Contadi Castaldi, il Satén per antonomasia.
Articolo pubblicato giovedì, marzo 25th, 2010 alle 20:36 nella sezione Paesi e Luoghi

Contadi Castaldi nasce ufficialmente dall’incontro di Martino de Rosa, imprenditore genovese, con Vittorio Moretti, presidente di Terra Moretti, proprietaria dell’azienda Bellavista, a cui affianca la nuova cantina con l’obiettivo di caratterizzarsi per prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La filosofia della nuova azienda seguirà quella del Gruppo Moretti: “la qualità come punto di partenza e di arrivo e soprattutto a difesa della tipicità del territorio franciacortino”.
La scelta della sede – la Fornace Biasca di Adro, un suggestivo edificio di fine ’800 – è risultata congeniale per le caratteristiche ideali per l’affinamento dei Franciacorta: lunghi cunicoli sotterranei ad arco, infatti, mantengono la temperatura a un livello ottimale.
Contadi Castaldi, a differenza di altre aziende della Franciacorta, ha la caratteristica essenziale di non possedere molto terreno di proprietà, ma ha puntato piuttosto verso una gestione di carattere associativa. Questo ha permesso la nascita di una forte classe di piccoli viticoltori estremamente specializzati nella gestione dei vigneti a cui Contadi Castaldi fornisce il necessario supporto tecnico e scientifico grazie ad una propria rete di consulenti e riunioni periodiche. Ad esempio nel lontano 1997 l’azienda realizzò un vigneto sperimentale dove vennero messe a dimora oltre 15 varietà di viti con l’obiettivo di dimostrare ai vari conferitori l’impostazione e la gestione di un moderno vigneto “a spalliera”, nonché il comportamento dei diversi vitigni ammessi dai disciplinari e di altri che potrebbero dare , in prospettiva futura, risultati interessanti.
La filosofia di Contadi Castaldi è quella di partire dal vigneto, effettuando un lavoro esasperato al limite del maniacale in campagna per poter destinare le migliori uve prima alla trasformazione enologica.
Questa parte del ciclo trova la massima sintesi nel lavoro di zonazione effettuata da Contadi Castaldi al fine di individuare e selezionare i migliori cru per le singole cuvée prodotte. Difatti per realizzare le singole cuvée è necessario conoscere e saper interpretare la materia prima espressione di ogni unità pedoclimatica, di ogni singola particella di vigneto al fine di riconoscerne le potenzialità e prevederne il percorso evolutivo.
Così il progetto diventa concretezza: selezionando l’uva nei 130 ettari gestiti dall’azienda, distribuiti in quei 19 comuni, compresi tra le colline che attorniano il Lago d’Iseo e la pianura bresciana, autorizzati a produrre Franciacorta.
Produrre una cuvée quindi non significa solo assemblare vini base per produrre un vino apprezzabile al palato; vuol dire dare vita ad un prodotto che sia espressione di un territorio per comunicare un gusto caratteristico e caratterizzante, sinonimo di una personalità unica, quella di un marchio e di uno stile, riconoscibile in tutti i vini dell’azienda e tra quelli delle altre aziende. Realizzare una cuvée è come costruire e realizzare un progetto che alla fine risulti palpabile, per lo meno al palato.
Oggi Contadi Castaldi è sinonimo di Ricerca e Modernità. In cantina nulla è lasciato al caso: la pressatura è soffice, diversa per ogni tipologia di uva, per non rovinare il lavoro fatto in vigna. Anche l’utilizzo di lieviti selezionati, oltre a ridurre eventuali alterazioni o “rimaneggiamenti” in cantina partecipano alla realizzazione di un determinato “gusto”. E poi il remuage, prevalentemente meccanico, con giropallette, una volta concepito come mezzo per ridurre al minimo i tempi, oggi è realizzato utilizzando programmi adatti all’ottenimento della qualità.
In Contadi Castaldi convivono però tecnologie moderne e tradizione; nei luoghi prima adibiti alla cottura dei mattoni, oggi si trovano pupitre per il remuage manuale della durata classica di 18 giorni con il quale si produce ancora qualche migliaia di bottiglie. Percorrere questi cunicoli è davvero suggestivo!
Contadi Castaldi si è distinta per aver creato e affinato negli anni il concetto di Satén quale fusione di due ideali tipicamente francesi: “cremant” e “blanc de blancs”.Satén quale ponte tra la più classica produzione spumantistica italiana e la quella francese dello Champagne.
Un concetto di morbidezza al palato intesa nel senso meno didattico del termine, quindi non zuccheri alcoli e polialcoli ma cremosità al palato , avvolgenza e assenza di spigolosità date dal perlage finissimo.
E’ così che a Contadi Castaldi un’idea prende forma e la materia diventa piacere, per il palato, e forse ricordo per la memoria.
Seminario Veronelli Degustazione del 19.06.2009
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