Passiti made in Italy
Articolo pubblicato venerdì, agosto 21st, 2009 alle 08:30 nella sezione In libreria

280 pagine - rilegato
Ecco un vero e proprio atlante che esaurisce qualsiasi informazione riguardante il mondo del vino passito italiano. L’atteggiamento del consumatore nei confronti dei vini dolci non è stato nell’Italia dal dopoguerra a oggi, né uniforme, né sempre benevolo. Se nella cultura contadina il vino dolce aveva il significato di un bene prezioso, l’omaggio con il quale si accoglieva l’ospite, da bere con moderazione alla fine del pasto, nelle grandi occasioni, la sua presenza era invece rara nelle carte dei vini dei ristoranti o sugli scaffali delle enoteche.
Infatti, le caratteristiche organolettiche di tali vini lasciavano spesso a desiderare: l’aspetto era quello dei vini ossidati, raramente erano limpidi, il loro sapore era spesso segnato dall’acido acetico. Erano chiamati genericamente “vini santi”: ignote erano le uve dalle quali provenivano e mancavano di qualsiasi indicazione di origine. Addirittura con il progressivo allontanamento dalla campagna e dai suoi riti alimentari, nel consumatore delle grandi città, questi vini comunicavano un’immagine negativa di vini sofisticati, arricchiti con lo zucchero e stabilizzati con alcol e con prodotti chimici dannosi alla salute. Da qualche anno i vini dolci mediterranei, o comunque ottenuti da uve appassite, hanno riconquistato il gusto dei consumatori italiani e stranieri e la riscossa è partita dalle regioni meridionali dell’Italia (basti pensare al Moscato di Pantelleria, alla Malvasia delle Lipari o al Moscato di Noto, solo per citarne qualcuno dei più famosi) che hanno offerto una gamma di vini dolci ineccepibili dal punto di vista delle caratteristiche sensoriali.
Attilio Scienza, che ne ha la curato la pubblicazione insieme ad una squadra di esperti coadiuvati dalla Fondazione Centro Nazionale VIni Passiti di Montefalco, invece, grazie al suo rigore scientifico ne spiega l’orgine, iniziando dal terroir fino alle diverse tecniche di appassimento.
Il viaggio comincia con una selezione dei migliori vini passiti d’Italia raccontandone le caratteristiche organolettiche e i posisbili abbinamenti gastronomici, per poi continuare con l’esame approfondito delle singole tipologie divese per regione.
Interessanti le piantine geografiche, molto tecniche le descrizioni climatiche e i sistemi di coltivzione supportati da tabelle, sicuramente utile infine l’elenco dei produttori della regione. Bella inoltre l’iniziativa di dedicare una sezione del libro alle ricette di grandi chef a cui viene abbinato un vino passito. Bellissime le immagini.
Nella parte fionale vi è il disciplinare completo dedicato totalmente ai tecnici del settore.
ATLANTE DEI VINI PASSITI ITALIANI
Attilio Scienza
Gribaudo
Prezzo di copertina 35,00
CODICE ISBN: 88-7906-210-7
IL TUO CARRELLO



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