Golosi d’eccezione
Articolo pubblicato martedì, novembre 3rd, 2009 alle 11:38 nella sezione vino e dintorni

Persino Alessandro Manzoni menzionò il cioccolato nella sua opera più celebre : "I Promessi Sposi"
I personaggi che nel corso della storia furono assidui consumatori e convinti assertori del cioccolato non si contano : Goldoni nelle sue commedie elogia le qualità della meravigliosa bevanda. Sempre a Venezia, Giacomo Casanova era un grande sostenitore delle sue qualità afrodisiache e per questo sembrerebbe ne facesse un largo consumo. L’abitudine di bere cioccolata nei conventi durante il XVII secolo è documentato persino dal Manzoni ne ” I promessi Sposi” , nel brano in cui la madre superiora, offre alla futura Monaca di Monza, una fumante tazza di cioccolato con l’intento di addolcire l’impatto con le asprezze della vita monastica.
La regina Maria Antonietta poi viaggiava sempre con il suo maestro cioccolatiere personale, Napoleone Bonaparte beveva una tazza di cioccolato ogni sera, per ritemprare anima e corpo, mentre Mozart e Da Ponte ne decantavano la gradevolezza in “Così fan tutte”.
Lo stesso Voltarire, dicono, consumasse, nell’arco di metà giornata, una dozzina di tazze di cioccolata ritenendola sostanziosa e graditissima al palato. Anche Goethe amava follemente il cioccolato tanto da offrire fiori e cioccolatini per conquistare i favori dell’amata.
Tra i musicisti, da Ciaikovsky o Strauss; tra gli scrittori, da D’Annunzio a Stendhal. Nella strada di Swann anche Marcel Proust scriveva: ” … ci veniva offerta una crema al cioccolato fuggitiva e leggera… ”
ALCUNI SUGGERIMENTI SUGLI ABBINAMENTI:
L’abbinamento vino cioccolato è croce e delizia di ogni enotecaio che si rispetti. E’ un abbinamento difficile, ma non è impossibile. Provate con alcuni dei nostri suggerimenti e fatreci sapere
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Cocchi, Barolo ChinatoItalia, Barolo chinato Prodotto dall’infusione di erbe scelte e opportunamente dosate in un Barolo di grande pregio, il “Chinato” di Cocchi è apprezzato per l’equilibrio e l’armonia del profumo, l’immediata gradevolezza del gusto e la persistenza aromatica. Oggi lo si sta riscoprendo e viene collocato, a differenza del passato, tra i vini da meditazione in alternativa al Porto, al Marsala o ai passiti liquorosi. |
Williams & Humbert, Collection Pedro Ximenez 12 AñosDO Sherry Pedro Ximenez
Dal colore tra il ruggine e il castano, al naso si mostra ricco con una domante tipica di ossidato, ferroso, sul sottofondo di uvetta e noci che col tempo diventa caffè e un profondo soffio alcolico. Al gusto si mostra di buona eleganza e compezza, penetrante e speziato, con una vena acida e di legni fini che nasce a mezza bocca e si prolunga all’infinito.
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