dall’acqua e dal vento, e ringrazi Dio per averti dato una barca solida per poter affrontare il lungo viaggio”.
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Di Majo Norante, RamitelloItalia, DOC Biferno
Un vino assolutamente da acquistare, pronto e godibilissimo fin da subito. Tanto di cappello, alla cantina molisana di Di Majo Norante che, supportato da “mastro” Cotarella, il più famoso tra gli enologi in Italia, si posiziona tra i migliori produttori del Sud Italia. |
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Di Majo Norante , ContadoItalia, DOC Aglianico del Molise
Ecco un Aglianico dal taglio moderno che privileggia il frutto, la piacevolezza e l’incredibilmente beva. Troppo! Tanto che la bottiglia termina in fretta, troppo in fretta. |
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Di Majo Norante , Don LuigiItalia, DOC Montepulciano del Molise e
Un vino che si distacca decisamente dagli altri prodotti molisani per la sua qualità ineccepibile. Ottenuto da un taglio di Montepulciano e Aglianico il Don Luigi offre un naso fatto di frutta nera e di nobili speziature e una bocca dolce e vellutata. |
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3 commenti
Mi spiace, contraddire ma ad oggi ci sono molte altre cantine in Molise che stanno ottenendo il successo dovuto ad una terra molto interessante. Addirittura con il vino per ecellenza del Molise che è il vitigno autoctono TINTILIA vino storico di questa regione.
Dunque sarà solo da più tempo sul mercato la cantina di Maio, ma le altre cantine sono presenti e capaci..una su tutte è la cantina CIPRESSI.
Gentilissimo signor Fabio, la nostra voleva essere una critica costruttiva esortando tutte le aziende molisane a fare sempre di più. Oggi quelle che lavorano bene si contano sulla punta delle dita seppur ci sia un timido fermento. Biosgna ad ogni modo dare atto della tenacia e sagacia pioneristica di Majo Norante che ha fatto da apri pista a tutto il comparto molisano.
Ad ogni modo la ringraziamo per la sua segnalazione e per il suo contributo.
Effettivamente sono d’accordo con Fabio. Ho avuto occasione diverse volte di degustare la produzione molisana, tra cui appunto la sorprendente Tintilia. Mi sono sembrati assolutamente vini di qualità!Non ho degustato i vini della cantina Norante, ma ho provato altre realtà (tra cui la citata Cantine Cipressi) e le ho trovate ineccepibili. Anche sulle guide del settore mi sembra che si piazzino tutte bene.
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