Sulle vie del Rosso Conero
Articolo pubblicato sabato, febbraio 20th, 2010 alle 08:21 nella sezione Paesi e Luoghi
Il promontorio del Cónero con i suoi 572 metri d’altitudine è un paradosso geologico che si erge sul Mare Adriatico tra l’azzurro del cielo ed il blu scuro delle onde nelle quali si precipita con le sue bianche scogliere. Qui, in riva al mare, per pura casualità si è creato un meraviglioso ambiente per la coltivazione delle uve rosse con un microclima continuamente ravvivato dalle brezze marine con un terreno calcareo, povero ma di grande struttura, che permette al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Cónero una tipicità impossibile altrove.
Il miracolo di questa piccola fetta d’Italia è proprio la sua posizione centrale con un clima ancora mediterraneo a ridosso delle correnti favorevoli che provengono dai Balcani. Una sorta di zona franca in cui più che la tecnica conta ancora molto il terroir. Sulle colline affacciate sul mare o sulle marne calcaree, sulle piattaforme argillose o sui terreni sabbiosi, vive un clone del vitigno rosso Montepulciano, dalle caratteristiche differenti dai cloni della stessa famiglia che crescono in Umbria ed Abruzzo. Un vitigno che più di ogni altro luogo in Italia riproduce fedelmente le peculiarità della sua terra madre. Concepito in condizioni ambientali uniche, e pertanto diverso nei profumi e nel gusto a secondo degli influssi che ha subito in vigna: aggrappato a scoscesi costoni, disteso su morbide colline o esposto alle brezze che giungono dalla costa. Tutte situazioni che conferiscono a questo vino un dono sempre differente, sempre unico che restitusce al degustatore il terroir del Rosso Conero.
Oggi il Rosso Conero allevato nei soli 190 ettari alle spalle di Ancona è un grande vino, per lo meno in tutte le versioni di punta delle molte aziende come la Umani Ronchi, Moroder , le Fattorie Le Terrazze o Silvano Strologo che si prodigano nella sua rivalutazione: concentrazione, profumi intensamente pieni e fruttati, inconfondibile complessità e longevità sono segni ormai facilmente riscontrabili. E già si parla della famigerata Docg che potrebbe sancire molti anni di duro lavoro. I punti per questo passaggio sono molti, ma non tutti insormontabili. Ad esempio l’abbassamento della resa di uve per ettaro da 140 quintali a 80 è un valore già soddisfatto da quasi tutti i vini di punta di molte aziende della zona. Si parla anche di una struttura di denominazioni d’origine a cascata sull’esempio del Montepulciano o del Brunello di Montalcino. La discussione continua sull’introduzione di altri vitigni nella Doc o su argomenti più tecnici come la modifica di alcuni parametri chimici del vino. Su una cosa comunque sembrano essere tutti d’accordo: se sarà Docg si chiamerà semplicemente Conero.
Le caratteristiche del Rosso Conero suggeriscono stimolanti matrimoni d’amore con svariate preparazioni della cucina marchigiana. Generoso come le genti del monte, caldo e rosso come i tramonti che si spengono sul mare, questo vino è un autentico dono della natura. Lo gusterete con le carni d’agnello, di manzo e di pollo, con i “gnocchi”, i “vincisgrassi” – lasagne marchigiane – e i tortellini. E’ estremamente interessante notare come qui la tradizione dia luogo ad una singolare eccezione: in qualsiasi regione d’Italia, i piatti di pesce vengono accompagnati da vino bianco, gli abitanti del Conero al contrario ,soprattutto pescatori sono abituati da millenni ad accompagnare le loro pietanze saporite e speziate come il Brodetto o il Guazzetto con il vino rosso delle loro colline.
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