Lo Sforzato : prodigio di Valtellina.
Articolo pubblicato venerdì, aprile 30th, 2010 alle 08:38 nella sezione vino e dintorni
Siamo in provincia di Sondrio, ed è qui che sulla sponda destra del fiume Adda si produce lo Sforzato frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca.
Non è chiaro il periodo storico in cui il Nebbiolo venne introdotto nella Valle. Le prime notizie certe in merito alla sua diffusione risalgono comunque solamente ai primi del XVI secolo. Oggi sicuramente il vitigno si è perfettamente adattato a questo territorio, in particolare sul versante solivo, e anzi ha sviluppato una sua peculiarità “locale”, tant’è che la Chiavennasca è ormai praticamente considerata una sottovarietà di Nebbiolo, e questo è certo uno dei fattori che contribuisce a caratterizzare un grande vino come lo Sforzato. Sull’origine del nome “Chiavennasca”, esistono almeno due versioni diverse: secondo alcuni, deriverebbe da “ciù venasca”, cioè [vitigno] con più vena, ossia più vigoroso; secondo altri, significherebbe invece “ciù vinasca”, ovvero che dà più vino.
La tecnica di produzione, ovvero la “forzatura” (da cui il nome del vino) è simile a quella utilizzata in Valpolicella per l’Amarone e prevede che le uve migliori, sottoposte ad un‘attentissima cernita preliminare, vengano portate ad uno stato di maturazione avanzata ( o surmaturazione ). Una volta eseguita la vendemmia le uve selezionate vengono posizionate su dei graticci di canne, in locali asciutti e ben aerati denominati fruttai, e lì lasciate a “maturare” anche per oltre 90 giorni, eliminando via via con il passare del tempo gli acini che si rompono e che quindi tendono a marcire. In questo lungo lasso di tempo ha luogo il fenomeno dell’appassimento e l’uva perde intorno al 40% del proprio peso: da 2 Kg. di uva fresca si ottengono 1,2 Kg. di uva appassita necessaria per la nascita di una singola bottiglia di vino.
In questa fase accadono importanti trasformazioni. Il grappolo, sebbene tranciato dalla pianta, continua la sua vita perdendo acqua con il conseguente aumento del tenore degli zuccheri che a sua volta determina la nascita di essenze aromatiche che non esistevano nell’uva fresca e che, volta eseguita la pigiatura e la vinificazione, caratterizzeranno i vini con un impronta ben precisa.
Oggi, lo Sforzato, è un vino che rappresenta quanto di più singolare un territorio possa esprimere: dalla specificità delle uve nebbiolo alla singolare pratica dell’appassimento. Il tutto, per ottenere un vino importante ma al tempo stesso gustabile in diverse occasioni, un prodotto personale ma capace di confrontarsi con il meglio dell’enologia internazionale, complesso e contemporaneamente elegante, armonico e soprattutto piacevole da bere. Ideale se affiancato a piatti a base di carni rosse, si abbina magnificamente con formaggi stagionati, in particolare con il Bitto.
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Plozza, Vin da Cà SfursatItalia, DOCG Sforzato di Valtellina
Sforzato elegante con profumi intensi di prugna e terra bagnata. Al gusto è avvolgente, con tenace continuità e gradevole pienezza. |
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